Notizie e approfondimenti sul lupo

Lupi e predazioni sui cani: è tempo di aprire gli occhi

La più recente è di pochi giorni fa, in Val di Sole (Trentino Alto Adige): un lupo ha afferrato il cane di famiglia nel giardino di casa e se l’è portato via, nonostante il proprietario abbia tentato di spaventare il predatore. 

Fa male pensare a una cosa del genere, in particolare a chi, come i lettori di Dogsportal.it, ama i cani, tutti quanti. Ma fa altrettanto male, e questo lo scrivo soprattutto a titolo personale, a chi oltre ai cani ama anche i lupi.

Perché la morte di un cane causata dal suo progenitore selvaggio è qualcosa che stride con la visione romantica che molti di noi hanno di queste due creature, il cane e il lupo, strettamente  legate e ciascuna magnifica e indispensabile a modo suo.

Tuttavia, se vogliamo che i nostri fratelli con la coda non diventino cibo per i lupi e se vogliamo che i lupi non tornino ad essere perseguitato e ammazzati a vista (come invece si vorrebbe fare, in primis proprio in Italia, il cui governo spinge più di chiunque altro in Europa per aprire la caccia ai lupi), è necessario cominciare ad aprire gli occhi e capire che no, la realtà della Natura non è una favola.

Però, non è neanche quell’incubo dai denti aguzzi che buona parte della (pessima) stampa e del resto dei media (pessimi quasi tutti anche loro) va dipingendo da anni a fosche tinte: per ignoranza deliberata, per interesse economico, perché gli analfabeti funzionali sono ormai la maggioranza? Non saprei, ma so che l’informazione sul tema è assai vicina alla pura propaganda antilupo.

Con l’esortazione ad “aprire gli occhi” intendo una cosa molto semplice ma quanto mai necessaria: smetterla di continuare a gestire i cani… ad mentulam dei medesimi nelle zone in cui la presenza del lupo è arcinota e più che segnalata.

Il povero Pepe, questo il nome dello Schnauzer nano predato in Val di Sole il 23 aprile, si trovava in un giardino che, dalle foto pubblicate su FB dal proprietario, non appare minimamente recintato. Questo giardino, inoltre, sembra trovarsi a pochi metri da un bosco. E la predazione è avvenuta alle 23,30, cioè in piena notte.

Tutte le circostanze dell’evento, quindi, sono ideali per un predatore opportunista, veloce e determinato come può essere un lupo affamato.

Ecco perché chi vive in un posto tanto bello ma anche tanto vicino a dove è facile che i lupi, notoriamente presenti in zona, si muovano per cacciare, e lo fanno soprattutto di notte, in particolare nelle aree antropizzate, non dovrebbe mai lasciare il cane fuori, a portata di attacco. 

Io capisco e condivido il dolore di chi ha vissuto un’esperienza simile, ciò che non capisco invece è questa incoscienza. Non è spiegabile, per me.

O meglio, lo è solo prendendo in considerazione due fattori, entrambi cruciali non solo per questo tema: la scarsa adattabilità della nostra specie; la vergognosa mancanza di informazioni da parte delle autorità locali, regionali e nazionali.

Nel primo caso, a mio avviso entra in gioco un comportamento tipicamente umano, dell’umano moderno, perlomeno: non accettare il fatto che la Natura non sia sempre domata e domabile. 

Così come molti insistono a lasciare cani, gatti e persino “animali da reddito” incustoditi, non protetti neanche minimamente, nonostante la presenza dei grandi carnivori sia nota da anni e anni e le predazioni avvengano, allo stesso modo tanti altri continuano e costruire case sopra i vulcani e accanto all’alveo dei fiumi. Come se i primi e i secondi tenessero conto di queste nostre scelte scellerate. Poi arriva l’eruzione oppure l’alluvione e allora piangiamo.

Le autorità, invece, sono carenti in maniera a mio avviso vergognosa. L’informazione si limita a cartelli, per quanto riguarda l’orso in Trentino, quando da vent’anni gli esperti esortano a installare i cassonetti dei rifiuti studiati per impedire che i plantigradi li aprano: perché è soprattutto per quello che gli orsi si avvicinano ai centri abitati. 

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E le informazioni, se arrivano, in genere lo fanno tramite associazioni di tutela degli animali, non tramite le autorità. Il che è paradossale.

Purtroppo gli orsi del Trentino, come i lupi in tutta Italia, e i danni che causano sono soltanto materia per la propaganda elettorale più becera, sanguinaria e antiscientifica che nutre una parte della popolazione il cui livello di comprensione della Natura sembra tornato quello dei tempi peggiori, quando praticamente tutti gli animali selvatici erano bersaglio dei fucili ogni giorno dell’anno in ogni luogo d’Italia. 

Con la conseguenza non di poco conto della scomparsa o quasi della maggior parte degli animali più importanti per l’equilibrio ecologico: neppure le aquile venivano risparmiate, per non parlare dei grandi ungulati e dei loro predatori naturali. 

L’impressione è che si cerchi di tornare indietro, che ogni presenza animale diventi pretesto per cercare voti e finanziamenti da chi vede la vita non umana solo come un bersaglio sul quale sparare per scaricare pulsioni alquanto inquietanti.

Fateci caso: dalle nutrie ai piccioni, dagli ibis ai colombacci, dalle volpi ai cormorani, per non parlare appunto dei grandi carnivori, c’è chi invoca a gran voce sempre e solo una cosa, ucciderli

Eppure, l’esempio virtuoso da seguire ci sarebbe: è quello dell’Abruzzo, dove i lupi e anche gli orsi (meno “bellicosi” di quelli trentini, è vero, ma pur sempre orsi, non peluche) e molti altri animali convivono molto meglio con la popolazione locale. 

La ragione? Probabilmente il fatto di non aver mai sterminato queste creature, per vera cultura rurale e per la creazione di un parco nazionale davvero tale, e quindi di aver conservato la sapienza necessaria a convivere al meglio. Non che non vi siano frizioni, certo, ma neppure l’ignoranza becera e, spesso, un vero e proprio odio irrazionale che trasudano in altri luoghi.

In ogni caso, vorrei dare un avviso ai fautori dello sterminio dei predatori.

Anche se a breve, come temo, verrà aperta la possibilità di ammazzare i lupi, di certo causando più problemi che vantaggi, perché la dispersione dei branchi porterà a una maggiore proliferazione della specie e non il contrario (sono anni e anni che si spara ai cinghiali in stile Far West eppure ce ne sono sempre di più…), non illudetevi, perché non cambierà granché, per chi pensa ancora che costruire una casa sulla riva di un fiume sia una scelta intelligente.

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