Tartadogs: i cani che salvano le uova di tartaruga
Un inizio promettente per la salvaguardia delle tartarughe marine in Italia
A partire da questa estate, i litorali italiani vedranno l’introduzione dei Tartadogs, cani addestrati per la ricerca e la messa in sicurezza dei nidi di tartaruga marina. Questa innovativa iniziativa rientra nel progetto Life Turtlenest di Legambiente, cofinanziato dall’Unione Europea, e vede la collaborazione dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (Enci)
Il progetto Life Turtlenest, promosso da Legambiente e finanziato dall’Unione Europea, mira a proteggere le tartarughe marine, una specie a rischio. L’Enci ha formato le unità cinofile per operare efficacemente lungo le coste italiane.
Questo progetto rappresenta un unicum a livello europeo, con un precedente solo negli Stati Uniti, in Florida
Le unità cinofile
Le unità cinofile, composte da un conduttore e un cane appositamente addestrato, lavoreranno in sinergia con il personale esperto autorizzato dal Ministero dell’Ambiente. La loro missione è individuare i nidi di tartaruga marina, spesso difficili da localizzare visivamente, per garantire la protezione delle uova.
Le attività dei Tartadogs sono programmate per le prime ore del giorno, quando le temperature sono più miti e favorevoli alla ricerca. Le sessioni di lavoro sono concepite come un gioco tra cane e conduttore, metodo che assicura l’efficacia e il benessere degli animali coinvolti.
Le razze coinvolte
Le squadre di Tartadogs sono composte da quattro cani di tre razze diverse: due Labrador (un maschio e una femmina), un Pastore Olandese e uno Springer Spaniel. Questi cani sono stati scelti e addestrati per diversi mesi per sviluppare le competenze necessarie alla missione
Le tartarughe marine affrontano numerose minacce, tra cui la distruzione degli habitat, l’inquinamento e il cambiamento climatico. La protezione dei nidi è cruciale per garantire la sopravvivenza delle nuove generazioni.
I Tartadogs rappresentano una risorsa preziosa per accelerare e ottimizzare l’individuazione dei nidi, riducendo il rischio di predazione e altre minacce
L’attività dei Tartadogs, basata su linee guida sviluppate da Legambiente ed Enci, è già stata riconosciuta per la sua unicità e potenziale.
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Si prevede che l’iniziativa possa estendersi ulteriormente, coinvolgendo più regioni e aumentando il numero di unità operative.
Verranno addestrati per cercare i nidi di tartaruga marina più nascosti e che solo il loro formidabile fiuto può scovare: sono i “Tarta Dogs”, i cani che contribuiranno alla salvaguardia della specie Caretta caretta
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