Silente ma scrivente di Amelia Belloni Sonzogni
Alla mia età, che non rivelo ma è pensionabile, essere scelti senza che la scelta implichi un compenso, ha in sé qualcosa di puro, di istintivamente buono, di «animale». Chi meglio degli animali incarna la purezza? Secondo me, nessuno.
di Amelia Belloni Sonzogni
Perciò, grazie Dogsportal per questa opportunità di raccontare i miei libri e discutere degli argomenti che toccano; grazie per dare voce ai silenti: persone che non amano sbraitare, sgomitare, insistere per apparire. Ricordo che, quando lessi – qualche tempo fa – della vostra simpatia per i silenti, mi riconobbi nella categoria. Superata una specie di mia barriera del suono, sono contenta di aver fatto capolino, catturata dagli inviti alla collaborazione.
Non posso dire di essere un’esperta di cani, per come si interpreta questa qualifica, ammesso che ce ne sia una.
Semplicemente, mi informo ma, soprattutto, verifico le fonti e questa è una deformazione professionale perché sono stata, e resto, una storica. Oggi credo di essere una scrittrice, con un punto interrogativo, tra parentesi quadre per specificare che il segno di interpunzione è tutto mio, e non per falsa modestia ma perché la scrittura e il narrare, iniziati per rispondere a un’urgenza esistenziale, sono diventati un’occupazione del mio tempo che ho voluto rendere proficua per i cani.
Tutto il ricavato delle vendite dei miei libri è infatti devoluto a due canili privati e ad una Fondazione.
Ogni libro è legato a uno di loro, quindi ne parlerò nel dettaglio quando parlerò di ogni singolo libro.
Perché i cani? Perché li amo, con loro ho dimestichezza, con loro la sintonia è immediata.
Li osservo e li guardo negli occhi: con quelli e con il corpo loro parlano, provo ad ascoltarli e capirli. Come? Non so spiegarlo in modo “scientifico”. È come se in quel momento si aprisse un canale telepatico. Quando diciamo: «mi hai letto nel pensiero» riferendoci a qualcosa di inconsueto per un umano, diciamo qualcosa che gli animali – i cani in particolare, che vivono in binomio con un umano – mettono in pratica ogni istante, con una naturalezza a noi ignota. Vogliamo dire «istinto»? Diciamolo, ma c’è – secondo me – in loro anche del raziocinio. Osservando i loro comportamenti nel quotidiano, nel loro muoversi con noi umani, nel rapportarsi tra loro, se ci si applica con pazienza, se li si considera nostri famigliari, si vede, si coglie, si capisce. Anche noi, umani, possiamo arrivarci.
Una teorizzazione – letteraria – di questo linguaggio si trova in un libro splendido: Storie di animali e altri viventi di Alberto Asor Rosa.
La telepatia tra animale e umano esiste, una sua “linguistica” dovrà prima o poi essere studiata e una sua “grammatica” prima o poi dovrà essere scritta per essere divulgata il più possibile, come un manuale d’uso e formazione di umani che considerino i cani e tutti gli altri animali alla stregua di «piccole persone» per citare Anna Maria Ortese (altro libro direi essenziale: Le piccole persone): esseri senzienti, dotati di sentimenti precisi, di mondi interiori, capaci di provare affetto, empatia, dolore, capaci di percorrere distanze chilometriche per richiamare la nostra attenzione su eventi per i quali si rendono conto serviamo noi. E non è filmografia degli anni Cinquanta.
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Non tutti hanno la mia fortuna: a me qualcuno ha insegnato i primi rudimenti di questo linguaggio. La mia indole, ben predisposta, è stata educata sin da piccina all’amore e alla tenerezza. Mi ritengo una privilegiata per aver avuto una guida e riferimenti sicuri, saldi, capaci di esempi concreti, chiari e univoci.
Anche attraverso loro, i cani, è passata infatti l’intesa con mio padre: è lui l’esempio, sono suoi i cani – e non solo – di cui narrano i dieci racconti di Anime animali, il primo libro che presenterò, anche se non è il primo che ho pubblicato, perché è lì l’inizio di tutto, anche della mia avventura tra le parole scritte per e sui cani.
Da un dolore che non passa è nato invece il mio Io ho sempre parlato. Vita di un cane unico con umani normali. Pedro, protagonista ritratto in copertina, non c’è più da sette anni e mi pare sempre ieri tutta la sua vita con noi. Scrivere di lui mi ha aiutato a sopravvivere, proprio come lui è stato per me, in un momento buio, la mia ragione di vita. Loro sanno esserlo e non si risparmiano, mai. Sono tanti gli aspetti che tocca questa storia, romanzata ma ispirata a vita vissuta: la sintonia totale, la saggezza fatta cane che mostra la via migliore per vivere il momento, la gioia di tanti giorni felici, l’acquisto di un camper per poterlo portare con noi sempre e ovunque, l’insorgere della malattia, la disabilità, la decisione più orrenda che si debba prendere. Questi i più evidenti.

Sono stata sorpresa anch’io dal successo ottenuto: successo, è ovvio, in termini relativi al mio essere una perfetta sconosciuta in ambiente letterario, all’aver pubblicato in totale autonomia, senza una casa editrice tradizionale, all’essermi pubblicizzata da sola. Questo è stato l’aspetto più ostico che ha messo alla prova caparbietà, tenacia, fantasia e anche fortuna. Il marketing: un vero inferno per una silente! Quanto ho detestato questa parola e tutto quanto i meccanismi inerenti suggerivano, ma non ho mollato il colpo e ho pensato a una mia piccola campagna pubblicitaria con l’aiuto di persone note e poi a una serie di brevi articoli intitolati Dialoghi sotto la scrivania dell’autore. Ne ho scritti tanti da poterci ricavare un librino: Chiuse le pagine del libro. Dialoghi e racconti, che è diventato il seguito del precedente, un libro per raccontare un altro libro.
Uno degli aspetti che mi aveva trattenuto nello scrivere di Pedro era farlo mentre, giorno per giorno, si spegneva consunto dalla mielopatia. Per lui è andata così, ma Giatt – suo “fratello” già comprimario nel primo romanzo – è diventato protagonista principale della nostra vita, nuova e per tanti aspetti diversa rispetto a quella vissuta con Pedro. Dai viaggi in camper siamo passati a una vita stanziale legata alla terra che coltiviamo, un piccolo orto nel quale lui, che viene da un canile,che ha mille paure e porta nell’animo segni dei quali non conosceremo mai origine e natura, si sente un principe e ne combina di tutti i colori. Ho provato a coglierli con occhio e parola in Estemporanea. Scritture brevi con quadri d’autore e proverò a spiegarveli.
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