Obedience: come premio il mio cane?

Quando siamo in campo, nella fase di pianificazione del lavoro, una delle prime cose da valutare è come premiare il cane.

Sembra banale ma non lo è per nulla.

Per capirlo dobbiamo fare un po’ di chiarezza su ciò che intendiamo con premio.

Quello che noi chiamiamo premio, in gergo, è un rinforzo, e, per definizione, s’intende rinforzo tutto ciò che aumenta la probabilità che il cane riproponga il comportamento.

Tradotto in parole povere

il rinforzo dev’essere qualcosa che il cane vuole, e nel momento in cui scopre che, eseguendo un determinato comportamento, lo otterrà, allora sarà motivato a riproporre sempre più spesso quel comportamento per ottenere l’oggetto del desiderio.

Ora, i rinforzi base che si usano in campo sono solitamente di tre tipi: cibo, gioco e sociale (e non propriamente in questo odine). 

Oltre a questi, in realtà, dobbiamo considerare anche tutte quelle attività che il cane ama fare, dal buttarsi nella neve, in un torrente, correre in mezzo alle foglie, trasportare un tronco in mezzo al bosco (ditemi che a voi non è mai successo…), giocare con noi…Anche perché questa disciplina possiamo (e dovremo) lavorarla ovunque e in situazioni differenti e ci dà la possibilità di gratificare il nostro cane in modi diversi e variabili.

Quando inizio a lavorare con il mio cane devo già sapere cosa gli piace, e quali sono le sue preferenze. Ovvero: ci sono cani che farebbero capriole per un bocconcino, ma non sono motivati da gioco. Altri che adorano il contatto sociale ma non amano il cibo. Oppure ci sono cani che apprezzano tutte e tre, e allora dobbiamo essere bravi a chiederci: con che preferenza?

Perché se è vero che la mia Border ama il cibo, davanti a una corda o ad una pallina rinuncia al boccone. Ebbene sì anche loro hanno delle preferenze e non solo tra questi tre ma anche, ad esempio, tra cibo e cibo o gioco e gioco.

Perché è importante saperlo?

Innanzitutto perché devo premiare il cane in lavoro con qualcosa per lui molto motivante, e poi perché a seconda dell’esercizio o del lavoro che sto facendo dovrò scegliere il rinforzo adeguato.

Ci sono delle regole generali che possiamo comunque seguire quando dobbiamo scegliere il premio:

  1. Quando insegno al cane un comportamento nuovo o un nuovo movimento uso cibo: questo perché con il cibo il cane riesce a rimanere più calmo e concentrato per comprendere cosa gli stiamo chiedendo.
  2. Quando voglio creare motivazione e spinta, come ad esempio nei richiami o nei riporti, allora posso usare gioco
  3. Quando i cane conosce già un comportamento ma voglio aumentare la sua motivazione o la sua velocità ad eseguirlo uso gioco.
  4. Quando lavoro esercizi in cui deve rimanere concentrato e andare calmo allora uso cibo.
  5. Quando il cane conosce già gli esercizi passo a usare solo il rinforzo sociale sugli esercizi che ama di più 
  6. Quando il comportamento è appreso rinforzerò in modo variabile, una volta con uno e una volta con l’altro a random.
  7. Quando un esercizio è appreso posso inserire stimoli anche più forti (come palline e giochi) su lavori di concentrazione, quello che si chiama anche overtraining
  8. E, regola fondamentale, il momento del rinforzo prevede sempre prima il sociale (il nostro “bravo” è già un esempio di rinforzo sociale) e poi tutto il resto.

Tengo molto a quest’ultimo punto.

E’ fondamentale che nel lavoro si crei la motivazione del cane nell’eseguire l’esercizio non solo perché verrà gratificato con un premio, ma perché trova gioia a farlo per noi e con noi. La nostra gratificazione sociale dovrà essere sempre presente perché

l’obedience è prima di tutto rapporto e collaborazione

e, vedendola ai fini sportivi, perché in una competizione sarà l’unico strumento che avremo a disposizione in campo durante tutta la prova.

Come rinforzare socialmente dipenderà molto dal soggetto:

il concetto nella scelta dei metodi e dei rinforzi sarà sempre quello di valutare cosa gratifica e allo stesso tempo cosa fa si che il cane mantenga attenzione e costanza nel lavoro, perché bisogna sempre ricordarsi che alla fine di un esercizio corrisponde sempre l’inizio di un altro. 

Ci sono cani che vanno spronati e incitati e, per loro, la nostra euforia può essere molto stimolante. Ma ce ne sono anche molti che hanno così tante energie e nevrilita’ che hanno bisogno di essere mantenuti calmi e concentrati e a cui , troppa foga nel premiare, causerebbe iperattività o abbai che in obedience sono sempre penalizzati.

Pensando a tutto questo ci si rende conto di quanto questa disciplina ci permetta di studiare e conoscere a fondo il nostro cane e quanto sia importante curare non solo la tecnica per eseguire il singolo esercizio, ma soprattutto ogni dettaglio di tutto ciò che gli ruota intorno.

Alessandra Vacchiero

Il mio nome è Alessandra Vacchiero, istruttore cinofilo. La passione per il cane è nata con me, insieme a quella per molti altri animali, con cui ho vissuto, lavorato e condiviso la mia vita. Sono entrata in cinofilia nel 2001 attraverso il mondo delle Expo, finché un giorno di febbraio del 2006, mentre osservavo la mia cucciolona di sette mesi giocare con me, mi dissi “questo cane può fare moltissime cose….” E così cominciarono le lezioni in campo, le discipline, gli stage e chi più ne ha più ne metta. Ma tra tutte le esperienze che abbiamo fatto c’è stata un’unica vera grande scintilla che ha segnato tutto il percorso: era nata senza accorgersene la mia immensa passione per l’obedience. E così pratico Obedience da 12 anni, ho preparato e portato tre miei cani fino alla classe più alta. Gare, stage e allenamenti in giro per l’Italia mi hanno dato un bagaglio di conoscenze ed esperienze che oggi vorrei condividere con voi per far conoscere a più persone possibili questa meravigliosa disciplina. “

Alessandra Vacchiero
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