Il grande naso. Perchè il cane annusa? Dal punto di vista etologico.

Un nuovo articolo dedicato al cane dal punto di vista etologico. Parliamo del suo potente naso e del grande errore che spesso facciamo in passeggiata.

Perchè il cane annusa?

Perchè il cane annusa? Parliamone

Qualche tempo fa, mentre passeggiavo con Mela, mi sono trovata ad osservare un povero canide con il suo umano. Questo meticcione, intento ad esplorare qualche marcatura, veniva continuamente strattonato e trascinato al grido di “basta annusare!”

Ho sentito una stretta al cuore, ma ho scelto di fare affidamento al mare calmo della mia pazienza per evitare tafferugli ed in quel momento Mela mi ha guardato sbigottita come solo una star reietta alla notte degli oscar potrebbe fare.

Basta annusare…basta annusare.

Come è possibile chiedere ad un cane di smettere di annusare?

Semplicemente non si può fare.

Potrei fare auliche citazioni su scorpioni che rimangono scorpioni anche se li salvi dall’annegamento, ma la realtà è che qui si parla di etologia e fisiologia ed in effetti le domande da porci sono altre.

Perché i cani annusano?

La risposta ovvia, anche archetipica se vogliamo è: perché sono cani, ma nel dettaglio, sviscerando le 4 domande fondamentali possiamo dirci molto di più.

Il naso del cane. Un grande naso
Perchè il cane annusa?


I cani, come ogni specie sul pianeta, hanno peculiari caratteristiche e bisogni etologici che sono determinati dalle modalità con cui l’individuo, la popolazione e la specie si interfacciano con il mondo.

Con l’hardware a disposizione per vivere nel qui ed ora.

Per far questo  la natura ci ha fornito di una serie di meccanismi percettivo sensoriali, tra cui gli organi di senso, con spiccate preferenze per quelli che sono i canali comunicativi specie specifici.

Udito, vista, olfatto, tatto, gusto (ed altri per altre specie…)

A seconda dei canali comunicativi preferenziali, determinati anche dall’habitat, dalle caratteristiche sociali, soggettive ed ereditarie, ciascuna specie ha evoluto modalità multimodali o unimodali di comunicazione come un differente colore del mantello, particolari coreogrammi, emissione di feromoni, marcature, vocalizzi…

Per fare un esempio su cosa si intende per segnali multimodali o unimodali,  ad esempio: se vi chiamassi per strada, agitando la mano starei emettendo un segnale multimodale, mentre scrivendo(vi) sto utilizzando un segnale unimodale (con le dovute licenze poetiche).

Il vantaggio di un segnale moltimodale è quello che per forza di cose, con tutte le difficoltà del mondo, arriverà a destinazione, mentre un segnale unimodale sarà meno ricorsivo e necessiterà di un’accuratezza e di una precisione maggiore da parte del ricevente.


I nostri amici canidi coevoluti si sono dimostrati molto versatili nella gamma di comunicazione multimodale: imparano gesti, osservano, hanno anche coreogrammi molto elaborati per gli incontri e le lotte rituali, imparano a interpretare espressioni del volto, ma è indiscusso che ancora ad oggi uno dei loro canali preferiti sia l’olfatto e che siano certamente accurati e precisi.

Perchè il cane annusa?


Ahh lo straordinario olfatto del cane, corredato dalla capacità dell’organo di jacobson di captare le tracce feromonali.

La ferrari dei nasi, duecentoventimilioni di recettori olfattivi, più di 150 cm^2 di mucosa olfattiva, una memoria olfattiva prodigiosa,i savant del naso, sommelier levate proprio con l’odore di legno bagnato e nota fiorita nel vino.
Ecco i cani utilizzano questa modalità in ogni modo e maniera gli sia possibile, certo per cose più avanzate devono essere “allenati” ad utilizzarla, ad esempio la ricerca di dispersi ed è indubbio che un povero brachicefalo parta svantaggiato, ma la dotazione genetica e innata di base è più che sufficiente a rendere l’olfatto e l’annusare una necessità imprescindibile per il benessere del cane, oltre che caratteristica distintiva della specie.

La sua funzione è quella di conoscere e ri-conoscere, ossia riportare alla mente cose già note (fare re-call si dice), comprendere il mondo circostante, conoscere conspecifici e non, pensare, interpretare, cacciare, accoppiarsi…

Inoltre, elemento non meno importante, nella selezione genetica delle razze, abbiamo spinto alcuni individui a sviluppare enormemente questo senso, già oltre i tratti macrosomatici della specie: basti pensare ai segugi con annesse “orecchie per il cono d’odore”.


Provate ad immaginare un essere umano con occhi giganti, potrebbe quasi essere calzante.


Ora provate a pensare di accompagnarvi ad uno che vi strattoni al grido di “non guardare! Basta guardare!”, senza facili battute.
Si arriva in ultimo all’ultima domanda…la causa prossima al soggetto.

Un cane esce mediamente due volte al giorno, spesso per brevi e stitiche passeggiate di pochi minuti, mentre noi lo trasciniamo distrattamente tutti assorti dallo smartphone.

L’unico ludico, distensivo, brillante momento della sua giornata canina è probabilmente determinato dallo stare a destrutturare ogni singolo odore su quel micro pezzetto d’erba dove altri sedici cani, come lui, hanno lasciato un’impronta olfattiva del loro passaggio.

Una boccata d’aria in una giornata passata a poltrire sul divano.

Perchè il cane annusa?
Perchè il cane annusa?


Solitamente in quelle situazioni i cani stanno letteralmente leggendo, pensando, riflettendo e valutando.

Si prendono del tempo per capire e portare avanti qualche skill sociale.

Meno li lasciamo annusare di solito, più tempo necessiteranno per capire cosa nasconde quel pezzetto d’erba, ma ecco che lì, in quel momento di profonda caninità sopraggiunge il proprietario frettoloso: “basta annusare”

Un proprietario che non comprende quali siano i bisogni etologici fondamentali dell’animale che ha scelto come compagni di vita. Che vuole limitare, bloccare l’uso di un senso.
Un bisogno.
Un bisogno fondamentale.
Un senso macrosomatico.
La Ferrari dei nasi.

Alla domanda: “perché i cani annusano” potremmo rispondere che questo è un senso che per la specie non ha “solo” una funzione percettiva, ma anche profondamente radicato nella struttura sociale e comunicativa, che riveste un ruolo fondamentale nel benessere del soggetto e dell’individuo, che può essere allenato ma non depleto.
Ogni tanto immagino un modo al rovescio, con la legge del taglione e mi domando cosa ci chiederebbe di smettere di fare un cane. Forse nulla.
Nel dubbio: i cani devono annusare

*Nota a margine: una volta mi capitò un paziente a cui un noto addestratore disse che il cane “doveva annusare solo in un punto e solo dove diceva lui” per evitare che il cane lo “dominasse”.
Non credo di dovermi spingere oltre per spiegarvi che ovviamente la cosa non è altro che maltrattamento e che di certo lasciar annusare un cane non vi rende meno credibili…anzi…


Così dopo tutte queste riflessioni, ho accompagnato Mela ad annusare le tracce del passaggio dell’altro cane e siamo state lì qualche minuto mentre io mi vivevo il mio limitato mondo olfattivo di un miserrimo essere umano.

Chiara Boncompagni

Chiara Boncompagni, è medico veterinario esperto in comportamento animale e negli IAA FNOVI . E’ laureata in medicina veterinaria all’Università degli Studi di Perugia e in etologia presso l’Università degli Studi di Torino. Ha conseguito il master in medicina comportamentale presso l'Università degli Studi di Parma. È educatore cinofilo e Istruttore cinofilo riabilitatore, coadiutore del cane negli Interventi assistiti dall'animale. Ha contribuito alla stesura del libro “Legàmi”, che tratta della relazione uomo-animale, a cura della psicologa Giulia Simonetti ed è docente di diversi corsi per educatori ed istruttori cinofili e per i proprietari di animali.

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