Amiamo più i cani delle persone? Una ricerca apre il dibattito
Un’indagine scientifica conferma il legame fortissimo tra umani e cani, ma impone anche una riflessione sul rispetto della loro natura animale
Un recente studio pubblicato su Scientific Reports e ripreso anche dall’ANSA, ha acceso un dibattito destinato a far parlare: amiamo più i nostri cani che le persone a noi più vicine? I risultati, raccolti in quattro anni di lavoro su un campione di oltre 710 proprietari nei paesi occidentali, parlano chiaro: per molti, il cane è diventato una figura affettiva di riferimento, superando in soddisfazione e affidabilità il partner, i figli, i genitori e persino il migliore amico.
I partecipanti sono stati sottoposti a 13 scale relazionali usate solitamente in ambito psicologico, applicate non solo a persone care ma anche al proprio cane. I risultati? I cani vincono su quasi tutti i fronti. Meno conflitti, più supporto emotivo, più spontaneità nel mostrare affetto. Il cane, secondo lo studio, “ricambia” in modo simile a un bambino, con interazioni semplici e positive che contribuiscono anche a migliorare le relazioni umane del proprietario.
E su Dogsportal.it non possiamo che prendere atto di un cambiamento sociale ormai consolidato: i cani non vivono più in cortile, ma in casa, spesso sul divano, al centro delle nostre scelte quotidiane, dalle vacanze ai ritmi di vita. È un bene che si riconosca finalmente l’importanza del cane nella vita delle persone, anche da un punto di vista relazionale ed emotivo. Ma è importante aggiungere alcune riflessioni dal punto di vista cinofilo ed etologico.
L’amore non basta: serve rispetto per la loro animalità
È fondamentale che i cani vengano riconosciuti sempre più come parte integrante del nucleo familiare, ma questo riconoscimento non può essere solo emotivo. Il primo problema è giuridico: in Italia, come in molti altri paesi, il cane non è ancora considerato un essere senziente dal Codice Civile. Sebbene ci siano state sentenze più severe contro i maltrattamenti, siamo ancora lontani dal vedere un riconoscimento legale che rispecchi il loro valore affettivo e sociale.
Il secondo nodo è culturale. Ben venga l’affetto verso il cane, ma metterlo a paragone con legami umani come quelli con un figlio o un partner rischia di essere fuorviante. Il cane può essere – ed è per molti – un amico autentico, ma non è un essere umano. È un amico diverso, speciale, che ci accompagna senza bisogno di parole, con una presenza costante e sincera. Tuttavia, il rischio sta nel proiettare sul cane dinamiche relazionali umane che non gli appartengono. Il nostro compagno a quattro zampe non ha gli strumenti per interpretare il mondo come lo facciamo noi, e pretendere da lui comportamenti “umani” non è un atto d’amore, ma un errore di prospettiva.
Sono animali, ed è proprio il rispetto della loro animalità che rende possibile un’amicizia vera, equilibrata e rispettosa. Umanizzare il cane non è amore: è, spesso, una proiezione egoistica dei nostri bisogni affettivi su un essere che merita invece di essere riconosciuto e rispettato per ciò che è.
Ecco perché su Dogsportal.it preferiamo definirci cinofili, e non pet lovers. Perché nella parola cinofilo c’è tutto: competenza, rispetto, consapevolezza. Il termine “pet lovers” è troppo spesso associato a un mondo fatto di marketing, consumismo, emozioni preconfezionate, dove dietro l’amore si cela un business. Essere cinofili, invece, significa amare il cane per quello che è: un animale con cui possiamo instaurare un legame profondo, autentico, ma che va costruito nel rispetto delle sue caratteristiche, non delle nostre aspettative.
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