Il cane e l’ossessione del “perché”: tra ironia e critica
In un’epoca in cui il cane è protagonista indiscusso della vita quotidiana, i media non smettono di porsi domande su ogni suo aspetto. Ma dopo migliaia di anni di convivenza, forse è tempo di riflettere su quanto lo conosciamo davvero e andare oltre questa bulimia di “perché”.
Cari lettori di Dogsportal.it, oggi affrontiamo un tema che da tempo “ci tormenta”: l’ossessione del “perché” nel mondo dei cani.
“Perché il cane abbaia?”, “Perché il cane ti tocca?”, “Perché il cane rutta?”, “Perché il cane fa le scorreggie?” ecc…ecc…ecc…
Sembra di vivere in un’era in cui l’intero paese sia afflitto da un’irrefrenabile curiosità sulle più intime abitudini dei nostri amici a quattro zampe.
Ma, mettendo da parte l’ironia, ci siamo mai chiesti se questa smodata ricerca del “perché” ci avvicina realmente alla comprensione del nostro cane?

Dopo migliaia di anni di convivenza, nonostante la mole di articoli e studi scientifici, ancora sembra che ci sfugga qualcosa di fondamentale nel nostro rapporto con i cani.
“L’importante non è – sempre – trovare risposte, ma porsi le giuste domande”.
E allora, forse, dovremmo cambiare il nostro approccio e concentrarci su questioni più profonde e significative, che vadano oltre tutto questo.
Invece di indagare troppo sui dettagli a volte superficiali o troppo generalisti benché curiosi, dovremmo esplorare le sfumature più intime ed emotive del legame tra uomo e cane, cercando di comprendere come questo rapporto si sia evoluto e arricchito nel corso dei secoli.
Potremmo riflettere sulle emozioni, sui sentimenti e sui contesti che condividiamo con i nostri cani, e su come questi possano migliorare la nostra vita e quella del cane.
Sono domande che, probabilmente, non troveranno mai una risposta definitiva sui motori di ricerca o nelle pagine di Google News e nelle notizie dedicate al Cane.
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Ma è proprio questa ricerca continua, questa sete di conoscenza, che ci rende più vicini ai nostri amici a quattro zampe. E forse, nel tentativo di rispondere a queste domande, scopriremo qualcosa di più su noi stessi.
Raymond e Lorna Coppinger, autori del libro “Dogs”, ci ricordano l’importanza dell’osservazione e della vera consapevolezza sul Cane.
Tuttavia, nella loro opera, che consigliamo sempre di leggere e di avere nella propria libreria cinofila, sottolineano anche che “è solo un cane. Ma attenzione a non giudicare negativamente la parola “solo”.
Ecco allora che forse, dovremmo andare oltre questa bulimia di “perché” e concentrarci sulle vere dinamiche del nostro legame con i cani, sulle emozioni e sull’amicizia senza tempo che condividiamo con loro.
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“ I cani diventano bravi dopo che sono nati, non prima”
Sempre citando i Coppinger, forse questa frase può aiutarci a comprendere, quanto il Cane sia così speciale, complesso e ovviamente Vivo, ricordandoci che non possiamo ridurci soltanto alla manualistica, ai tutorial, alla genetica, alla selezione e a tutti questi perché.
Dobbiamo osservare profondamente, con enorme rispetto, partendo da quel cane che è lì di di fianco a te, magari in questo momento.
Essere vivente unico e irripetibile, anche se magari con un pedigree da fare invidia ad un Re. Che non deve mai essere confuso con un libretto univoco di istruzioni, ma semmai come una potenziale guida per iniziare…uno starter kit…ma poi è la vita, la nostra vita reale insieme al cane a stabilire ogni cosa.
Un essere unico.
Così unico che potrebbe succedere di non voler condividere neppure un perchè dei tanti pubblicati ultimamente sulle principali notizie dedicate al cane.

Quindi, cari lettori, lasciamo perdere per un attimo l’ennesimo articolo sul “perché il cane si lecca le zampe et simili” e dedichiamoci anche a riflettere su ciò che forse conta davvero: il legame unico e speciale che ci unisce ai nostri cani.
Approfondiamo la consapevolezza cinofila e impariamo a osservare il nostro amico a quattro zampe con occhi sempre curiosi, ma mai banali, mai così tanto generalisti, mai così presuntuosi dal punto di vista esclusivamente umano.
“Non dimenticate che sono solo cani” oltre i perché…
Ma è fondamentale capire l’enorme importanza della parola “solo”
Il libro citato in questo articolo è “Dogs”
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