Cumiana, cane ucciso da un proiettile vagante: “Morto dove ogni giorno mi aspettava per andare a correre”
Si chiamava Rocky, aveva undici anni ed era un cane meticcio vivace, affettuoso e libero.
Viveva in una cascina di campagna insieme a un anziano agricoltore, ma aveva trovato un secondo punto di riferimento in Antonio Celestino, un podista di Piossasco che ogni giorno correva con lui lungo la pista ciclabile che collega Piossasco a Cumiana, nel torinese.
Il loro legame era diventato speciale. “Da oltre dieci anni mi allenavo con lui — racconta Antonio all’Eco del Chisone — Rocky apparteneva al titolare della cascina, un novantenne, ma col tempo ero diventato il suo secondo padrone. Lo accudivo quotidianamente, gli portavo da mangiare e in cambio ricevevo affetto e una compagnia unica nei miei allenamenti.”
Da venerdì 10 ottobre 2025 si erano perse le tracce di Rocky. Il giorno seguente Antonio aveva avvisato l’anziano proprietario e il veterinario della zona, sperando che il cane fosse semplicemente scappato. Ma la verità è emersa domenica 12 ottobre, quando, insieme ad alcuni amici, Antonio ha ritrovato il corpo senza vita del suo compagno a quattro zampe.
Rocky era disteso in un prato, in avanzato stato di decomposizione e colpito da un proiettile che gli aveva trapassato la cassa toracica.
Secondo quanto riportato da TorinoToday e L’Eco del Chisone, il colpo potrebbe essere stato esploso durante una battuta di caccia nelle campagne circostanti, in una zona dove la caccia è vietata e attraversata quotidianamente da sportivi e famiglie.
“Rocky è stato colpito dal prato che dà sulla pista ciclabile. Non so chi abbia avuto il coraggio di sparare a una povera anima così. Spero che episodi del genere non si ripetano più”, conclude Antonio.
Cumiana, cane ucciso da un proiettile vagante: “Morto dove ogni giorno mi aspettava per andare a correre”
Si chiamava Rocky, aveva undici anni ed era un cane meticcio vivace, affettuoso e libero. Viveva in una cascina di campagna insieme a un anziano agricoltore, ma aveva trovato un secondo punto di riferimento in Antonio Celestino, un podista di Piossasco che ogni giorno correva con lui lungo la pista ciclabile che collega Piossasco a Cumiana, nel torinese.
Il loro legame era diventato speciale. “Da oltre dieci anni mi allenavo con lui — racconta Antonio all’Eco del Chisone — Rocky apparteneva al titolare della cascina, un novantenne, ma col tempo ero diventato il suo secondo padrone. Lo accudivo quotidianamente, gli portavo da mangiare e in cambio ricevevo affetto e una compagnia unica nei miei allenamenti.”
Da venerdì 10 ottobre 2025 si erano perse le tracce di Rocky. Non è dato sapere se il colpo è stato sparato di venerdì. Il giorno seguente Antonio aveva avvisato l’anziano proprietario e il veterinario della zona, sperando che il cane fosse semplicemente scappato. Ma la verità è emersa domenica 12 ottobre, quando, insieme ad alcuni amici, Antonio ha ritrovato il corpo senza vita del suo compagno a quattro zampe.
Rocky era disteso in un prato, in avanzato stato di decomposizione e colpito da un proiettile che gli aveva trapassato la cassa toracica.
Secondo quanto riportato da TorinoToday e L’Eco del Chisone, il colpo potrebbe essere stato esploso durante una battuta di caccia nelle campagne circostanti, in una zona dove la caccia è vietata e attraversata quotidianamente da sportivi e famiglie.
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“Rocky è stato colpito dal prato che dà sulla pista ciclabile. Non so chi abbia avuto il coraggio di sparare a una povera anima così. Spero che episodi del genere non si ripetano più”, conclude Antonio.
Rocky era un cane libero: era parte di una comunità fatta di affetto, rispetto e abitudini quotidiane.
Il suo posto era lì, sulla ciclabile di Cumiana, dove ogni giorno aspettava il suo amico per correre insieme.
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