Cani e società

ECAC amplia lo standard sui cani antiesplosivo

Mentre il naso elettronico viene raccontato come una tecnologia destinata a crescere rapidamente entro la fine del decennio, l’Europa dell’aviazione civile lavora in una direzione diversa da quella che ci si aspetterebbe, perché invece di preparare la sostituzione del cane ne sta ampliando lo standard. A fine febbraio 2026 l’ECAC, la Conferenza europea dell’aviazione civile, ha riunito a Lisbona il proprio gruppo di studio sui cani da rilevamento esplosivi per fare il punto sul rafforzamento degli standard prestazionali; è un aggiornamento tecnico che conviene leggere per intero, senza fermarsi al titolo.

Cosa è successo a Lisbona

Il 25 e 26 febbraio 2026 l’EDD Study Group dell’ECAC, cioè il gruppo di studio dedicato ai cani da rilevamento esplosivi (explosive detection dogs), si è riunito a Lisbona per verificare lo stato dei lavori sul rafforzamento degli standard prestazionali. Dall’incontro sono emersi tre filoni di lavoro.

Il primo riguarda l’ampliamento della lista degli esplosivi che le unità cinofile devono saper rilevare, un aggiornamento già avviato in precedenza e proseguito in questa sessione insieme al lavoro sull’attuazione degli standard rafforzati. Il secondo riguarda la capacità dei cani da detection di rilevare i dispositivi incendiari: il gruppo ha dedicato al tema una discussione specifica e ha deciso di sottoporlo agli Stati membri al Security Forum, che si è poi tenuto a Tbilisi il 6 e 7 maggio 2026. Il terzo riguarda il materiale guida ECAC sull’impiego dei cani nell’ispezione dei veicoli, sul quale il gruppo ha raccolto le prime idee di aggiornamento, rinviando il seguito all’incontro successivo.

A margine della riunione, l’autorità portoghese per l’aviazione civile e l’unità cinofila della polizia nazionale portoghese hanno organizzato per i membri del gruppo una sessione pratica di addestramento, a conferma di un aggiornamento che resta ancorato al lavoro sul campo oltre che alla stesura dei documenti.

Le due tappe indicate a Lisbona sono ormai alle spalle. A Tbilisi il Forum è stato preceduto, tra il 5 e il 6 maggio, da un workshop sulle minacce nuove ed emergenti per la sicurezza dell’aviazione, tra cui proprio i dispositivi incendiari improvvisati, mentre la riunione successiva del gruppo di studio sui cani era in calendario, in videoconferenza, per il 18 e 19 giugno. Il resoconto diffuso dall’ECAC sul Forum non entra nel merito di quanto deciso sui dispositivi incendiari, ed è una ragione in più per continuare a seguire il lavoro del gruppo.

Il confronto con il naso elettronico

Negli stessi mesi in cui l’ECAC lavora su questi tre fronti, buona parte della comunicazione tecnologica intorno alla detection presenta il naso elettronico come una tecnologia in crescita rapidissima. Le stime di mercato, va detto con onestà, sono tutt’altro che uniformi: a seconda della società di ricerca e di come viene definito il mercato, le proiezioni al 2030 vanno da poche decine o centinaia di milioni di dollari fino a oltre 50 miliardi, con previsioni che superano i 100 miliardi quando lo sguardo si allunga alla metà del prossimo decennio. Sono le cifre più alte, per quanto difficili da conciliare con le altre, a tenere viva l’attenzione mediatica sulla tecnologia.

Nessuno mette in discussione la crescita di un settore tecnologico legittimo, che ha applicazioni reali in ambito alimentare, sanitario e ambientale. Colpisce però che, mentre questa narrazione si rafforza, l’organismo che in Europa elabora gli standard di riferimento per la sicurezza dell’aviazione civile si muova in senso contrario a ciò che quella narrazione lascerebbe intendere, perché invece di preparare il passaggio dal cane alla macchina amplia e approfondisce lo standard sul cane. Una lista di esplosivi più estesa, la verifica della capacità sui dispositivi incendiari e una guida aggiornata sull’ispezione dei veicoli sono interventi che rafforzano l’unità cinofila come componente primaria della ricerca di esplosivi in ambito aeroportuale.

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Cosa cambia per i capitolati italiani

A questo punto il tema lascia la dimensione internazionale e arriva in Italia, sulle scrivanie di chi scrive i capitolati per i servizi cinofili. Un capitolato redatto senza tenere conto di questi aggiornamenti rischia di restare legato a una lista di esplosivi non più allineata allo standard europeo, di non prevedere alcuna verifica sulla capacità di rilevare dispositivi incendiari e di non recepire la documentazione aggiornata sull’ispezione dei veicoli, quando quel lavoro sarà concluso.

Un requisito scritto in modo generico finisce per essere un vantaggio competitivo regalato a chi non si tiene aggiornato. In questo caso il problema è ancora più concreto, dato che un capitolato che ignora il lavoro dell’ECAC risulta disallineato rispetto a uno standard che l’organismo di riferimento del settore sta facendo evolvere proprio in questi mesi, con passaggi già avvenuti a Tbilisi in maggio e nel gruppo di studio in giugno.

In questa fase un capitolato serio dovrebbe prevedere, prima di tutto, la verifica che l’unità cinofila sia addestrata sulla lista di esplosivi aggiornata secondo gli standard ECAC in vigore. Dovrebbe poi tenere conto di quanto emerso dal Security Forum di Tbilisi sul tema dei dispositivi incendiari, per capire se e quando quella capacità diventerà un requisito formale; infine dovrebbe contenere una clausola di aggiornamento automatico dei requisiti tecnici, che scatti nel momento in cui la nuova guida ECAC sull’ispezione dei veicoli verrà pubblicata.

Restare fermi a un capitolato scritto anche solo un paio di anni fa significa, con ogni probabilità, misurare già oggi le unità cinofile su uno standard superato. Mentre il mercato tecnologico della detection promette una crescita a molti zeri, chi elabora gli standard europei per la sicurezza aeroportuale sta ampliando il perimetro operativo del cane, ed è un segnale che dovrebbe orientare le scelte di chi scrive un capitolato molto più della promessa di una macchina ancora in gran parte da dimostrare su scala operativa reale. Aggiornarsi allo standard ECAC fa la differenza tra un capitolato che seleziona davvero la competenza e uno che si limita a fotografare un requisito ormai vecchio.

Due considerazioni personali

Lo dico da molto tempo, e questo aggiornamento dell’ECAC lo conferma nei fatti: la nomenclatura “cani antiesplosivo” è ormai obsoleta. È più corretto parlare di ricerca di materiale esplodente, una definizione che riflette meglio la varietà degli scenari internazionali con cui queste unità si confrontano oggi, scenari che non si possono ridurre alla sola idea di un ordigno confezionato.

Dico da sempre anche un’altra cosa: il cane robot non è un cane, e non potrà mai sostituire il naso del cane. Lo dimostra questo stesso aggiornamento, perché mentre si parla di robot e di sensori l’Europa ha scelto di investire ancora sul cane, ampliandone lo standard invece di ridurlo.

Francesco Piliego, Canine Security Advisor, referente tecnico dello schema FCC.PCS.1121 K9 Detection. Cum canibus in futuro.

Il punto di vista di Dogsportal

Ospitiamo volentieri questo contributo di Francesco Piliego perché tocca un tema che su Dogsportal seguiamo da tempo, quello del riconoscimento professionale del cane da lavoro e di chi lo conduce. Quando si parla di tecnologia e di cani il racconto tende a semplificare, come se si trattasse di una gara in cui uno dei due deve per forza uscire di scena; il lavoro dell’ECAC ricorda invece che la competenza di un’unità cinofila si misura su standard precisi, che cambiano nel tempo e che vanno conosciuti da chi quei servizi li acquista. Per noi conta anche un altro aspetto, che riguarda il cane prima ancora del servizio: standard più chiari e capitolati scritti meglio aiutano a selezionare operatori preparati, e quindi cani addestrati, gestiti e tutelati con la serietà che questo lavoro richiede.

Fonti: ECAC (European Civil Aviation Conference), comunicato sull’incontro dell’EDD Study Group di Lisbona del 25 e 26 febbraio 2026 e ECAC News Point di maggio 2026; stime di mercato sul naso elettronico al 2030 e oltre di Mordor Intelligence, Lucintel, Market.us e Precedence Research.

Il contributo ha finalità tecnica e divulgativa e riporta informazioni pubbliche nei limiti in cui sono state comunicate dalle fonti citate.

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