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Terzo raduno mondiale del Bracco Italiano ad Arezzo: ecco come è andata!

A chi si fosse trovato ad Arezzo nel week end dell’8-10 settembre scorso potrebbe essere rimasta una qualche perplessità, e io sono qui per liberarvi dal dubbio che vi attanaglia.
Erano tutti Bracchi Italiani quelli che si aggiravano per il centro della città, che popolavano la hall del vostro hotel o che correvano nei campi assolati della riserva di Collacchioni, impegnati in entusiasmanti azioni di caccia.

Sono accorsi da tutto il mondo (davvero!) in occasione del Terzo Raduno Mondiale del Bracco Italiano, una manifestazione triennale patrocinata dalla Società Specializzata – la SABI – e ovviamente dall’ENCI.

In qualità di organizzatrice dell’evento, non potrei esserne più orgogliosa: l’edizione di quest’anno, con 229 soggetti a catalogo e più di 70 bracchi iscritti alle prove di lavoro, ha stabilito un nuovo record, per la gioia nostra che tanto abbiamo lavorato affinché l’appuntamento fosse all’altezza delle aspettative dei partecipanti, ma anche di questa antichissima razza italiana, ahimè ingiustamente poco nota al di fuori della sua nicchia, che invece merita la massima attenzione e tutela.

La tre giorni di eventi dedicati al Bracco Italiano ha avuto inizio il venerdi, con un convegno sulla storia, l’allevamento e la conservazione della razza alla presenza del Presidente ENCI Dino Muto, di relatori che si annoverano tra i massimi esperti della razza e soprattutto di decine di ospiti italiani e stranieri, ansiosi di ascoltare in compagnia dei loro bracchi le indicazioni zootecniche e le raccomandazioni di giudici, allevatori ed esperti di genetica che si sono alternati sul palco.


Sabato 9 invece è andato il scena lo spettacolo più atteso, l’esposizione di bellezza, anticipata da una bellissima sfilata per le vie del centro storico di Arezzo e terminata con l’inaugurazione della Triennale, animata dallo spettacolo degli sbandieratori davanti alle autorità locali e ai vertici dell’ENCI.


Nei ring predisposti nel cuore della città, presso il parco del Prato, si sono poi dati battaglia a suon di sgambate a ritmo di trotto, meravigliosi esemplari di bracco italiano selezionati in ogni angolo del mondo e condotti dai privati, allevatori e professionisti, all’insegna del confronto ma soprattutto dell’amore per la razza che, in occasioni come questa, può fare sfoggio della sua bellezza e della sua eleganza.

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Anche della sua famosa versatilità, dimostrata sui terreni di caccia durante l’ultimo giorno di festa.
Qui i nostri amici braccofili hanno smesso le vesti eleganti in favore di scarponi comodi e tra le sterpaglie hanno sciolto le briglie all’istinto venatorio dei loro ausiliari, lanciandosi insieme alla ricerca del selvatico da scovare e fermare in pieno stile bracco, diverso da quello delle altre razze da ferma quindi ancor più affascinante.



La manifestazione si è chiusa con le premiazioni dei vincitori assoluti. ma le relazioni dei giudici raccontano di una razza bella, in salute e competitiva, che oggi più che mai è degno baluardo dell’orgoglio italiano nel suo paese d’origine ma anche nel resto del mondo.
Appuntamento al 2026, e che siate braccofili, cinofili o semplici curiosi vi aspettiamo!



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Giulia Del Buono

Giulia Del Buono, classe 1986, toscana per natura, emiliana per amore, cinofila per sempre. Nel 2014 ho richiamato all’ordine le mie più grandi passioni – scrittura, fotografia e braccofilia – e ne ho fatto BracchiReggiani: un diario di bordo, un progetto allevatoriale e una pizza margherita. Oggi Consigliere SABI.

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