Il morso del cane e implicazioni legali. Chi sono i responsabili?
Quando il cane morde chi sono i responsabili? – Una questione di salute pubblica
In collaborazione con Pet Legal Defence e gli avvocati cinofili Roberta Farina e Dante Libbra.
I morsi causati dall’aggressione di un cane ad un essere umano, al giorno d’oggi rappresentano una significativa preoccupazione per la salute pubblica poiché sono sempre più frequenti. “Il morso del cane e implicazioni legali. Chi sono i responsabili?” è una domanda che deve essere affrontata.
Sebbene la maggior parte dei morsi di cane provochi lesioni lievi, in alcuni casi possono verificarsi conseguenze gravi e addirittura fatali.
Il proprietario o chi detiene il cane è direttamente responsabile del comportamento del cane e può essere chiamato a rispondere in sede civile e/o penale per il morso dell’animale autore dell’aggressione a terzi soggetti o ad altri animali.
Comprendere il morso del cane e le implicazioni legali è fondamentale per ogni proprietario di qualsiasi cane.

Limiteremo l’analisi delle conseguenze civili e penali alle morsicature causate dall’aggressione di cani a esseri umani.
La prevenzione passa dalla conoscenza e dalla formazione.
Prima di analizzare la normativa, al solo fine di comprendere come la corretta gestione e conoscenza del cane rappresenti un canale di prevenzione efficace per evitare la gran parte degli incidenti, si evidenzia come il Ministero della Salute… abbia evidenziato come i fenomeni di aggressione siano sempre più frequenti…
Resta ferma quindi la “necessità di diffondere in tutto il territorio nazionale la cultura del possesso responsabile degli animali” come elemento indispensabile di prevenzione.
Difatti i morsi che possono essere inflitti da un cane sono un problema sociale complesso che non può esser risolto con una soluzione legislativa rapida ed esasperata, come l’eliminazione di una o più razze e tantomeno con l’introduzione delle patenti canine.
Educazione e scelta consapevole del cane
Ad avviso di chi scrive, dovrebbe essere attuata una maggiore educazione sulla conoscenza del cane nella fase antecedente la scelta, in modo da sviluppare la consapevolezza che non tutti possono avere un cane e non tutti i cani vanno bene per chiunque…
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La valutazione e conoscenza di tutti questi aspetti porterebbe più scelte consapevoli e potrebbe creare le basi per una corretta convivenza, gestione e controllo sul cane, riducendo sensibilmente le situazioni in cui si possono verificare aggressioni.
Responsabilità etica, morale… e giuridica
Pertanto, prima ancora della responsabilità civile e penale che incombe sul proprietario, esiste una responsabilità etica e morale affidata alla coscienza del singolo che dovrebbe “attivarsi” fin dal momento della scelta del futuro cane e persistere per tutta la durata del rapporto.
La responsabilità civile: art. 2052 c.c.
Per quanto riguarda la responsabilità civile, il riferimento è l’art. 2052 del c.c. che così recita:
“Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile di danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”.
La norma trova applicazione nei confronti di tutti gli animali oggetto di proprietà privata e attribuisce una responsabilità diretta tanto al proprietario quanto a colui che se ne serva e/o abbia la custodia anche temporanea.
È orientamento consolidato della giurisprudenza qualificare la fattispecie come responsabilità oggettiva, salvo che non sia raggiunta la prova del caso fortuito.
La norma prevede alternativamente e senza vincolo di solidarietà la responsabilità del proprietario o dell’utilizzatore. È da ritenersi responsabile chiunque abbia il potere di controllo sull’animale al momento in cui si verifica l’evento lesivo.

Custodia o proprietà? Un nodo centrale
La responsabilità di cui all’art. 2052 è collegata alla custodia, più che alla proprietà dell’animale.
Quando vi sia dissociazione fra proprietà e custodia, la responsabilità grava su chi ha il potere di gestione, vigilanza e controllo dell’animale, anche in via temporanea.
L’obbligo di custodia sorge ogni qualvolta sussista una relazione di semplice detenzione, anche solo materiale e di fatto.
Sarà il proprietario dell’animale a dover dimostrare l’avvenuto trasferimento del rischio e quindi della responsabilità.
Custode sempre responsabile? Le due tesi
La tesi del rapporto di custodia: responsabile è chiunque abbia il potere effettivo di controllo sull’animale, anche solo in via di fatto, indipendentemente dalla proprietà.
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La tesi del rapporto d’uso: la responsabilità è legata all’uso dell’animale, e quindi grava su chi ne trae utilità.
Le pronunce giurisprudenziali non sono univoche, anche se sul piano civilistico sembra prevalere la tesi dell’uso, mentre in Cassazione resta forte l’orientamento secondo cui la responsabilità è oggettiva e grava su chi ha relazione di proprietà, uso o custodia, anche temporanea.
Il caso fortuito
Il caso fortuito rappresenta un evento imprevedibile e inevitabile che interrompe il nesso causale tra custodia e animale.
Non costituisce caso fortuito un comportamento imprevedibile del cane o il fatto che un cane “normalmente mansueto” abbia morso: l’aggressività è parte del repertorio comportamentale naturale del cane.
Risarcimento: danno patrimoniale e non patrimoniale
La responsabilità civile ha funzione risarcitoria. Le voci di danno sono:
- Danno patrimoniale: spese mediche, beni danneggiati, mancato guadagno.
- Danno non patrimoniale: danno biologico, morale, estetico, psicologico.
La responsabilità penale: lesioni, omessa custodia e omicidio colposo
In ambito penale non vale la responsabilità oggettiva. Serve accertamento della colpa.
Si applicano articoli del Codice Penale come:
Il proprietario o detentore è responsabile se ha agito con negligenza, imprudenza, imperizia o violazione di regole.
Casi emblematici di responsabilità penale
Il proprietario risponde:
- Se affida il cane a una persona non in grado di gestirlo
- Se l’animale è di razza o mole che impone particolari cautele
- Anche se la vittima ha tenuto un comportamento imprudente, perché l’obbligo di controllo si estende a prevenire tali situazioni.
Non può considerarsi fatto imprevedibile un’aggressione anche da parte di un cane “normalmente inoffensivo”.
Quando il morso provoca la morte: omicidio colposo

Se il morso del cane provoca la morte di una persona, il proprietario o detentore può rispondere di omicidio colposo (art. 589 c.p.), punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
La prevenzione secondo l’ordinanza ministeriale
La materia è ancora regolata dall’ordinanza del Ministero della Salute del 6 agosto 2013, prorogata con successivi aggiornamenti.
L’ultima proroga risale al 6 agosto 2024, con validità di ulteriori 12 mesi dal 3 settembre 2024.
Obblighi per i proprietari e detentori
Secondo l’articolo 1 dell’ordinanza:
- Il proprietario è sempre responsabile del controllo e benessere del cane
- Chi accetta di detenere un cane ne assume la responsabilità
- Devono essere adottate misure come:
- Guinzaglio ≤ 1,5 metri
- Museruola da portare sempre con sé
- Affidamento del cane solo a persone capaci
- Informarsi sulle caratteristiche del cane prima dell’adozione
- Assicurarsi che il cane abbia un comportamento adeguato al contesto
Concludiamo auspicando che, in assenza di una normativa più adeguata, queste basilari e doverose regole siano osservate da tutti i proprietari di cani, perché rappresentano la base per una convivenza civile del cane in un contesto urbano e familiare.
Conoscenza, consapevolezza, formazione e responsabilità sono gli strumenti più efficaci per prevenire le aggressioni e tutelare sia le persone che gli animali.
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