Sardegna, prima regione italiana a prevedere certificazioni obbligatorie per le professioni del benessere animale
Una proposta di legge depositata il 22 gennaio 2026 in Consiglio Regionale della Sardegna potrebbe cambiare in modo strutturale il modo in cui vengono riconosciute le professioni legate agli animali d’affezione in Italia. La P.L. n. 173 — “Norme per la promozione del turismo pet-friendly e per il benessere degli animali d’affezione” — è stata presentata pubblicamente l’11 marzo 2026 a Cagliari, su iniziativa dei consiglieri Porcu, Cau e Cozzolino.
Se approvata, la Sardegna diventerà la prima regione italiana dotata di una normativa organica che impone la certificazione delle competenze di terza parte — ai sensi del D.Lgs. 13/2013 — per tutte le figure professionali operanti nel settore pet.
Cosa prevede la proposta
Il cuore della P.L. 173 è il superamento dell’autocertificazione come criterio di accesso alle professioni del benessere animale. L’articolo 6, comma 4, esclude esplicitamente attestati di frequenza e titoli rilasciati da enti privi dei requisiti di terzietà. La certificazione dovrà essere rilasciata da organismi indipendenti e accreditati, in conformità al D.Lgs. 13/2013 e alle linee guida regionali (D.G.R. 33/9 del 2015).
L’articolo 2 definisce e riconosce un sistema articolato di figure professionali, tutte soggette all’obbligo di certificazione e all’iscrizione a un apposito Elenco regionale delle professioni del benessere animale. Le categorie coinvolte sono: educatori cinofili, esperti cinofili nell’area comportamentale, operatori di canile e gattile, operatori di accoglienza turistica pet-friendly, toelettatori e operatori di pet sitting.
Il contesto normativo nazionale
L’Italia non dispone attualmente di una normativa nazionale organica sulle professioni cinofili e del benessere animale. Il settore è caratterizzato da una frammentazione significativa: corsi, attestati e titoli di varia natura coesistono senza un sistema di riconoscimento uniforme e verificabile. La proposta sarda si inserisce in questo vuoto con un approccio basato su standard misurabili, mutuati dal sistema nazionale di certificazione delle competenze già previsto dal decreto legislativo del 2013.
L’obiettivo dichiarato nella proposta è costruire un modello replicabile a livello nazionale, utilizzando la condizione insulare della Sardegna — che consente una sperimentazione normativa più circoscritta e controllabile — come laboratorio per un eventuale standard italiano.
Il punto di vista di Dogsportal
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La proposta sarda merita attenzione non per il contesto regionale in cui nasce, ma per la domanda che pone a tutto il settore: chi può dirsi davvero competente nella gestione, nell’educazione e nella cura dei cani e degli altri animali d’affezione?
Oggi chiunque può aprire un’attività di pet sitting, proporsi come educatore cinofilo o gestire una struttura di accoglienza senza dover dimostrare nulla a nessuno. Questo non è solo un problema per i professionisti seri, che operano in un mercato opaco dove la qualità non è distinguibile dalla mediocrità: è un problema per i cani e per i loro proprietari, che affidano i propri animali a figure delle quali non possono verificare la preparazione reale.
Che la risposta sia esattamente questa proposta di legge è tutto da vedere — l’iter è lungo e i dettagli applicativi conteranno molto. Ma la direzione — certificazioni verificabili, terzietà, elenchi pubblici — è quella giusta. Speriamo che altre regioni, e prima o poi il legislatore nazionale, sappiano raccogliere il segnale.
Fonte
Proposta di Legge n. 173 — “Norme per la promozione del turismo pet-friendly e per il benessere degli animali d’affezione” — depositata il 22 gennaio 2026 in Consiglio Regionale della Sardegna.
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