Giorgio e una storia di ordinaria fedeltà
La cosa strana è che ogni volta ci stupiamo.
Ogni volta che succede i media sentono il bisogno di darne la notizia, che forse notizia non è, perché io, personalmente, non mi meraviglio che un cane possa dare prova di una fedeltà incrollabile, in grado di andare anche oltre la morte. So che un cane è capace di questo e altro. Giorgio e una storia di ordinaria fedeltà.

Questa volta è successo a Scortichino, nel ferrarese: Giorgio, un meticcio di piccola taglia molto simile a un Jack Russell, adottato 12 anni fa al canile intercomunale di Mirandola, si è reso protagonista di una vicenda che inizialmente ha colpito l’intera comunità del paese, per poi commuovere tutta l’Italia una volta che la notizia è apparsa sui media nazionali.
Giorgio era solito accompagnare il suo compagno umano al bar del paese e mettersi sotto il tavolo per il quotidiano rito della colazione mentre lui chiacchierava con gli amici, ma da un mese il suo amato umano non c’è più. E da un mese, ogni mattina, questo piccolo meticcio percorre lo stesso tragitto per raggiungere il bar, entra e si sistema sotto il tavolo preferito dal suo umano, forse nella speranza di poterlo rivedere. Pochi minuti, poi se ne va e ritorna a casa dove, è bene precisarlo, lo aspetta la sua famiglia, che non gli fa mancare da ben 12 anni amore e attenzioni.
Ogni giorno la stessa strada
Una semplice passeggiata, sempre lo stesso percorso, per replicare una bella abitudine che univa un uomo e il suo cane, e che il cane ha deciso di mantenere viva anche ora che il suo compagno umano non c’è più.
Inutile dire che l’intero paese di Scortichino si è trovato coinvolto in questa storia di ordinaria fedeltà e ogni giorno attende, segue e protegge il piccolo Giorgio con un incredibile affetto.
Il canile di Mirandola è uno dei tanti canili italiani in cui i volontari si impegnano per dare la possibilità ai quattrozampe ospiti di trovare una famiglia che dia loro tutto l’amore che meritano. Giorgio è stato uno di loro, lui ha avuto la fortuna di trovarla, una famiglia, e ha deciso di ricambiare l’amore ricevuto con una incredibile dimostrazione di fedeltà.
Le persone reagiscono a un lutto in mille diverse maniere ed è così anche per i cani: Giorgio avrebbe potuto reagire alla scomparsa del suo compagno tanto amato isolandosi dal mondo o addirittura lasciandosi morire, ha scelto di mantenere il contatto con lui non rinunciando alle abitudini, come se il fare ogni giorno la stessa cosa, non si sa fino a quando, gli permetta, forse, di affrontare meglio il distacco.
L’incrollabile fedeltà di Fido
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I media hanno subito battezzato Giorgio l’Hachiko italiano e in effetti tra le due storie, quella del cagnolino di Scortichino e quella dell’akita di Tokyo, ci sono moltissime analogie, a partire dall’incrollabile fedeltà. Ma senza scomodare l’impero del Sol Levante, anche nel nostro Paese abbiamo avuto, tanti anni fa, un esempio di analoga devozione.
Tutto comincia una sera di inverno, nel 1941: Carlo Soriani, operaio di Luco del Mugello, si imbatte in un cucciolo ferito e decide di portarselo a casa. Il cane, chiamato Fido, si affezionaal suo padrone al punto che ogni mattina lo accompagnava da casa alla piazza centrale del paese, dove Soriani prendeva poi la corriera per Borgo San Lorenzo, se ne tornava a casa si ripresentava la sera alla fermata, per riaccompagnarlo a casa.
Due anni più tardi Carlo Soriani morì sotto un bombardamento mentre era al lavoro e non fece più ritorno a casa, ma Fido continuò ad aspettarlo alla fermata. Per ben 14 anni, fino alla sua morte, avvenuta il 9 giugno 1958.
Commosso dalla straordinaria testimonianza di fedeltà, il sindaco di Borgo San Lorenzo conferì a Fido, il 9 novembre 1957, una medaglia d’oro, alla presenza della commossa vedova di Soriani e incaricò lo scultore Salvatore Cipolla di realizzare un monumento in suo onore. L’opera fu collocata in Piazza Dante a Borgo San Lorenzo, ed era originariamente realizzata in maiolica, poi sostituita da una copia in bronzo. In quel periodo Fido divenne una vera celebrità: diverse riviste dell’epoca raccontarono la sua storia e la Domenica del Corriere dedicò una copertina alla sua scomparsa. Cane e padrone si sono riuniti dopo la morte del cane: Fido, infatti, è stato sepolto all’esterno del cimitero comunale di Luco, ove riposano le spoglie di Carlo Soriani.
Fido, Hachiko, Giorgio. Per loro il per sempre è stato più forte del destino.
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