Il cuore del cane ascoltato anche dall’intelligenza artificiale
Arriva in Italia Eko Vet+ | CANINEBEAT AI, il sistema di Boehringer Ingelheim ed Eko Health che affianca il veterinario nella rilevazione dei soffi cardiaci. Un’applicazione della tecnologia all’auscultazione, con un ruolo preciso nel percorso diagnostico.
Lo stetoscopio resta tra le mani del medico veterinario, ma i suoni del cuore possono diventare una registrazione digitale da analizzare, visualizzare e condividere. È il principio di Eko Vet+ | CANINEBEAT AI, la soluzione di cui Boehringer Ingelheim ha annunciato il lancio italiano il 14 ottobre.
Il progetto nasce dalla collaborazione con Eko Health, azienda attiva nell’auscultazione digitale in medicina umana. Questa esperienza tecnologica viene portata in ambito veterinario attraverso un algoritmo sviluppato specificamente per i suoni cardiaci del cane, con il coinvolgimento di esperti di cardiologia veterinaria.
L’obiettivo dichiarato è aiutare il professionista a individuare e classificare soffi che potrebbero passare inosservati, orientando gli eventuali approfondimenti.
Come funziona il sistema
La soluzione integra tre componenti. Un dispositivo, Eko CORE Digital Attachment, si collega alla maggior parte degli stetoscopi e digitalizza i suoni cardiaci. Secondo le specifiche diffuse dall’azienda, può amplificarli fino a 40 volte e dispone di funzioni di riduzione del rumore.
Le registrazioni vengono analizzate dall’algoritmo CANINEBEAT AI. L’app Eko Vet+ raccoglie le informazioni prodotte, offrendo rappresentazioni visive, file audio e report condivisibili.
Per chi vive con il cane, questo può rendere più comprensibile un riscontro che normalmente viene descritto soltanto a parole. Il report diventa un supporto alla spiegazione del veterinario: cosa è stato rilevato e perché potrebbe essere necessario un altro esame.
Nel comunicato, la cardiologa veterinaria Serena Crosara, docente dell’Università di Parma, sottolinea proprio la possibilità di rendere il suono più nitido, visibile e condivisibile, mantenendo centrale la valutazione clinica.
Che cosa significa rilevare un soffio
Un soffio è un riscontro dell’auscultazione, dal quale può partire un percorso diagnostico. La sua rilevazione non basta, da sola, a definire la causa, lo stadio di una malattia o la necessità di una terapia.
Tra le condizioni richiamate dal progetto c’è la malattia mixomatosa della valvola mitrale, indicata con la sigla MMVD. Il difetto di chiusura della valvola permette a una parte del sangue di tornare indietro e può produrre un soffio anche quando il cane non mostra ancora sintomi evidenti.
Le linee guida ACVIM distinguono diversi stadi della malattia e prevedono valutazioni che comprendono, secondo il caso, ecocardiografia e radiografie. La decisione terapeutica dipende da questo inquadramento. Il sistema digitale affianca quindi l’ascolto, senza sostituire gli accertamenti necessari.
I dati dichiarati sull’algoritmo
Boehringer Ingelheim riferisce sensibilità e specificità superiori al 95% nella rilevazione dei soffi associati a cardiopatie strutturali. Sono due misure diverse: la sensibilità descrive la capacità di riconoscere i casi positivi, la specificità quella di riconoscere correttamente i negativi.
Il comunicato italiano indica oltre 4.000 registrazioni raccolte da più di 3.400 cani e il coinvolgimento di quasi 50 esperti. Precisa inoltre che i risultati dettagliati saranno presentati e pubblicati in sedi scientifiche sottoposte a revisione paritaria.
Queste percentuali vanno dunque attribuite all’azienda. La pubblicazione completa permetterà di esaminare meglio il campione, le condizioni di prova e gli eventuali limiti delle prestazioni.
Diagnosi precoce e terapia, due passaggi distinti
Individuare prima una cardiopatia può essere utile quando consente di intervenire nella fase appropriata. Lo studio EPIC, pubblicato nel 2016 sul Journal of Veterinary Internal Medicine, ha valutato il pimobendan in 360 cani con malattia mitralica preclinica e ingrandimento cardiaco documentato, mostrando un prolungamento del periodo prima dell’insufficienza cardiaca.
Il risultato riguarda una popolazione selezionata e una terapia specifica. Non dimostra che qualunque soffio richieda farmaci né che l’impiego di questo dispositivo, da solo, allunghi la vita. Le linee guida ACVIM del 2019, infatti, non raccomandano una terapia farmacologica nello stadio B1 e la prevedono per i cani che soddisfano i criteri dello stadio B2.
Il possibile valore della tecnologia sta nel favorire il passaggio dall’ascolto agli approfondimenti appropriati. Per le strutture veterinarie, sarà importante valutarne l’utilità nella pratica quotidiana, insieme alla qualità delle registrazioni e alla capacità di spiegare alle famiglie che cosa significhi il risultato.
Fonti
- Boehringer Ingelheim, comunicato stampa sul lancio italiano, 14 ottobre 2026.
- Eko Health, documentazione sul sistema Eko Vet+ | CANINEBEAT AI.
- CANINEBEAT AI, informazioni sullo sviluppo e sulla validazione dell’algoritmo.
- Boswood e colleghi, studio EPIC, Journal of Veterinary Internal Medicine, 2016.
- Keene e colleghi, linee guida ACVIM sulla malattia mitralica nel cane, Journal of Veterinary Internal Medicine, 2019.
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