Tutela degli animali da compagnia in Piemonte: Alberto Cirio ci racconta risultati e sfide
Accesso ai dormitori per le persone senza fissa dimora con cani, adozioni consapevoli, controllo delle cucciolate casalinghe, Daspo cinofilo e altre novità in questa intervista al presidente della Regione Piemonte.
Tra le pagine di Dogsportal abbiamo già raccontato (https://www.dogsportal.it/il-piemonte-rivoluziona-tutela-animali-compagnia/ ) i passi avanti compiuti dalla Regione Piemonte sul fronte del benessere animale, con particolare attenzione alla tutela degli animali da compagnia e alla relazione con loro. Abbiamo chiesto al presidente Alberto Cirio di parlarci dei risultati e dellesfide legati all’attuazione della legge regionale 16/2024 sulla tutela degli animali da affezione e la prevenzione del randagismo. Cirio ha sempre mostrato una grande attenzione verso questi temi: nel corso dell’intervista, ha ribadito il suo impegno diretto e ha offerto uno sguardo più personale sul rapporto con i cani, raccontandoci della sua Sally.
Quali sono stati gli sviluppi sul benessere animale in Piemonte a partire dall’attuazione della legge regionale 16/2024?
«Il benessere animale è un tema prioritario per il governo del Piemonte, tanto che ho voluto tenere per me questa delega. Ciò ne sottolinea la natura trasversale, che non può essere demandata a un singolo assessorato, poiché tocca ogni ambito: dall’agricoltura e dal mondo degli allevamenti alla sanità, passando per la sicurezza veterinaria, fino al turismo. È un tema che emerge ovunque. Per questo, grazie anche alla sensibilità di un Consiglio Regionale molto unito su questo punto, abbiamo approvato una legge sostenuta sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Questo ci ha permesso di parlare con una sola voce: su un argomento simile non esistono colori politici, ma solo quelli del buon senso, del rispetto e del cuore. Ne siamo molto orgogliosi. Siamo ora in fase di attuazione e ho istituito un tavolo di concertazione con tutto il mondo dell’associazionismo, affinché i regolamenti in fase di emanazione rispettino appieno lo spirito della legge e siano concretamente efficaci».
Come stanno procedendo progetti quali l’accesso con i propri animali ai dormitori pubblici per persone senza fissa dimora?
«L’accesso ai dormitori per chi è accompagnato da animali è un tema che abbiamo voluto inserire espressamente nella legge, convinti che vada previsto e difeso. Chi vive una condizione di fragilità sociale o economica ha, infatti, la necessità di prendersi cura non solo di sé stesso, ma anche dell’animale che lo accompagna. Attualmente stiamo definendo le fasi attuative, prestando attenzione a due aspetti fondamentali: quello igienico-sanitario e quello della sicurezza. In strutture dove convivono più persone, la libertà del singolo e quella del proprio cane devono conciliarsi con il rispetto per gli altri ospiti. Per garantire che non sorgano criticità, stiamo lavorando all’idea di dormitori specificamente attrezzati, capaci di assicurare standard igienico-sanitari e di sicurezza ottimali per questo tipo di ospitalità».
Percorsi per l’adozione consapevole e maggiori controlli sulle cucciolate casalinghe: a che punto siamo?
«Sulle adozioni stiamo investendo molto e vogliamo essere certi che questi percorsi siano sempre più consapevoli, anche nel rispetto di quelle che sono le responsabilità che una persona deve assumersi nel momento in cui decide di adottare un cane oppure di gestire una cucciolata in casa dove, da un giorno all’altro, ci si ritrova ad avere sette, otto cagnolini da curare. Se non sei strutturato e non sei organizzato per poterlo fare, tutto poi si traduce in una mancata tutela per gli animali, perché è giusto colpire — ed è quello che noi intendiamo fare — chi maltratta, a qualsiasi livello di gravità, ma vorremmo prevenire. Il ragionamento riguarda le sterilizzazioni e gli interventi preventivi, anche all’interno delle abitazioni: non si parla quindi solo di controlli sugli allevamenti o sugli allevatori professionali, ma anche delle realtà familiari, che devono essere comunque monitorate. È questo, infatti, il modo più efficace per prevenire. Per quanto riguarda i progetti sulle adozioni consapevoli ne abbiamo già 13 nel nostro Piemonte e abbiamo investito 60.000 euro con le ASL. Sono corsi di formazione rivolti ai proprietari di animali da compagnia,che vengono messi nelle condizioni di imparare, conoscere meglio le esigenze degli animali e, di conseguenza, garantire loro una tutela più efficace. Peraltro, in questo momento, sono a Bruxelles[N.d.R.: l’intervista è stata raccolta alcuni giorni fa] e oggi incontrerò il Commissario per la salute e il benessere degli animali e quindi sarà un’occasione ulteriore per chiedere risorse economiche proprio per finanziare e dare gambe a questi progetti».
Si stanno compiendo progressi, a livello regionale, sull’introduzione del Daspo cinofilo?
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«La nostra legge prevede che non possono detenere, anche temporaneamente, né cedere o acquistare a qualsiasi titolo, animali da compagnia coloro che hanno riportato condanne o che sono stati destinatari di provvedimenti amministrativi sanzionatori per violazione di norme poste a tutela degli animali. Ho voluto leggere testualmente la norma perché si capisce con molta chiarezza qual è la ratio. Stiamo lavorando con le autorità competenti per dare attuazione a questa norma, ma non è sempre facile. L’intervento risulta più semplice in situazioni come quelle degli allevamenti clandestini o in contesti in cui, a seguito di un procedimento, è possibile identificare chiaramente un responsabile a cui imporre un divieto formale. Tuttavia, abbiamo voluto inserire comunque questa misura nella legge: siamo convinti, infatti, che le leggi servano sì a disciplinare, ma debbano anche educare. Noi vogliamo che sia chiaro a tutti che chiunque si sia macchiato di un reato di questo genere non potrà più essere messo nelle condizioni di poterlo ripetere e che, quindi, gli saranno poste limitazioni della sua libertà. Questo, tra l’altro, è anche un tema che stiamo affrontando con le autorità competenti per quanto riguarda i sequestri giudiziari. Sapete che, quando una persona che ha un cane viene incarcerata, l’animale viene collocato altrove. In molti casi potrebbe trovare facilmente un’adozione e quindi vivere meglio, senza gravare sulla collettività. Cio nonostante, questo non è possibile perché resta assegnato al proprietario, che spesso è una persona fragile o comunque non nelle condizioni di prendere decisioni. Di conseguenza, si verificano situazioni di sequestro giudiziario che si protraggono per anni, al punto che talvolta l’animale arriva a morire all’interno della struttura a cui viene affidato. Vogliamo trovare una soluzione che consenta, in situazioni particolari e quando non è possibile ottenere l’autorizzazione del proprietario, di attivare forme di adozione temporanea. Oggi, però, senza il consenso del proprietario l’adozione non è possibile, perché deve essere lui ad autorizzarla: si crea così un ostacolo burocratico che finisce per ricadere sugli animali ed è un problema che va affrontato».
Ci sono altre novità in Piemonte legate alla cura della nostra relazione con i cani e altri animali con cui condividiamo le nostre vite?
«In Piemonte, chi lo desidera può essere sepolto insieme al proprio animale da compagnia all’interno della stessa tomba, e credo sia una scelta giusta. Esistono, infatti, molte situazioni in cui un animale è molto più presente nella vita di una persona di quanto non lo siano altri, anche tra i parenti più stretti. Si tratta, a mio avviso, di un segnale di civiltà e sensibilità: nella nostra regione abbiamo quindi autorizzato questa possibilità, perché quel momento che prima o poi tutti dovremo affrontare possa essere condiviso con chi abbiamo amato di più e, soprattutto, con chi ci ha amato di più.
Lo dico anche a livello personale: quando rientro a casa tardi la sera, l’unica che viene a salutarmi è la mia cagnolina Sally. E la cosa più straordinaria è che lei non sa che sono il presidente della Regione, non sa se sono benvestito o malvestito, non sa nulla di tutto questo. Mi ama per quello che sono. È un amore incondizionato che credo vada ricambiato facendo tutto il possibile per garantire agli animali la migliore tutela e il massimo benessere».
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