Intervista a Marco Chiaro, obiettivi e sogni sugli sport cinofili.

intervista a  Marco Chiaro responsabile di Rally-obedience FISC

-come hai conosciuto la rally

Come tanti, dal compianto Carlo Marzoli, il papà della rally-o in Italia, spinto in questo dalla allora mia istruttrice Valeria Zurletti, del Centro Cinofilo Canavesano. Nel centro cinofilo di Carlo, Le nuvole Rosse, a Pandino ho fatto le prime gare, ho seguito i corsi per diventare istruttore, e da lui e dalla moglie Anna Congiu ho imparato le regole di questa disciplina, ma soprattutto ho cercato di fare mio lo spirito che la contraddistingue.

– da quanto sei responsabile del settore in fisc?

Dalla fine del 2013, quando proprio Carlo e Anna, e il presidente della FISC Piero Acquaro, mi diedero fiducia affidandomi questo compito.

– sta cambiando col tempo?

Da quando ne sono diventato responsabile in FISC ho cercato di darle una caratteristica ben precisa: si richiede una precisione degli esercizi minore rispetto alla rally-o praticata da altri enti, ma i nostri percorsi sono più vari e fantasiosi, sempre rimanendo, ovviamente, nell’ambito di quanto previsto dal regolamento. Ciò rende tendenzialmente il percorso più divertente. Inoltre il numero dei praticanti è cresciuto in modo esponenziale, la diffusione si è estesa sul territorio nazionale, e il numero delle gare del campionato è passato dai 25 appuntamenti del mio primo anno di mandato ai quasi 80 di quest’anno

– che programmi hai per la rally nel prossimo futuro?

La crescita della disciplina che citavo prima rappresenta sicuramente un aspetto positivo, ma comporta contemporaneamente il rischio di indirizzarla verso un aspetto più “agonistico e di snaturarne quindi lo spirito. Il mio primo obiettivo è quindi quello di mantenere inalterata la filosofia della rally-o, continuando la formazione dei tecnici istruttori; tale formazione ha lo scopo non solo di dare competenza tecnica ma soprattutto di insegnare ai futuri istruttori a trasmettere la giusta mentalità nella pratica della rally-o. E numerosi sono i corsi in programma il prossimo anno.

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La rally-o è stata inserita nel nuovo progetto FISC, il Grand Prix FISC, di cui sono il referente: si tratta di un campionato interdisciplinare, al quale partecipano automaticamente i binomi che gareggiano in più discipline cinofile.

Sicuramente continueremo nell’opera di diffusione della nostra disciplina, e nel numero di binomi partecipanti, e nel numero di club coinvolti, e nella estensione territoriale. Si è concluso da poco un corso istruttori a Catanzaro, e un obiettivo importante è quello di diffondere la rally-o anche nel sud Italia.

– a chi consiglieresti questa disciplina?

A tutti, e non è solo un modo dire, è proprio quello che in realtà già succede: è praticata da binomi che magari si cimentano in altre discipline cinofile e si sono appassionati anche alla nostra; da altri i cui cani, per ragioni di età o di salute, hanno dovuto abbandonare le attività fisicamente più impegnative che praticavano precedentemente; da altri ancora i cui cani hanno disabilità fisiche (sordità, cecità, amputazioni) che non impediscono però la pratica di una attività come la rally-o; da binomi che, appena terminato il loro percorso di educazione di base si cimentano per la prima volta una disciplina cinofila. E’ frequente incontrare sui campi di gara cani di ogni tipo: dai giganti alano e san Bernardo ai minuscoli yorkshire e pinscher.

– quale dovrebbe essere lo spirito di chi si avvicina a questo sport?

Quello di avere l’obiettivo di fare qualcosa insieme al proprio cane che diverta entrambi: fare attività con il nostro cane, praticare con lui una disciplina sportiva, deve avere lo scopo finale di farci divertire insieme; tutto questo non porterà altro che una crescita della relazione fra il conduttore e il cane, facilitando la vita quotidiana. La performance sportiva e iI risultato in gara saranno una conseguenza, e non l’obiettivo. Sul campo, in allenamento e in gara, ci dovrà sempre essere il sorriso e il rispetto e l’attenzione verso i bisogni e gli eventuali problemi del cane. Il mio sogno, forse utopistico, è che questo spirito, questo modo di fare tipico della rally-o, possa essere un esempio per tutte le altre discipline cinofile sportive.

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