Come faccio a capire se una crocchetta per il cane è di qualità o meno?

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Come si fa a capire se un alimento per cani o gatti è di qualità?

Nota della redazione: in questo articolo non è inserito nessun contenuto pubblicitario, nessun link o banner sul tema. L’articolo è realmente e puramente di tipo divulgativo e con il fine del confronto e dell’informazione.


È la domanda che mi faccio da una ventina d’anni a questa parte, da quando lavoro nel settore del pet food.

Restringiamo il campo e focalizziamoci su una domanda soltanto: parliamo di cani e di crocchette.

Come faccio a capire se una crocchetta è di qualità o meno?

Bella domanda…

Analizziamo la questione insieme.

Immagino già molti lettori che stanno pensando di commentare “io faccio barf”, “io faccio la casalinga”, “io do le prede vive” etc.

Ecco, fermatevi, in questo post si parla di crocchette, per gli altri tipi di alimentazione, ne parliamo un’altra volta. 

Mi voglio mettere nei panni di un neo proprietario che decide di acquistare un cane in allevamento (“I cani non si comprano”, “I cani si adottano”, “ il “peTegree” non serve a niente” : non è questo il post per le adozioni, la prossima volta…).

L’allevatore suggerisce una marca ( suggestive le crocchette col nome della tua razza, terribilmente accattivanti, tristemente inutili, opinione mia ovviamente), va dal veterinario che ne suggerisce un’altra. Si reca dal negoziante che ne suggerisce una diversa, preso dall’ansia va in un altro negozio che propone un’altra marca ancora, lasciamo stare, andiamo al parco.

Tutti noi proprietari di cani, le prime informazioni le abbiamo prese al parco: c’è il sostituto veterinario, il sostituto nutrizionista, il sostituto parassitologo, il sostituto ortopedico,  farmacista, addestratore, insomma di tutto. Comunque anche qui ognuno dice la sua.

Ancora più confuso di prima il neo proprietario torna a casa e commette l’errore supremo: cercare su internet. Tra un “Michael Jackson è un alieno”, “Elvis si è vivo e si è fatto la plastica”, “la terra è piatta” ed altre informazioni rigorosamente scientifiche, si trovano anche consigli e recensioni sulle crocchette, scritte da chi e con quale competenza?

Boh… 

Mettiamo che questo povero neo proprietario voglia fare una indagine più approfondita, chiama venti veterinari e riceve diciotto pareri diversi, scrive a dieci allevatori che di pareri diversi ne danno nove, ma dopo sente dei nutrizionisti ed anche qui le opinioni non concordano.

Vi sembra una visione fantasiosa? Eppure è così, chi ci è passato lo sa.

Se prendessimo una marca X e chiedessimo a vari esperti cosa ne pensano, forse non si arriverebbe ad una conclusione.

Al che io mi chiedo: perché?

Perché sommi esperti sulla nutrizione non vengono allo scoperto a consigliare, dare un parere, fornire un’analisi su questa o quest’altra marca?

Noi proprietari di cani vogliamo sapere quali sono le marche buone e quelle cattive.

Ma penso che queste risposte non arriveranno.

È triste, non è giusto o forse è così che va il mondo, ma quello che succede è che le ricerche sono spesso finanziate dai produttori, quindi non si può uscire allo scoperto e darsi la zappa sui piedi. 

Prendete questa informazioni col beneficio del dubbio: è stata fatta una ricerca sugli alimenti monoproteici, dicono che sia risultato che il 70% di questi alimenti non siano in realtà monoptoteici e che il 30% di questi addirittura non abbia neanche la proteina dichiarata in etichetta. Fosse vero è inquietante. Mettiamo che lo sia: sarò un utopista, un sognatore, un idealista, ma io vorrei che I risultati di queste ricerche venissero pubblicati. 

Una quindicina di anni fa partecipai ad uno stage tenuto da un famosissimo veterinario americano, il dottor M. Fox, che per decine di anni si occupò di cani, alimentazione, vaccini ( forse uno dei primi che parlò di titolazione anticorpale). Senza approfondire tutte le tematiche che toccò, si guadagnò l’ammirazione della platea quando proiettando l’immagine dei loghi di alcuni famosi marchi americani, attendendo che tutti fossimo in silenzio, pronunciò le seguenti parole:

“ Questa per me è merda!”.

Tutti applaudimmo e tutti fummo felici che un esperto del settore  si fosse finalmente schierato.

Ci raccontò che a causa delle sue posizioni contro alcune cause mangimistiche e farmaceutiche, nessuno voleva pubblicare i suoi studi e che decise allora di pubblicarli a sue spese.

Ho un ricordo fantastico di quel corso e di questa persona che decise, in barba ai soldi ed ai ricatti, di schierarsi e di dire la sua opinione.

Io credo che di persone come lui ce ne sia più che mai bisogno.

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Mirko Barrera

"Cosa faccio? Dove vado? Domande interessanti, a cui da sempre ogni essere umano cerca di rispondere. Per quanto mi riguarda,posso dire di essere un cinofilo a tempo pieno. Sono un addestratore,pratico diverse discipline cinofile,sono docente in diversi corsi di formazione per addestratori,ed ho un negozio di articoli per animali che mi ha ispirato a scrivere questa rubrica!"

Mirko Barrera

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