Morandi, otto anni dopo: la memoria dei cani da soccorso
Genova si ferma alle 11.36 per l’ottavo anniversario del crollo. Tra le 43 vittime e i soccorritori, una parte di quella storia riguarda i binomi cinofili che scesero nel greto del Polcevera.
Alle 11.36 del 14 agosto 2018 il viadotto Polcevera cedeva sotto la pioggia, portando via quarantatré vite. Otto anni dopo Genova torna a fermarsi alla stessa ora, e lo fa per la prima volta dopo la sentenza di primo grado arrivata il 16 luglio, un passaggio che segna una tappa nel percorso giudiziario senza chiudere nulla di quello che le famiglie continuano a chiedere.
Il programma di oggi si apre nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa, dove l’arcivescovo di Genova monsignor Marco Tasca celebra la messa in suffragio delle vittime alla presenza della sindaca Silvia Salis. Alle 10.15 è previsto l’arrivo dei parenti e delle autorità alla Radura della Memoria, in via Fillak, sotto il nuovo ponte San Giorgio; alle 10.45 comincia la cerimonia, con la deposizione delle corone e gli interventi istituzionali. Alle 11.36 il minuto di silenzio, seguito dal suono delle campane in tutta la città. Nelle due ore precedenti Amt diffonde musiche nelle stazioni della metropolitana, un invito silenzioso a raggiungere la Radura per partecipare.
Dentro quella cronaca, dal 2018 a oggi, corre anche una storia che su Dogsportal abbiamo raccontato più volte, perché riguarda da vicino il lavoro cinofilo operativo e le persone che lo fanno.
Il nome che la memoria collettiva ha trattenuto è quello di Night Spirit, pastore australiano in forza alla sezione cinofila della Questura di Genova, tra i primi ad arrivare sul luogo del crollo insieme all’ispettrice Laura Bisio e all’agente Francesco Piliego. Fu lui a individuare tre donne intrappolate tra le macerie; venne poi calato nel letto del fiume con un’imbragatura di fortuna, per proseguire in un’area troppo instabile per l’intervento umano, e pur ferendosi le zampe su vetri e detriti individuò altri tre sopravvissuti. Come scrivemmo alla sua morte, il 26 giugno 2025, quei risultati non sono episodi fortuiti, ma l’esito di un binomio addestrato a intervenire in scenari complessi e ad alto rischio, dove la competenza tecnica e la sintonia con il conduttore fanno la differenza. [LINK articolo: https://www.dogsportal.it/morto-night-spirit-il-cane-poliziotto-simbolo-del-ponte-morandi/ — anchor: “come scrivemmo alla sua morte”]
C’è poi la parte che quasi nessuno racconta, quella che riguarda chi il collare non lo indossa. Francesco Piliego, oggi fondatore di K9 Secure e voce riconosciuta della detection operativa italiana, quella mattina doveva salire sul ponte per raggiungere altri colleghi all’aeroporto; per abitudine sbagliò bivio e prese lo svincolo di Bolzaneto, e su quel dettaglio minimo ha costruito il senso di tutto ciò che è venuto dopo, definendolo l’inizio della sua seconda possibilità. Ha impiegato sette anni prima di trovare il modo di raccontarlo, e quando lo ha fatto ha parlato tanto delle ore sul greto quanto della crisi personale arrivata più tardi. È un aspetto che nella cinofilia operativa resta spesso ai margini: il carico psicologico non è solo del binomio in azione, è di chi torna a casa quando l’emergenza è finita. [LINK articolo: https://www.dogsportal.it/francesco-piliego-racconta-il-crollo-del-ponte-morandi/ — anchor: “trovato il modo di raccontarlo”]
Night Spirit non era solo. Sotto il ponte lavorarono le unità cinofile dei Vigili del fuoco e delle altre forze, e negli ultimi due anni l’elenco di quei soccorritori si è assottigliato: Allyson se n’è andata a giugno, Zoe a luglio, e prima ancora Wendy e Canada. Ogni volta la notizia è passata quasi in silenzio, con la formula del “cane eroe” che semplifica e consuma, quando invece si tratta di carriere lunghe fatte di addestramento continuo, ricerche di persone scomparse, congedi e vecchiaia da gestire con la stessa serietà del servizio attivo. Sul tema della pensione degli animali impiegati dalle forze di polizia, non a caso, l’appello a un riconoscimento strutturato è partito proprio dalla Liguria.
La memoria, in questi anni, ha trovato una casa anche a Camogli. Il Premio Internazionale Fedeltà del Cane di San Rocco, nato nel 1962 e organizzato dall’Associazione per la Valorizzazione Turistica di San Rocco, ha premiato nel 2019 gli angeli del soccorso intervenuti al Morandi e nel 2025 ha dedicato un tributo postumo a Night Spirit. La sessantacinquesima edizione, in programma domenica 16 agosto, riporta sul palco quelle stesse storie con le menzioni speciali a Maya, Ombra e Zoe. Due giorni dopo la Radura, la stessa Liguria che ricorda le vittime ricorda anche chi le cercò. [LINK articolo: https://www.dogsportal.it/i-cani-operativi-a-genova-premiati-per-la-fedelta/ — anchor: “ha premiato nel 2019 gli angeli del soccorso”] [LINK articolo: https://www.dogsportal.it/un-premio-a-night-spirit-premiato-il-cane-poliziotto-del-ponte-morandi-e-la-sua-conduttrice/ — anchor: “un tributo postumo a Night Spirit”]
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Il punto di Dogsportal
Le quarantatré vittime vengono prima di tutto, e nessuna storia cinofila può occupare quello spazio. Quello che possiamo fare, dal nostro punto di osservazione, è evitare che il lavoro svolto tra quelle macerie venga archiviato come eroismo istintivo. Un animale non “sente” i sopravvissuti perché è affezionato agli esseri umani: li trova perché qualcuno lo ha preparato per anni, perché esiste una filiera addestrativa, perché quel binomio ha superato prove che nessuno vede. Otto anni dopo, la domanda che resta aperta non riguarda solo la sicurezza delle infrastrutture, riguarda anche gli standard, la formazione e le tutele di chi interviene quando le infrastrutture cedono, con due zampe o con quattro. Su questo, in Italia, c’è ancora molto da scrivere.
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