Botti di capodanno e cani: inutile ogni rimedio last minute

Botti di capodanno e cani?

Nota della redazione: il rumore forte come quello dei botti, non è un problema soltanto natalizio, immaginiamo le feste patronali, il carnevale, ferragosto… ma è nei giorni prima di capodanno che si sente il bisogno imminente di fare qualcosa per il nostro cane, purtroppo a quel punto è un po’ tardi.

I cani e la paura dei botti e fuochi d’artificio

La paura dei fuochi d’artificio è un problema piuttosto diffuso che preoccupa i proprietari soprattutto per la difficoltà nel riportare il proprio cane a uno stato di calma, affinché la situazione sia nuovamente gestibile.

Paura da non sottovalutare

Spesso quella associata ai botti non è una semplice paura ma una vera e propria fobia che può far perdere al cane qualunque capacità di ragionamento, portandolo quindi a compiere azioni potenzialmente dannose per sé stesso (come la fuga dal cortile, tentare di scavalcare recinzioni, nascondersi in spazi eccessivamente piccoli).

I problemi relativi ai botti possono essere causati da traumi collegati al rumore in questione, subiti durante i primi mesi di vita, ma possono manifestarsi in età più avanzata anche per il motivo opposto, ovvero la mancata esperienza dello stimolo. 

Cosa si può fare?

I metodi di intervento più efficaci per porre rimedio a una situazione di paura rispetto al rumore dei fuochi d’artificio sono quelli che prevedono l’utilizzo della desensibilizzazione associata al controcondizionamento.

Questi due termini stanno a indicare un processo in cui viene alzata la soglia di risposta a uno stimolo e contemporaneamente viene modificata la risposta del cane nel momento in cui lo percepisce.

La desensibilizzazione e il controcondizionamento

consiste nel sottoporre il cane allo stimolo problematico, a un’intensità abbastanza bassa (volume o distanza) da non scatenare la reazione di paura.

Una volta cessato il suono, vista la bassissima intensità, il cane sarà in uno stato di calma o disinteresse rispetto allo stimolo. Si proseguirà quindi premiando il cane.

Questo permetterà di creare una nuova associazione tra il rumore, uno stato di quiete e l’emozione positiva causata dal premio.

Avanzando per gradi sarà possibile sottoporre il cane a uno stimolo sempre più intenso, premiando il suo disinteresse verso il rumore e l’attenzione verso di noi.

Anche se l’obiettivo “da laboratorio” del controcondizionamento è quello di creare una risposta opposta a quella preesistente, saranno pochi i casi in cui il cane proverà effettivamente piacere nel sentire l’esplosione (principalmente per problemi legati alle tempistiche del premio e a eventuali ricadute, successive a suoni eccessivamente forti sottoposti, volontariamente o meno, prima che il soggetto sia del tutto pronto), ma si potrà ambire ad avere un cane che successivamente al rumore, invece di scappare terrorizzato, rivolga la propria attenzione verso i proprietari, disinteressandosi all’evento e concentrandosi su quello che gli faremo fare noi.

Cosa non fare per proteggere il tuo cane dai botti?

  • Non ignorare il problema. Questo potrebbe funzionare con cani abbastanza sicuri che reagiscono allo stimolo con un misto tra timore e curiosità, e che nell’incertezza rivolgono la propria attenzione al proprietario. In questo caso non farsi vedere interessati all’accaduto potrà aiutare a non dare importanza a quel determinato stimolo. Ma in presenza di un problema, di una paura già conclamata, non si potranno ottenere grandi risultati dall’ignorare il rumore.
  • Non lasciare il cane da solo in giardino quando si presenta la possibilità che scoppino fuochi d’artificio.
  • Non enfatizzare il problema. Essere particolarmente protettivi e compassionevoli verso il cane che dimostra paura potrebbe confermare la sua preoccupazione.
  • Non punire il cane. Può sembrare ovvio, ma a volte la frustrazione per la difficoltà nella risoluzione di un problema può far pensare che la via più veloce possa essere quella punitiva.
  • Non presentare mai il premio in concomitanza con l’evento stressante. Il cane potrebbe collegare gli episodi in modo superstizioso arrivando alla conclusione che ogni volta che compare il premio, c’è un rumore. Di conseguenza finirebbe per temere il premio.
  • Tentare di non associare delle routine al rumore che causa il problema. Come già detto, il cane potrebbe associare eventi precedenti o successivi al rumore allo stato di paura.
  • Non fare prove con il cane durante la fase di desensibilizzazione. Il processo che fa sì che il cane si abitui a un determinato rumore è basato sulla somministrazione progressiva dello stimolo, e sull’aumento di quest’ultimo solo nel momento in cui il livello precedente non crei più problemi. Provare a sottoporre un rumore di intensità molto maggiore porterebbe a vanificare il lavoro svolto, riportando il cane a un livello di paura molto più elevato.
  • per quanto possibile, se il cane si spaventa fuori casa, non rientrare con l’animale in una situazione di disagio poiché potrebbe pensare di aver trovato una via di fuga al rumore, rintanandosi in casa.

Cosa fare per proteggere il tuo cane dai botti?

  • Essere presenti e rassicuranti. Come si è detto, non essere iperprotettivi ed eccessivamente compassionevoli, ma dare sicurezza al cane che cerca un nostro appoggio.
  • Procedere per gradi.
  • Affidarsi a un esperto con il dovuto anticipo
  • Tentare di rassicurare il cane e non concludere la sessione di lavoro rientrando a casa o mettendo il cane in macchina mentre è ancora in uno stato di agitazione.
  • Premiare lo stato di calma del cane.
  • Se possibile, abituare fin da cuccioli i cani a quel tipo di suoni.

Cercate un bravo educatore cinofilo della vostra zona e iniziate a risolvere il problema! Ora forse è già tardi!

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