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“È solo un gatto.” No. Chi pensa questo fa schifo. Giustizia per Rosi.

C’è una frase che circola nei commenti in questi giorni, sotto ogni post che parla di Rosi. “È solo un gatto.” La scrivono con nonchalance, come se bastasse quella parola, “solo”, a ridurre a zero il peso di ciò che è accaduto. Come se la specie di una vittima determinasse il valore della sua sofferenza.

Rosi è una gatta di colonia. Vive, o meglio sopravvive, nei pressi di un parco lungo via Tovaglieri, nel quadrante romano di Tor Tre Teste. Sabato 21 marzo 2026, la mattina, qualcuno l’ha vista fare le fusa. Lunedì 23 marzo, qualcuno l’ha trovata in strada al civico 29, che trascinava le zampe in un lago di sangue, con le parti genitali devastate e infette.

Nel mezzo, tra sabato e domenica, qualcuno ha commesso su di lei un atto di violenza sessuale.

Sì. Uno stupro. Su un animale. In un parco urbano frequentato da residenti, bambini, famiglie.

Una denuncia che parla chiaro

Alla nostra redazione è arrivata la denuncia-querela depositata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Penale di Roma dalle associazioni Mi Fido ODV e Zampe che Danno una Mano ODV, firmate rispettivamente dalla Dott.ssa Simonetta Novi e dalla Prof. Avv. Giada Bernardi, avvocato degli animali che molti di voi conoscono anche come ospite di Dogsportal Academy.

Il documento è preciso, duro, tecnicamente ineccepibile. La diagnosi della Dott.ssa Daniela Mignacca della Clinica Veterinaria Penelope, dove Rosi è arrivata d’urgenza, è inequivocabile: lacerazioni profonde nelle zone vaginale e vulvare, lesioni del tutto incompatibili con incidenti stradali, cadute o aggressioni da parte di altri animali. Lesioni riconducibili, senza margine di dubbio, a una penetrazione forzata mediante oggetti o organi.

Le querenti chiedono che venga contestato il reato ex art. 544-ter del Codice Penale (maltrattamento di animali) con le aggravanti previste dall’art. 61 c.p.: motivi abbietti o futili, crudeltà, minorata difesa. E riservano esplicita richiesta di applicazione dell’art. 544-bis qualora Rosi non dovesse sopravvivere.

La denuncia richiama anche una recentissima sentenza della Suprema Corte (Cass. Pen., Sez. III, n. 2372 del 21 gennaio 2025), secondo cui l’art. 544-ter punisce i comportamenti posti in essere per crudeltà o senza necessità, escludendo dalla norma solo situazioni inevitabili di pericolo, non certo condotte voluttuarie o ludiche.

Il video appello dell’Avv. Bernardi

L’Avv. Giada Bernardi, che di Dogsportal Academy è stata ospite, ha lanciato un appello pubblico per chiedere che la giustizia faccia il suo corso e che la vicenda non venga archiviata come un episodio minore. Perché non lo è.

Le indagini e la rete che si muove

Le condizioni di Rosi, nel momento in cui scriviamo, mostrano un timido segnale di miglioramento: i parametri si sono stabilizzati e la gatta risponde alle cure presso il Centro Veterinario Specialistico di Roma. Non mangia ancora autonomamente, ma è viva.

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La Lega Nazionale per la Difesa del cane e il delegato per la tutela degli animali di Roma Città Metropolitana Rocco Ferraro hanno presentato un esposto in Procura e hanno lanciato un appello ai residenti della zona: chiunque abbia notato movimenti sospetti o presenze anomale nei pressi della colonia felina di via Tovaglieri è invitato a farsi avanti. Gli agenti di polizia locale hanno già acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza del parco, nel lasso temporale compreso tra le 13:00 di sabato 21 e le 12:00 di lunedì 23 marzo.

Il Garante dei diritti degli animali di Roma Capitale ha annunciato che chiederà all’Avvocatura del Comune di costituirsi parte civile.

La denuncia, tra le richieste istruttorie, chiede anche l’acquisizione dei tabulati di traffico telefonico nell’area di Tor Tre Teste nello stesso lasso temporale, per individuare presenze sospette o stanziali. Un’indicazione che suggerisce come gli inquirenti stiano guardando a qualcuno che frequenta abitualmente la zona: nel corso degli ultimi anni, quasi tutta la colonia di via Tovaglieri, originariamente composta da oltre dieci esemplari, è progressivamente e inspiegabilmente scomparsa.

Un parco con una storia di violenze

Non è la prima volta che il parco di Tor Tre Teste finisce nelle cronache per fatti gravissimi. A ottobre 2025 una ragazza di 18 anni è stata stuprata da tre uomini davanti al fidanzato immobilizzato. A metà agosto dello stesso anno, una donna di 60 anni ha subito una violenza sessuale nelle prime ore di una domenica mattina.

La domanda che emerge, e che la denuncia pone con forza, è la stessa che studi criminologici internazionali pongono da decenni: chi è capace di infliggere violenza sessuale a un essere senziente indifeso, sfruttandone la docilità e l’istinto di avvicinarsi all’essere umano, non rappresenta un pericolo circoscritto al mondo animale. La zooerastia violenta è un indicatore predittivo consolidato di condotte predatorie che possono, in futuro, rivolgersi verso categorie umane vulnerabili.

Come ha dichiarato Rocco Ferraro: “Chi si rende responsabile di una violenza così grave su un animale può farla anche su una persona.”

Il punto di Dogsportal

“È solo un gatto.” No. Non è solo un gatto. Rosi è un essere senziente che cercava il contatto umano, come documentato da un video girato poche ore prima dell’aggressione, ed è stata brutalmente tradita da quella fiducia. Chi riduce questa vicenda a una questione di categoria sbaglia sia sul piano etico che su quello giuridico: il nostro ordinamento tutela il benessere animale come bene costituzionalmente orientato, e la giurisprudenza più recente non lascia spazio a interpretazioni minimaliste.

Dogsportal segue questa vicenda e continuerà a farlo. Vogliamo che Rosi sopravviva. Vogliamo che il responsabile venga identificato. E vogliamo che chiunque abbia scritto “è solo un gatto” si fermi un momento a riflettere su cosa stia davvero dice

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