Il Cammino dei Borghi Silenti in Umbria con il mio cane

Da tempo accarezzavo l’idea di fare un cammino in solitaria con Frida, la mia Parson. Avevo fatto giusto un’esperienze di 3 gg e due notti nel parco delle Foreste Casentinesi ma volevo fare qualcosa di più lungo.

Di Francesca Bandoli

Quest’anno finalmente sono riuscita a farlo e la mia scelta e’ caduta sul Cammino dei Borghi Silenti in Umbria. Un cammino recente nato nel 2019 grazie a Marco Fioroni, abitante di quelle zone e amante dei cammini.

Si tratta di un anello di poco più di 90 km in una zona poco frequentata dal turismo di massa e che attraversa campagne e borghi poco abitati ma meravigliosi; appunto chiamati Borghi Silenti.

Decido di fare il cammino a metà marzo, in un periodo sicuramente poco frequentato ma incerto dal punto di vista meteorologico ma accetto il rischio.

La pianificazione del cammino e’ piuttosto facile perché Marco ha realizzato una guida in cui spiega perfettamente le tappe consigliate con lunghezze e dislivelli, poi ovviamente il percorso si può rimodulare in base alle proprie esigenze e capacità fisiche. Il cammino consigliato dalla guida prevede 5 tappe e 4 notti io invece l’ho programmato in 6 tappe e 5 notti.

Sempre nella guida si trovano le strutture dove e’ possibile dormire, mangiare, insieme ad altri servizi utili (posta, banca, farmacia, ecc.).

BANNER ANPCA

Io ho fatto il cammino con il mio cane per cui si deve prestare attenzione a comunicarlo sempre e a prenotare strutture che accettano cani; ci sono ma in alcune tappe non sono molte per cui occorre prenotare sempre con anticipo.

Dopo aver pianificato il percorso e prenotato le strutture arriva il momento più difficile: fare lo zaino!!!!

Certo sembra facile ma non lo e’, almeno la prima volta in cui si fa un’esperienza simile, devi essere pronto a tutto per te e per il tuo cane per una settimana e non caricarti di un peso eccessivo sulle spalle.

Per tempo ho preparato lo zaino con tutto quello che poteva servire a me e a Frida per una settimana; alla fine il mio zaino pesava circa 10 kg un peso buono che devo dire mi ha consentito di camminare senza particolari difficoltà.

Sono arrivata a Tenaglie alle 11 di venerdì 11 marzo e sono partita subito per Guardea facendo 7 km ( ho diviso la prima tappa suggerita dalla guida di 27 km) e attraversando campi verdi su stradine bianche sotto un bellissimo cielo azzurro sono arrivata a Guardea all’ora di pranzo…ci siamo sedute in una pasticceria e ci siamo godute il sole caldo e poi siamo andate nel nostro b&b, in realtà un appartamento solo per noi, dove ci ha accolto una signora gentilissima.

Ci siamo riposate e la mattina dopo siamo ripartite per la tappa più lunga del cammino (20 km)…mi piace partire presto quando l’aria e’ frizzante come può’ esserlo a metà marzo e assaporarmi l’inizio della giornata.

Il secondo giorno ci porta ad attraversare i borghi di Santa Restituta, Toscolano e Melezzole dove dormiremo. I tre borghi sono uno più bello d’altro: Santa Restituta te la trovi davanti quasi come un miraggio uscendo dal bosco…la scalinata in discesa che attraversa tutto il paese fino alla porta di uscita..in questo borgo ci abitano 3 persone ( fa strano solo a pensarlo, vero?) da qui c’è una deviazione per accorciare il cammino ma noi siamo delle ragazze “in gamba” per cui decidiamo per il cammino tradizionale che ci porta a Toscolano..anche qui nessuno…incontriamo giusto un signore che si mette a ridere quando Frida tenta di inseguire il suo gatto salito sull’albero…vabbè’ io come sempre trascino via la piccola ribelle cacciatrice di gatti e proseguiamo il cammino alla volta di Melezzole.

Da Melezzole si prosegue il percorso sulle colline umbre e dopo 1 ora di cammino si raggiunge la cima più alta di tutto il percorso: il Monte Croce di Serra, che sfiora i 1000 metri di quota (994m per l’esattezza) e si affaccia sui prati sottostanti potendo godere di una vista a 360 gradi. Da qui si scende lungo un sentiero e si arriva al borgo di Moruzze e infine a Morre.

Questa terza tappa è lunga circa 17 km ed è la tappa più esposta al vento e quella più difficile per il rifornimento di acqua. Non ci sono fonti durante il percorso.

La quarta tappa, lunga 17,5 km, è la più panoramica di tutto il cammino tra sentieri, parti e boschi; si attraversano i borghi di Collelungo, Acqualoreto, Scoppieto e Civitella del Lago.

Una meraviglia che si incontra è l’Eremo della Pasquarella, un eremo completamente scavato nella roccia e di un fascino senza tempo. Da qui una bella salita molto ripida in mezzo al bosco ci porta al borgo di Scoppieto per poi arrivare a Civitella del Lago dove ci accoglia una vista stupenda sul Lago di Corbara.

Tutti i borghi sono stupendi, uno più bello dell’altro, e l’accoglienza degli abitanti è una carezza; noi siamo state particolarmente fortunate perché in quella settimana c’erano pochissime persone che facevano il cammino e non abbiamo quasi mai incontrato nessuno e abbiamo potuto godercelo tutto in solitaria.

La quinta tappa da Civitella del Lago a Baschi è facile e corta (13 km) e si attraversano immense distese di vigneti; arriviamo a Baschi presto e visitiamo il borgo medievale denominato “i buchi”, nome che deriva dal fatto che ci sono piccole case e piccoli vicoli..una sorta di tetris di case e viuzze strettissime che sembrano incastrate tra loro. La vista dalla nostra stanza è su Baschi che di notte è tutta illuminata ed è una meraviglia che ti viene voglia di non andare a dormire e continuare ad osservarla fino all’alba.

Sesta e ultima tappa (16 km), purtroppo, (cavolo è già finito????) ci riporta a Tenaglie attraversando una necropoli etrusca in mezzo al bosco e l’ultimo borgo Montecchio (uno dei borghi più belli d’Italia) dove ci prendiamo un po’ di tempo per fare foto e visitare L’arte dell’intreccio gestito da due simpatici coniugi, Andreina e David, che realizzano ceste, cestini e tantissime altre cose con il vimini.

Siamo già alla fine del nostro cammino ma prima di raggiungere l’auto facciamo una deviazione per raggiungere le panchine del pellegrino, qualche foto un ultimo sguardo allo splendido paesaggio e torniamo alla sede di Amerini trekking per la consegna della nostra pergamena a testimonianza del cammino percorso.

Siamo stanche, neanche tanto, e felici perché sono stati giorni splendidi sia per il meteo che per la bellezza dei luoghi. Io non vedo l’ora di tornare a farlo, magari in autunno/inverno, e anche Frida che ha sempre un conto in sospeso con il gatto di Toscolano.

Ylenia Zampieron

Nata a Bassano del Grappa il 4 Febbraio del 1986, Dog Trainer Professional riconosciuto FCC, Educatore CSEN e Istruttore Cinofilo presso il Centro Borgocinofilo Mikamale di Padova. Da sempre affascinata dal mondo animale e in particolare da quello cinofilo. Comincia il percorso assieme al suo AustralianCattleDog in Protezione Civile come Unità Cinofila da Soccorso, per ampliare in seguito le sue conoscenze del mondo dei cani. Amante della montagna coordina il progetto MountainDogWalk.

Ylenia Zampieron ha 31 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Ylenia Zampieron

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: