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Lupo italico e Cane Lupo Cecoslovacco: impariamo a distinguerli?

Caratteristiche morfologiche e comportamentali per evitare inutili allarmismi e tragedie



La tragedia di Aron, Cane Lupo Cecoslovacco ucciso dalla fucilata di un pastore vicino a Roma, ripropone il problema di chi scambia i CLC per veri lupi, spesso filmandoli e diffondendo il video con conseguenti “allarmi” dei sindaci, sciacallaggio di cacciatori e allevatori che invocano immediate uccisioni letteralmente a caso, genitori che temono per la vita dei figli e via delirando.

In effetti, i Cecoslovacchi sono spesso molto simili ai lupi, avendo in sé il Dna di recente immissione del magnifico predatore. Più che cani domestici, sovente sembrano classici ibridi tra Canis lupus familiaris e Canis lupus lupus.

Ecco allora alcuni criteri che potranno servire ai cinofili e a chi ha rispetto per la vita degli animali per distinguere i lupi dai CLC.

Chi odia i lupi a prescindere o li vuole morti per interesse, invece, non ha alcuna motivazione per ridurre gli inutili allarmismi, anzi.

Ecco allora alcuni criteri che potranno servire ai cinofili e a chi ha rispetto per la vita degli animali per distinguere i lupi dai CLC. Chi odia i lupi a prescindere o li vuole morti per interesse, invece, non ha alcuna motivazione per ridurre gli inutili allarmismi, anzi.

(Un ringraziamento a Davide Monselesan per aver segnalato mie imprecisioni nel testo, che ho corretto)

Cominciamo dalle zampe: nel lupo italico è comune una banda scura sugli arti anteriori mentre in genere il CLC ha una colorazione uniforme e chiara lungo tutta la parte frontale degli arti anteriori, ma attualmente la selezione ricerca anche la caratteristica banda scura, quindi il criterio di differenziazione diventa meno efficace.

Osserviamo il mantello: il colore del lupo italico in genere è grigio e beige, con aree più chiare sul ventre. Lungo il suo dorso corre una sorta di banda scura mentre la coda ha sempre la punta nera. Ma dopo la muta, nella stagione calda, il mantello del lupo italico può tendere al rossiccio. La colorazione del CLC, invece, va dal grigio-argento al beige chiaro-grigio, con aree più chiare sul collo e sul petto. È anche frequente una banda chiara a livello della scapola.

Orecchie differenti: le orecchie del lupo appenninico sono erette, ovviamente, ma sono piuttosto corte e leggermente arrotondate mentre quelle del Cane Lupo Cecoslovacco somigliano di più a quelle del Pastore Tedesco, quindi sono più lunghe e appuntite.

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La coda aiuta: la coda del lupo appenninico è relativamente corta, 35-40 cm in media, e termina sempre con una punta nera. Non viene mai portata ripiegata sul dorso. La coda del CLC è più lunga e quando il cane è in azione spesso viene portata alta a “falcetto”. In genere anche il CLC ha la punta della coda nera.

Guardiamolo in faccia: il lupo italico ha una mascherina bianca sul muso che si estende anche fino alle guance, ma ha contorni sfumati e poco definiti ed è generalmente meno sviluppata sotto il collo. Nel Cane Lupo Cecoslovacco, invece, la mascherina si presenta più estesa e con margini ben delineati.

La taglia non aiuta granché: Il lupo italico adulto pesa tra i 25 e i 35 kg in media, con i maschi generalmente più pesanti delle femmine e in alcuni casi in grado di arrivare a 40 kg e più. Il corpo è più lungo che alto. La lunghezza di un esemplare adulto è di circa 110-115 cm, coda esclusa.

L’altezza al garrese va in genere da 50 fino a 70 cm. Per lo standard il CLC non dovrebbe pesare meno di 26 kg ma la maggior parte dei soggetti pesa di più, in particolare i maschi. L’altezza al garrese, sempre per lo standard, va da 60 a 65 cm, ma soggetti più alti non sono rari.

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Andrea Comini

Educatore Cinofilo & Giornalista

Educatore e istruttore cinofilo FISC da oltre vent’anni, consulente comportamentale e giornalista professionista. Studioso di etologia del cane e del lupo, si è formato con maestri internazionali ed è docente in corsi per educatori.

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Andrea Comini

Educatore e istruttore cinofilo fisc da oltre vent'anni, consulente sui problemi comportamentali, si è formato con Carlo Marzoli, Inki Sjosten, David Appleby, Roger Abrantes, Joel Dehasse. Studioso di etologia del cane e del lupo, docente in diversi corsi di formazione per educatori. Giornalista professionista.

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