Il cane e il pointing: sbagliando si impara

Il cane e il pointing: perchè i cani lo capiscono?

Solitamente raccontiamo una serie di aneddoti che riguardano le capacità meravigliose dei nostri cani.

Raramente raccontiamo di quando il nostro amico non riesce a passare da un corridoio stretto mentre ha in bocca un bastone troppo lungo, o di quando al guinzaglio si attorciglia ad un tronco senza riuscire a liberarsi.

In questi contesti vediamo che dopo un po’ smette di provare a cavarsela da solo e ci chiede di togliergli le castagne dal fuoco. 

La verità è che possiamo imparare molto di più guardando quello che il cane non riesce a fare piuttosto che entusiasmarci per le sue grandi imprese.

L’intelligenza del cane

Infatti il cane che ci guarda e ci chiede aiuto, ci dice qualcosa sulla natura eminentemente sociale della sua intelligenza. 

Alcuni pensano ad una particolare relazione tra una cosa che una specie sa fare e la sua vicinanza filogenetica a noi e, se la vicinanza non è così prossima, basta che l’animale d’affezione manifesti qualche comportamento che ci ricordi i nostri, perché subito gli si attribuiscano caratteristiche umane.

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In realtà non è vero.

Proviamo a pensare, ad esempio, ad un gesto molto semplice e comprensibile per i sapiens, ovvero il pointing.

Il pointing consiste nell’indicare un oggetto usando il nostro corpo.

Quindi cosa succede se indichiamo un contenitore opaco al cui interno c’è del cibo?

Succede che il cane capisce ed impara molto in fretta il significato del gesto; diversamente, gli scimpanzé non lo capiscono.

Ma perché i cani lo capiscono?

Forse perché vivono con noi? O forse per condizionamento o per prove ed errori? Non sembra che le cose stiano così.

L’evidenza di questo c’è la dà una prova fatta con alcuni cuccioli non socializzati con l’uomo, i quali, una volta adulti non hanno mostrato difficoltà a capire il pointing. 

Potrebbe essere allora una predisposizione genetica che il cane ha ereditato dal lupo e dalla sua abitudine alla collaborazione con i membri del branco.

Ma nemmeno questa sembra sia la risposta corretta.

I lupi, anche se allevati dall’uomo, non imparano il pointing.

Questi, se non riescono a risolvere, non si rivolgono comunque all’uomo per avere aiuto e, dopo un po’, se ne vanno. 

Pare, quindi, che questa capacità faccia proprio parte del repertorio comportamentale del cane e sia comparsa con la domesticazione.

Negli anni 50 il genetista Belyaev cominciò a fare una serie di esperimenti sulle volpi argentate.

Attraverso la selezione artificiale scelse i soggetti piu tame, ovvero più docili.

In sole dodici generazioni ha avuto una colonia di volpi completamente mutate sia nell’ aspetto sia nel comportamento: le nuove generazioni avevano caratteristiche neoteniche e si comportavano come cani.

Alcuni ricercatori sono andati a trovare Belyaev e hanno provato a sottoporre le sue volpi al test del pointing:

ebbene, le volpi capivano il pointing proprio come i cani domestici.

L’aspetto interessante della faccenda è che la selezione artificiale operata non ha riguardato l’intelligenza o le capacità cognitive.

Non sono state scelte le volpi più brave a risolvere un problema, bensì la scelta è stata fatta solo secondo l’aspetto emotivo-motivazionale.

Ma il risultato è che sono cambiati gli aspetti cognitivi.

Partendo da una scelta basata sulla docilità si è ottenuto un cambio del comportamento con la creazione di una mente sociale. 

Secondo alcune teorie potrebbe essere successa la stessa cosa alla nostra specie, attraverso una sorta di auto-domesticazione: i nostri antenati, cacciatori-raccoglitori, potrebbero aver impedito ai “bulli” di accedere alla femmine, dando origine ad un gruppo che diventa altruista e dotato di intelligenza sociale.

Davide Cardia

Davide Cardia

addestratore ENCI Sezione 1° Dog Trainer Professional riconosciuto FCC Direttore Tecnico del centro cinofilo Gruppo Cinofilo Debù Docente in diversi stage con argomenti legati alla cinofilia e alla sua diffusione Docente corsi di formazione ENCI per addestratori sezione 1 Ospite in radio e trasmissioni televisive regionali Preparatore/Conduttore IPO e Mondioring Autore del libro “Addestramento con il premio” edizioni De Vecchi Curatore del libro “Io e il mio Bullgod” edizioni De Vecchi

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