Cinofilia e metodo: tutti hanno la Soluzione.

Metodo:// Procedimento atto a garantire, sul piano teorico / pratico, il soddisfacente risultato di un lavoro o di un comportamento.

Perché racchiudere in schemi, strutture e metodologie qualcosa che é in continua evoluzione, qualcosa che si riferisce continuamente a soggetti lontanissimi dall’essere uno uguale all’altro?

Dare identità: analizzare una condizione, ricavarne i dettagli, sottolineare le specifiche, capirne le motivazioni, cercare la soluzione sulla base degli elementi presenti e dei soggetti coinvolti.

Nessuna pretesa di “conoscere la verità”, piuttosto la necessitá di ritornare alla base di una piramide cresciuta male: qualcosa che possa rimettere al centro la specificitá del binomio, e non la sua standardizzazione.

Cinofilia e metodo

Ad oggi però, il metodo in cinofilia, ha la pretesa di definire “Chi Sei”, ti rende partecipe di una “fazione” distinta, che per forza si deve contrappore a chi non usa il metodo che usi tu.

Il Metodo in cinofilia si è ridotto ad un “divisa”, che indossi e che in una certa misura ti rende parte di un gruppo ampio, che ti rafforza, solido di un pensiero collettivo, ma non ti esalta per le tue peculiarità. Il metodo in questa accezione del termine, ti struttura, ti veicola nell’utilizzo di strumenti addestrativi e sistemi d’addestramento considerati più idonei, allontanandoti da altri considerati scorretti o all’opposto, poco incisivi, non perché tu li abbia provati, ma semplicemente perché in quella determinata visione di gruppo non sono contemplati.

Da un lato ti mette al sicuro, ti protegge dandoti la convinzione di essere sul sentiero giusto, sembra rafforzare la tua personalità in relazione all’ampiezza del gruppo che adotta il tuo stesso metodo, dall’altro ti preclude al confronto, ti limita nella conoscenza di “altro fuori da te”, ti limita nel provare, tentare qualcosa che, magari nessuno aveva mai pensato prima, in relazione a quell’essere per il quale tutti lavoriamo: il cane.

Cani e conduttori

Sì, perché i cani, a differenza dei metodi, non si dividono in fazioni, ma sono tutti individui singoli, al di là della razza e delle attitudini specifiche, tutti si differenziano per vissuto, esperienza, doti caratteriali ecc… e affianco ad ogni cane che incontriamo, ci sono conduttori, con caratteri, esigenze, speranze, competenze diverse e molto spesso le accoppiate cane-conduttore non sono uno, la perfetta metà, dell’altro.

Quindi, com’è possibile applicare a TUTTI i binomi un MEDESIMO metodo? E ritenere che tale METODO sia funzionale al specifico caso?

La realtà è che tutti i cani sono diversi, i conduttori che accompagnano i cani sono diversi, ed è limitante ridurre un binomio ad un colore, è più costruttivo riconoscere tale diversità e riadattare le nostre competenze come figure professionali competenti, al binomio, in funzione delle competenze specifiche di quel binomio, delle sue esigenze particolari e delle sue attitudini.

Naturale conseguimento della cosa, è che, più sono ampie e varie le nostre competenze in materia, maggiori saranno le possibilità di agire con efficacia sul binomio specifico, esaltandone le peculiarità e i punti di forza, gestendo le insicurezze e i difetti, con l’obbiettivo di ottenere sempre il massimo possibile da cane e conduttore.

Nello specifico non ci si riferisce ad una piuttosto che all’altra situazione: possiamo parlare allo stesso modo sia del Cocker della Signora Maria che abita all’angolo con Via Roma , sia del Labrador di Carlo che vorrebbe fare maintraling, o del Dogo di Roberto che vorrebbe solo essere portato a passeggio. Oltre ai binomi sportivi che aspirano a lavorare con il cane, ci sono anche altri binomi, che magari non faranno mai sport ma mirano comunque a costruire un rapporto con il proprio cane, correggendo o gestendo gli eventuali problemi che limitano le loro possibilità. 

Le esigenze di Carlo saranno di fatto differenti rispetto a quelle di Maria, e nuovamente diverse da quelle di Roberto: Carlo avrà probabilmente più competenze in ambito cinofilo di Maria e Roberto, Roberto avrà probabilmente solo la necessità di uscire con il proprio cane in serenità senza essere trainato per le vie del paese, Maria invece dovrà abituare il proprio Cocker al contesto urbano.

Le esigenze di Roberto e Giancarlo, il Dogo Argentino di 2 anni, sono caratterizzate, in primis, dal bisogno di far uscire il cane dal giardino di casa: fargli conoscere il mondo, desensibilizzarlo agli stimoli di un contesto, che in tre anni di vita, non ha ancora vissuto. Giancarlo però, ad oggi pesa almeno 45 kg, ed è fortemente timoroso con ciò e chi non conosce, un timore che, in condizione di forte stress, lo porta a reagire, e Roberto, non è un omone, anzi. Al contrario, Maria, arzilla 68enne, ha la necessità di abituare il suo giovane Coker, Giovanni, al contesto urbano di Padova centro, con lo scopo di riuscire a portare Giovanni con lei, ovunque vada. Maria é in pensione, il cane é molto equilibrato e disponibile al lavoro, e il loro percorso di certo avrá un programma totalmente diverso da quello di Roberto e Giancarlo, il Dogo.

Cani, conduttori, competenze, esigenze e tempi diversi, tutte varianti che caratterizzano il lavoro da fare con un binomio, differenziando di molto un percorso da un altro.

Visione ridotta

La cinofilia, non tutta, ma una buona parte, almeno quella più visibile al pubblico, proprio qui dimostra quanto “sia ancorata ai metodi e poco incline alla contaminazione, vittima della morale” (da un post di Marco Gabossi), assoggettata a schemi, poco flessibile, ferma ancora alle diatribe sugli  strumenti da utilizzare, quando invece c’è necessità di evolvere, andare oltre, attraverso la capacitá critica del singolo di adattare un metodo di lavoro sulla base del singolo binomio. 

L’immergersi in qualcosa che non si conosce, testarlo, sviscerarlo, capirlo non significa che per forza dovremmo condividerlo, ma di certo quella nuotata ci avrà dato qualche input in più, qualche dettaglio utile ad arricchire le nostre competenze.

Ylenia Zampieron

Nata a Bassano del Grappa il 4 Febbraio del 1986, Dog Trainer Professional riconosciuto FCC, Educatore CSEN e Istruttore Cinofilo presso il Centro Borgocinofilo Mikamale di Padova. Da sempre affascinata dal mondo animale e in particolare da quello cinofilo. Comincia il percorso assieme al suo AustralianCattleDog in Protezione Civile come Unità Cinofila da Soccorso, per ampliare in seguito le sue conoscenze del mondo dei cani. Amante della montagna coordina il progetto MountainDogWalk.

Ylenia Zampieron
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