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Sette cani in una casa e due attaccano la pet sitter.

Quando la gestione dei cani viene sottovalutata, le conseguenze possono essere tragiche.

Il buonsenso può salvare vite: riflessioni su un’aggressione che poteva essere evitata

La vicenda avvenuta sabato 21 giugno a Chiavari, in provincia di Genova, ha riaperto un tema importantissimo per chi convive con più cani: la gestione responsabile. Una donna di 49 anni, incaricata di accudire i sette cani di un amico, è stata aggredita da due rottweiler non appena varcato il cancello dell’abitazione. L’attacco le ha causato gravi ferite, soprattutto al collo e agli arti, tanto da rendere necessario il ricovero in codice rosso all’ospedale San Martino di Genova..

Secondo quanto emerso, i cani si sarebbero calmati solo al rientro della proprietaria. Un dettaglio che ha portato alcuni esperti a ipotizzare una motivazione territoriale: gli animali avrebbero percepito la donna come un’intrusa.

La domanda che molti si pongono è: si poteva evitare tutto questo?

La responsabilità di chi affida i cani

Nel mondo della cinofilia, e in particolare tra i lettori di Dogsportal.it, è chiaro quanto la gestione preventiva sia fondamentale. Affidare la cura di sette cani – tra cui due rottweiler – a una persona esterna, senza una reale conoscenza dei soggetti, dei segnali premonitori di disagio o delle dinamiche gerarchiche interne al gruppo, è un rischio concreto.

Il rottweiler è un cane potente, con forte istinto territoriale e una comunicazione che può diventare problematica in situazioni non equilibrate. Questo non significa che sia un cane “pericoloso per natura” – concetto errato e stigmatizzante – ma che richiede una gestione consapevole, competente e continua. Ancor più se inserito in un gruppo numeroso.

La proprietaria dei cani è ora sotto indagine per chiarire se avesse fornito istruzioni precise o avvertito la donna di eventuali comportamenti problematici in passato. Si tratta di elementi fondamentali anche ai fini delle eventuali responsabilità civili e penali.

Quando il gruppo di cani è numeroso: dinamiche e rischi

La convivenza tra più cani nello stesso contesto abitativo può funzionare, ma non è mai da sottovalutare. I gruppi di cani, soprattutto se non stabilizzati da una routine chiara, da risorse gestite correttamente e da una guida costante, possono sviluppare dinamiche complesse. La semplice presenza di un estraneo, anche se noto o previsto, può innescare una risposta collettiva, come quella che si è verificata a Chiavari.

In questi casi, parlare di “cani buoni” o “cani cattivi” è fuorviante. Bisogna invece parlare di gestione, competenza e prevenzione.

La prevenzione parte dal buonsenso

L’aggressione di Genova è un tragico promemoria. Vivere con uno o più cani comporta una responsabilità quotidiana. Se si decide di convivere con sette cani, tra cui razze di taglia e temperamento impegnativi, è doveroso fare delle scelte gestionali improntate alla sicurezza di tutti, cani compresi.

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Non si può improvvisare. Non si può delegare con leggerezza.

Se un cane mostra segnali di disagio con estranei, se il gruppo reagisce in modo territoriale o difensivo, è necessario:

  • informare in modo completo chiunque debba entrare in casa;
  • prevedere ambienti separati e sicuri;
  • valutare se davvero è il caso di affidarne la gestione a terzi.

A volte questo significa rinunciare a un viaggio o fare sacrifici. Ma la prevenzione è sempre meno costosa del danno. In questo caso, una donna rischia la vita e sette cani potrebbero subire conseguenze anche molto gravi, a livello sanitario, comportamentale o legale.

Una riflessione necessaria per tutta la comunità cinofila

Invitiamo tutti i lettori di Dogsportal.it a riflettere su questa vicenda non con paura, ma con consapevolezza. Chi ama davvero i cani sa che proteggerli – e proteggere chi entra in contatto con loro – è un atto d’amore e responsabilità.

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