Akela e Matteo: una vita nel bosco cercando tartufi

Le storie raccontate in prima persona, sono le storie che amiamo di più essendo Dogsporta.it un blog, un blog cinofilo…

Ecco la storia di Akela e Matteo, una vita passata nella natura anche grazie ad una particolare abilità: la ricerca del tartufo

Certe volte arrivano dei consigli che potrebbero passare inosservati e invece ti cambiano la vita.

Mi chiamo Matteo e vivo in una casetta nel bosco, dove coltivo la terra nell’ottica di autoprodurre il cibo che consumo e dove svolgo tutte quei lavori che la vita rurale richiede.

Ho la fortuna di vivere con i cani da quando ho memoria, una convivenza che mi ha portato a comprendere inconsciamente il linguaggio di questi splendidi animali garantendomi possibilità comunicative non indifferenti. 

Così quando il mio anziano amico Luigi mi ha consigliato di insegnare ad Akela – una cucciola nata a poche decine di metri da casa mia – la ricerca del tartufo, non ho affatto sottovalutato l’importanza di questo suggerimento.

Più di 30 anni fa Luigi aveva un cagnolino che aveva provato ad addestrare con risultati discreti ma per una serie di sfortunati eventi il cucciolo era ahimè finito sotto una macchina.

All’epoca vivevo con la mia adorata Sissi, un pastore tedesco di età avanzata a cui volevo affiancare una cucciola che imparasse da lei un po’ di educazione. Volevo, in effetti, che un poco di Sissi continuasse in una nuova vita ed è in questa situazione che Akela ha fatto la sua comparsa.

Avevo 24 anni e non avevo mai visto un tartufo, tanto meno insegnato ad un cane un particolare tipo di ricerca olfattiva, ma avevo la fortuna di comprendere molto bene gli stati d’animo – al pari dei bisogni e delle reazioni – di queste creature, contando quindi su un ottimo livello di comunicazione.

Inoltre non v’era nulla da perdere: tartufi o non tartufi io ed Akela ci eravamo scelti durante le innumerevoli visite alla cucciolata e avendo io l’abitudine di girovagare in solitaria per i boschi anche per settimane, rinvenire qualche sporadico tartufo non poteva che farmi comodo.

Da completo ignorante, dopo aver rimediato da uno strambo signore due piccoli tartufi, ho cominciato a farli conoscere ad Akela nei soli modi che ritenevo possibili: il gioco e l’amore.

Nascondendo il tartufo qua e là, permettendo che la cucciola lo trovasse, mi sono da subito reso conto che la piccolina non solo sapeva il fatto suo, ma era davvero eccezionale.

Nell’arco di poche settimane è stata in grado di rinvenire tutti i tartufi che le nascondevo, permettendomi di vedere il sogno prendere forma.

Akela aveva fatto la sua parte, ora ero io che dovevo formarmi come tartufaio: capire la biologia di questo misterioso fungo, studiare l’habitat e la sua stagionalità.

Eh già, perchè come in tutte le discipline, la prova del nove non può che farsi sul campo, in questo caso in natura: era essenziale per la buona riuscita dell’addestramento portare Akela a raccogliere tartufi  spontanei, che non avevo nascosto io e che non avevano dunque la minima traccia del mio odore.

Ho capito che dovevo cercare sotto particolari tipi di piante, essendo il tartufo un organismo che cresce in simbiosi con gli alberi, e una volta identificate delle potenziali zone di raccolta mi sono avvalso dell’aiuto degli abitanti di quei luoghi per capire se effettivamente dei tartufai frequentassero quei posti.

E – credo fosse la centesima persona a cui chiedevo – un giorno ho ricevuto una risposta affermativa: in quel boschetto di noccioli un anziano signore passeggiava sempre, con fare sospetto, assieme al suo cagnolino.

Non potete immaginare la gioia nel momento in cui, entrato in quella macchia, Akela (che all’epoca aveva poco meno di 3 mesi) ha iniziato a comportarsi esattamente come faceva durante l’addestramento: naso a terra e tanta euforia nel sentire quel particolare odore che le avevo insegnato essere positivo e benevolo.

Così ho cavato il mio primo tartufo, non più grande di un arachide, ma abbastanza da rendermi incredulo e ancor più determinato.

Grazie a quel ritrovamento ho potuto continuare l’addestramento e nelle vicinanze di quei noccioli ho trovato nuovi punti di raccolta, permettendo ad Akela di diventare una vera campionessa e a me di diventare un vero tartufaio.

Oggi sono passati 8 anni dall’inizio dell’avventura e ho maturato una certa esperienza nella ricerca del tartufo: ho educato molti cani, sviluppando un particolare metodo e arrivando a scrivere persino un libro a riguardo.

Tra questi nuovi cacciatori di tartufi ci sono anche Anubi e Castagna, le due cucciole di Akela che hanno appreso quest’arte, davvero gratificante per loro, all’insegna del divertimento.

Oggi Akela, che non è certo discendente da dinastie di cani da tartufo, può senza falsa modestia definirsi la meticcia da tartufi più famosa del web, grazie anche all’interesse di importanti giornali e persino della televisione, dal momento che Rai 2 le ha dedicato un piccolo documentario.

Insomma, quando un sogno incontra la giusta determinazione aspettatevi risultati ben oltre ogni aspettativa!

Dogsportal Redazione

Il portale italiano su cani, sport & società. info@dogsportal.it

Dogsportal Redazione
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: