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Hoopers al Petsfestival di Cremona con la Nazionale italiana

Questo fine settimana, sabato 17 e domenica 18 ottobre, la Fiera di Cremona ospita il Petsfestival e, all’interno della manifestazione, una competizione internazionale di Hoopers alla quale partecipa anche la Nazionale italiana, guidata dal commissario tecnico Alfonso Sabbatini, presidente di CIS, Cinofilia Italiana Sportiva Libertas. Abbiamo parlato con lui della gara, del regolamento che la sua realtà ha scelto di adottare e di un aspetto che, da oggi, per noi viene prima di tutto il resto: come si tutela il benessere del cane quando si scende in campo.

Uno sport che si gioca a distanza

Chi non conosce l’Hoopers tende a immaginarlo come una variante dell’Agility, e il paragone regge solo in superficie. Il cane affronta un percorso fatto di hoop, tunnel e altri elementi di navigazione, ma il conduttore non lo accompagna correndogli accanto: resta in un’area prestabilita e lo guida a distanza con la voce, la postura, i gesti e il tempismo delle indicazioni. La velocità conta, certo, però il risultato dipende soprattutto da quanto il binomio ha saputo costruire un linguaggio comune, nel quale ogni segnale è comprensibile e arriva nel momento giusto.

È una caratteristica che rende la disciplina interessante anche per chi la guarda per la prima volta, perché si vede a occhio nudo quanto lavoro di relazione ci sia dietro un percorso pulito.

Due giornate di gara con giudici internazionali

A Cremona il programma prevede prove individuali e a squadre, nelle categorie Small e Large e nei livelli previsti dalla manifestazione, con giudici internazionali chiamati a valutare i binomi. Per la Nazionale italiana è un palcoscenico importante, sia per il confronto tecnico con atleti provenienti da realtà diverse sia per la visibilità che una fiera di queste dimensioni garantisce. Il Petsfestival, infatti, richiama un pubblico molto ampio, che arriva per le esposizioni canine, il mondo felino, l’acquariologia, gli uccelli e i rapaci, oltre a dimostrazioni, laboratori e attività per le famiglie; portare l’Hoopers davanti a queste persone significa far conoscere la disciplina a chi probabilmente non ne ha mai sentito parlare e mostrare il lavoro che si fa ogni giorno nei centri cinofili.

Il regolamento e il modello del WHOC

Sabbatini su un punto è molto netto: l’Hoopers non è un’Agility evoluta, ma uno sport con una propria identità, regole tecniche e modalità di comunicazione completamente differenti. Il regolamento adottato da CIS guarda al panorama internazionale e in particolare ai principi del WHOC, il World Hoopers Open Championship, il campionato mondiale che oggi rappresenta il riferimento tecnico della disciplina.

Il cuore di questa impostazione è la navigazione. La difficoltà di un percorso non va cercata nella quantità di ostacoli che il cane deve imparare a discriminare, ma nelle scelte di linea, nei cambi di direzione e nei tecnicismi a distanza, cioè in tutto ciò che mette alla prova la comprensione reciproca. «Non vogliamo trasformare il percorso in una giungla di ostacoli», spiega Sabbatini; l’obiettivo è un Hoopers riconoscibile, nel quale la complessità nasce dalla qualità della comunicazione e non dalla confusione.

È una filosofia che sta trovando consenso: il WHOC coinvolge oggi 16 Paesi e circa 250 cani con i loro conduttori, e la prossima edizione si disputerà proprio in Italia, dall’1 al 5 settembre 2027, al Centro Ippico Le Ginestre, in provincia di Milano. Sarà l’occasione per accogliere binomi da tutto il mondo e per far crescere ulteriormente la disciplina nel nostro Paese.

Alfonso Sabbatini – Presidente CIS

Codice deontologico e benessere del cane

Dal 14 ottobre 2026, ogni volta che racconteremo una gara o un evento sportivo ci sarà uno spazio dedicato al codice deontologico dell’organizzazione e a come intende far rispettare il benessere del cane. È una scelta che abbiamo sempre fatto dietro le quinte, e che ora abbiamo trasformato in una procedura più stringente e uguale per tutti: un evento trova posto su Dogsportal solo se chi lo organizza ci spiega con chiarezza quali regole si è dato e come le applica.

Per CIS, racconta Sabbatini, l’aspetto deontologico pesa quanto quello regolamentare. Il benessere psicofisico del cane deve venire sempre prima del risultato sportivo, e da questo discendono alcuni principi che l’ente considera irrinunciabili: il rispetto dei tempi di apprendimento, delle capacità individuali e dello stato emotivo di ciascun cane; il rifiuto di qualsiasi forma di coercizione, di maltrattamento fisico o verbale, di pressione ingiustificata. Il cane, in questa visione, non è uno strumento per ottenere una prestazione ma un compagno sportivo con cui costruire una relazione fondata su fiducia, comprensione e collaborazione, e allenamento e gara devono permettergli di esprimersi in sicurezza, senza stress evitabile e senza richieste che vadano oltre la sua preparazione.

C’è un passaggio che ci ha colpito più degli altri. La qualità di una prestazione, sostiene Sabbatini, non si misura soltanto con il cronometro o con la correttezza dell’esecuzione, ma anche con la serenità del binomio, con la chiarezza della comunicazione e con la capacità del conduttore di assumersi la responsabilità delle proprie scelte. «Il benessere del cane non è un elemento accessorio, ma il fondamento di ogni attività», conclude.

Sono parole che condividiamo e che, proprio per questo, ci piacerebbe vedere tradotte in pratica su ogni campo di gara, a Cremona come altrove. Lo sport cinofilo cresce davvero quando il pubblico che si avvicina per la prima volta vede cani sereni e conduttori che sanno fermarsi, prima ancora di vedere tempi record. Se passate dalla Fiera di Cremona in questi due giorni, fermatevi a guardare qualche percorso di Hoopers: è un buon modo per capire quanto possa essere raffinata la collaborazione tra un cane e il suo umano di riferimento.

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