Mantrailing: mettiamo ordine alle nozioni apprese fin’ora su Dogsportal.it

  RIMETTIAMO UN PO’ DI ORDINE…

Fino ad ora abbiamo saltellato un po’ qua e là per raccontarvi quelle che sono state, nel nostro caso, le motivazioni che ci hanno portato ad appassionarci al mantrailing.

E’ arrivato il momento di mettere un po’ di ordine e cominciare a fare un po’ più sul serio…

In un articolo precedente abbiamo parlato dell’importanza della motivazione e di quella dell’intensity trail per riuscire, attraverso di esso, a crearla o ad aumentarla. Non dimenticando che in questa fase il “focus” del cane è totalmente fissato sul figurante, la traccia sarà molto breve e il conduttore “accompagnerà” il cane. Questa fase sarà seguita da quella della “partenza ritardata”, in cui il tempo tra lo stimolo del figurante e la partenza per la traccia si allungherà ma la sua lunghezza rimarrà comunque invariata. Qui si osserva che il “focus” si sposterà in parte sull’attività da fare col conduttore. Non ancora totalmente, dal momento che l’immagine del figurante che è andato via col tanto agognato  premio  non è ancora fissata nella memoria del nostro compagno.

Quando anche questa fase sarà acquisita, procederemo alla preparazione della fase della PARTENZA DA INPUT.

In tutto ciò, non dobbiamo dimenticare che il cane dovrà aver imparato il TARGETING COMMAND o comando di indicazione.

Questo consiste nel fare intendere al nostro amico dove raccogliere l’input, che sia insacchettato, a terra, sul sedile di un veicolo, addosso ad un’altra persona o in una qualsiasi altra delle decine di possibilità che potremo inventare…

Possiamo tornare a parlare di quello che poi sarà il rituale che attueremo per ogni traccia che andremo ad affrontare (NON DIMENTICHIAMO CHE IN ALLENAMENTO L’INTENSITY TRAIL NON ANDRA’ MAI ABBANDONATO).

Tutto comincerà fin da prima di tirare fuori il cane per cominciare. In primis, premuratevi di aver raccolto abbastanza informazioni ove possibile e non dimenticate di avere con voi l’input (non immaginate quante volte accada quando non si è organizzati nella preparazione!).

Dopo ciò, avviatevi alla macchina e, prima di prendere il cane, usate una frase che il cane associ all’attività (io ed Elisa per Pack e Yago usiamo la stessa: ANDIAMO A CERCARE LO ZIO ANTONIO? Questa frase è nata per scherzo, visto che per un certo periodo il figurante più presente era proprio Antonio, proprietario di Akira). Non è importante cosa si dica, è importante solamente che si dica sempre la stessa cosa!

A questo punto, tiriamo fuori la pettorina in maniera visibile. Questo farà sì che il cane possa associare questo strumento a una attività divertente come quella che andremo a proporgli…

A questo punto prendiamo il cane e mettiamo pettorina e indizio sul punto esatto di partenza, dopodiché permettiamogli di annusare tutta la zona dalla quale dovremo partire, concedendogli anche di fare pipì o quant’altro abbia bisogno di fare…

Questo permetterà al cane di non dover più pensare ai vari odori presenti (pensiamo soprattutto ai maschi) durante il rituale e a catalogarli tutti, facendo una sorta di mappa di ciò che ha intorno.

Finita l’”esplorazione” (che può durare anche qualche minuto), andremo a ripetere le parole che riporteranno il nostro compagno a pensare che ci si comincia a divertire per davvero…

Quindi, tornati sul punto di partenza, infileremo la pettorina sul collo del cane e lo inviteremo ad annusare l’input. Subito dopo finiremo col chiudere la pettorina, recuperare ordinatamente la lunghina e riproporre nuovamente l’indizio.

A questo punto…non resta che partire!

Dogsportal Redazione

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