Razze “pericolose”: Il Cane Lupo Cecoslovacco
Proseguendo la serie dedicata alle razze che più frequentemente vengono associate a episodi di aggressione gravi o gravissimi, è necessario ribadire un concetto già chiarito ma, evidentemente, non abbastanza, visto che anche nel caso dell’articolo sull’Abruzzese Maremmano e sul Rottweiler pubblicato in precedenza non sono mancate accuse assurde circa una mia volontà di etichettare come “pericolose” le razze in questione.
Ripeto quindi quanto già scritto, sperando (invano, lo so…) che stavolta sia chiaro per chiunque: le virgolette messe al termine “pericolose” nel titolo indicano che si tratta di una classificazione arbitraria e fuorviante, per quanto ampiamente utilizzata dall’informazione generalista e dai social. Chiunque conosca i cani, infatti, sa perfettamente che l’individualità esiste e che ogni soggetto è unico e irripetibile, per cui le generalizzazioni ad ampio raggio lasciano il tempo che trovano. Tuttavia, la selezione ha il suo peso e condiziona con ogni evidenza il comportamento, salvo rare eccezioni, così come la storia personale di ciascun cane.
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E ora, passiamo al nostro protagonista.
Il dramma di Grugliasco
Il 18 dicembre 2020 a Grugliasco (Torino), Mariangela Zaffino, di 74 anni, morì a seguito dell’aggressione di cinque CLC che vivevano con lei nell’abitazione della figlia, assente al momento della tragedia.
Ovviamente, da questa storia terribile il Cane Lupo Cecoslovacco è uscito molto male, in termini di fama, complice anche la ormai cronica ignoranza/malafede di molti media.
Tuttavia un singolo episodio, per quanto atroce, non consente di stabilire se una razza sia statisticamente più a rischio rispetto ad altre, anche se la tragedia in questione evidenzia un principio rilevante: la gestione di più soggetti ad alta attivazione in ambiente domestico senza applicare adeguate misure di controllo e separazione può alzare drasticamente il rischio di un attacco, quando si combinano coordinazione di branco, potenza fisica, motivazioni (tutte da capire, nello specifico) e determinazione a fronte di un bersaglio sostanzialmente inerme.
La letteratura scientifica mostra che differenze comportamentali tra razze, misurate con strumenti standardizzati come il C-BARQ, non sono semplici percezioni ma emergono in modo consistente su ampi campioni (Duffy, Hsu, Serpell, 2008). Studi che integrano dati comportamentali e genetici indicano inoltre che molte differenze tra razze presentano una componente ereditaria misurabile (MacLean et al., 2019).
Sul piano della genetica comportamentale, più lavori suggeriscono che tratti legati a paura e aggressività hanno un’architettura complessa, influenzata da molte varianti genetiche a effetto cumulativo, più che da singoli “geni del comportamento” (Zapata et al., 2016; Mahmoodi et al., 2024).
In questo quadro, il Cane Lupo Cecoslovacco rappresenta un caso davvero particolare, perché la sua origine selettiva è recente, ben documentata e include un apporto genetico del lupo intenzionale e storicamente identificabile. Oltre che reiterato nel tempo anche a fronte di norme che lo vietano.

Origine e direzione selettiva
La razza nasce nel 1955 nell’allora Cecoslovacchia da un progetto sperimentale coordinato da un militare, Karel Hartl, che prevedeva incroci controllati tra Pastore Tedesco e lupo dei Carpazi. L’obiettivo non era estetico ma operativo: ottenere un cane con maggiore resistenza fisica, maggiore forza, capacità di orientamento spiccata, vigilanza marcata, fiuto superlativo e reattività elevata, mantenendo una sufficiente addestrabilità per impieghi di pattugliamento e sorveglianza.
Ma l’apporto genetico del lupo non poteva non introdurre anche una certa autonomia decisionale, un’elevata sensibilità agli stimoli ambientali e un tasso di neofobia e diffidenza variabile ma quasi sempre presente, per ovvie ragioni.
Il fattore lupo
Certo, tutti cani discendono dal lupo ma la domesticazione, che è iniziata migliaia e migliaia di anni fa, ha profondamente modificato le caratteristiche originarie della specie, creando una sottospecie assai diversificata. La selezione vera e propria ha poi progressivamente favorito, in genere, soggetti più tolleranti verso l’uomo, meno neofobici e più inclini alla cooperazione sociale generalizzata.
Nel Cane Lupo Cecoslovacco, però, la reintroduzione dei geni del lupo ha riscritto inevitabilmente tale percorso di modificazione, ripercorrendolo a ritroso sotto alcuni aspetti.
Lupo Italico e Cane Lupo Cecoslovacco: sai distinguerli?
Nel lupo, la sequenza predatoria è pienamente funzionale, dall’individuazione della preda all’inseguimento, dall’uccisione alla dissezione e poi al consumo; nel cane domestico, le fasi della predazione risultano attenuate e inibite, prima dalla domesticazione e poi dalla selezione, tanto che la sequenza completa si osserva raramente e, in genere, soprattutto se è presente la reale necessità di nutrirsi per non soccombere alla fame, oppure se la preda è molto piccola e non richiede dissezione ma può essere ingoiata con pochi movimenti masticatori o intera.
Nel Cane Lupo Cecoslovacco, invece, la presenza di geni del lupo di apporto recente può contribuire a mantenere statisticamente più rappresentati tratti comportamentali tipici del predatore selvatico quali, appunto, una motivazione predatoria molto meno inibita, diffidenza marcata verso stimoli ambigui o non noti, elevata sensibilità ambientale, forte coesione intra-gruppo.
Ecco perché, in un un contesto ad alta densità di stimoli come può essere quello urbano, per esempio, tali caratteristiche possono tradursi in reazioni di difesa attiva molto rapide o in attivazioni predatorie determinate e veloci in presenza di potenziali “prede” come gatti, cani di piccola taglia eccetera.
Non si tratta, però, di aggressività più accentuata (comportamento che, tra l’altro, non ha alcun legame con i comportamenti di predazione, nonostante l’apparenza possa farlo pensare) ma di soglie di attivazione differenti. Va inoltre considerato che episodi documentati di accoppiamenti illegali tra soggetti di questa razza e lupi, finalizzati ad accentuare caratteristiche fenotipiche molto apprezzate dal pubblico (il lupo “vende”, è noto), introducono variabilità genetica non controllata e possono incrementare reattività, nevrilità, neofobia e relative nonché notevoli difficoltà di gestione.
Dati comparativi e variabilità interna
Uno dei pochi lavori scientifici dedicati al Cane Lupo Cecoslovacco è quello di Sommese et al. (A tale of two countries: behavioural characteristics of Czechoslovakian Wolfdogs, German Shepherds and Labrador Retrievers in Italy and the Czech Republic – Applied Animal Behaviour Science, 2021), che ha utilizzato il questionario validato C-BARQ su un campione complessivo di 1.420 proprietari tra Italia e Repubblica Ceca (291 CLC in Italia e 75 in Repubblica Ceca, a confronto con Pastori Tedeschi e Labrador).
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Il C-BARQ è un questionario standardizzato compilato dai proprietari: descrive comportamenti osservati nella vita quotidiana e non equivale a una valutazione sperimentale o clinica diretta del cane. Nel poster dello studio, gli autori riportano che per molte categorie i punteggi medi del Cane Lupo Cecoslovacco risultano simili a quelli del Pastore Tedesco; inoltre l’aggressività verso le persone, in particolare verso il proprietario, è indicata come bassa in tutte e tre le razze considerate. Gli autori sottolineano anche un’elevata variabilità intra-razza e indicano che, nel complesso, le differenze osservate tra razze sono poche e risultano più legate all’addestramento che ad altri fattori.
Il Cane Lupo Cecoslovacco deriva storicamente dall’incrocio tra Pastore Tedesco e lupo dei Carpazi, seguito da selezione all’interno della nuova popolazione; che in alcune manifestazioni comportamentali il CLC mostri punteggi medi simili al Pastore Tedesco è quindi coerente con la sua storia. Questo non implica sovrapponibilità individuale, ovviamente.
Casistiche cliniche di aggressione
Nel lavoro retrospettivo di Notari et al. (A Retrospective Analysis of Dog–Dog and Dog–Human Cases of Aggression in Northern Italy – Animals, 2020)), che analizza 170 cani inviati a valutazione comportamentale specialistica nel Nord Italia tra il 2016 e il 2018 su segnalazione delle autorità, il Pastore Tedesco è la razza singola più rappresentata nel sottogruppo dei casi di aggressione verso persone (11 su 87, pari al 12,6%) e compare anche nel sottogruppo delle aggressioni verso altri cani (6 su 70, pari all’8,6%).
Nello stesso campione, il Cane Lupo Cecoslovacco è presente con numeri più contenuti: 2 casi su 87 (2,3%) nelle aggressioni verso persone e 1 caso su 70 (1,4%) nelle aggressioni verso altri cani. Lo studio non rileva associazioni statisticamente significative tra gravità del morso e razza.
È essenziale ricordare che si tratta di una casistica clinica selezionata, composta esclusivamente da soggetti già coinvolti in episodi di aggressione e segnalati dalle autorità, e non di un’indagine epidemiologica sulla popolazione canina generale. I dati descrivono quindi la composizione di quel campione specifico, non l’incidenza o il rischio di una razza nella popolazione.
Stime su base SINAC
Nella recente Indagine sul grado di mordacità delle razze canine (Pasqualini / Pasqualini Ruggiero), basata su dati SINAC (Sistema Informativo Nazionale degli Animali da Compagnia)trasmessi al Ministero al 17/07/2025, nel database analizzato risultano registrati 15.542 soggetti di Cane Lupo Cecoslovacco. Nella tabella per razza, al CLC viene attribuito un valore del 9,01% : secondo il modello statistico adottato dagli autori, questa sarebbe la probabilità stimata che un soggetto di quella razza abbia commesso almeno un episodio di aggressione nel periodo considerato.
Non si tratta però di una percentuale calcolata verificando uno per uno tutti i cani registrati ma di una stima ricavata proiettando su tutto il periodo i dati di un campione parziale di episodi. Il 9,01% va quindi letto come indicatore statistico interno allo studio, (poco solido da questo punto di vista, a mio avviso) non come “9 CLC su 100 hanno morso”.
Analizzati insieme, questi tre livelli di evidenza (questionari su popolazione generale, casistiche cliniche selezionate e stime su base SINAC) non delineano un profilo uniformemente “pericoloso” ma mostrano una razza presente anche in episodi clinicamente rilevanti, caratterizzata da elevata variabilità interna e il cui inquadramento dipende in modo sostanziale dal tipo di campione e dalla metodologia utilizzata.
In altre parole, le ricerche disponibili non offrono dati sufficienti per tracciare un profilo realistico e credibile del CLC sotto questo aspetto, nonostante la razza sia tutt’altro che rara in Italia: sono oltre 11.000 i cuccioli iscritti all’Enci dal 2015 al 2024.
Conflittualità intraspecifica e predatorio
La competizione tra conspecifici, in particolare tra adulti dello stesso sesso, può essere significativa nel Cane Lupo Cecoslovacco. Si tratta di dinamiche che appartengono al repertorio sociale del cane ma che possono risultare più accentuate in razze molto vicine al lupo in termini di classificazione neotenica e, nello specifico, anche per recente influenza genetica.
Diverso è il discorso della motivazione predatoria, che non è “aggressività” in senso etologico. La predazione è una sequenza comportamentale attivata da stimoli dinamici come fuga, movimenti rapidi e irregolari eccetera. Non nasce da conflitto né da ostilità e non prevede necessariamente segnali ritualizzati di avvertimento. Nel CLC la sequenza può mantenere una buona integrità funzionale e può attivarsi in modo rapido e silenzioso. Quando il bersaglio è di taglia molto inferiore o fisicamente fragile, la differenza di massa, potenza muscolare e potenza del morso può portare a conseguenze gravi o anche letali.
Selezione contemporanea e prevenzione
Se le differenze comportamentali tra razze presentano una componente ereditaria, la selezione rappresenta uno strumento concreto di prevenzione. Studi olandesi hanno dimostrato che politiche di selezione basate su test comportamentali riducono la prevalenza di tratti legati a paura e aggressività. Ciò rende le scelte allevatoriali particolarmente influenti: selezionare soggetti equilibrati, stabili e gestibili significa incidere realmente sul profilo medio futuro della popolazione, per il CLC così come per qualsiasi altra razza.
Ma, nello specifico, selezionare scrupolosamente gli acquirenti dei cuccioli è altrettanto essenziale, al fine di prevenire problemi di gestione particolarmente gravi dovuti a inesperienza, incoscienza o mancanza di senso di responsabilità.
Il Cane Lupo Cecoslovacco non è un simbolo romantico del mondo selvaggio, come purtroppo molti lo vedono, affascinati dalla sua indiscutibile bellezza: è una razza particolare con una storia selettiva specifica, che include un apporto genetico lupino recente e documentato, e che oltretutto aveva obiettivi in parziale conflitto con la convivenza il più possibile serena nel mondo degli esseri umani.
La selezione originaria, per quanto relativamente lontana nel tempo, contribuisce tuttora a definire un profilo comportamentale caratterizzato da vigilanza elevata, forte selettività sociale, sensibilità ambientale spiccata e motivazione predatoria spesso estremamente forte.
È il ritratto di un cane certamente non facile e del tutto inadatto a chi non lo prenda molto sul serio. E questo, secondo me, vale anche per chi lo alleva, non solo per chi lo sceglie.
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