Notizie e approfondimenti sul lupo

Cosa accade a un branco di lupi quando muore un capofamiglia?

Un branco di lupi è una delle strutture sociali più affascinanti in assoluto ed è la migliore dimostrazione di quanto evoluto sia questo canide selvatico in termini di capacità di coesistere in armonia, a tutto vantaggio del benessere collettivo e, in ultima analisi, della perpetuazione della specie, fine ultimo e supremo dell’Evoluzione.

Ma come nasce un branco?

Una coppia per la vita

Le prime origini di qualsiasi branco di lupi vanno ricondotte alla formazione di una coppia maschio e femmina, individui solitari in età riproduttiva (in media, dai 2 anni di età in poi) che si incontrano e possono decidere di unirsi per procreare, formando un’entità monogama sorprendentemente coesa che dura fino alla morte di uno dei due membri: “per sempre” è un concetto che appartiene molto di più ai lupi che a noi, per quanto riguarda la sfera affettiva.

La prima cucciolata nata da questa unione rappresenta l’embrione del futuro branco e, se le cose andranno per il verso giusto, con un tasso di mortalità non superiore allo standard che in genere è pari al 40-60% in base a svariate circostanze, nell’arco di pochi anni la famiglia di lupi potrà contare su un discreto numero di membri, tolti quelli morti per malattie, incidenti di caccia, scontri con altri branchi e, come sempre, uccisioni deliberate o casuali da parte nostra.

E tolti anche quelli che lasceranno il branco, soggetti fondamentali a livello ecologico perché potenziali fondatori di future famiglie e perciò garanti della variabilità genetica, indispensabile per la buona salute di qualsiasi specie vivente.

Foto eva blue Unsplash

Genitori, figli e qualche innesto giusto

La cosa importante, comunque, è capire che un branco di lupi è una struttura sociale fondata su base famigliare, guidata dai due genitori e costituita da alcuni dei figli rimasti nel branco e anche da soggetti provenienti da altre famiglie, che possono essere accettati quando il branco è carente di membri validi necessari alla sua sopravvivenza.

Se questo vi ricorda le antiche famiglie allargate, o clan primitivi, della specie umana ai suoi esordi… avete ragione.

Considerato quanto sopra, è chiaro che il ruolo dei due capofamiglia è della massima importanza: le preziose competenze accumulate con l’età e la capacità di trasmetterle alla prole, il carisma e l’autorità da queste derivanti, l’abilità di coordinare e indirizzare le azioni dei vari membri nelle diverse attività fondamentali, oltre a dare alla luce nuovi cuccioli e accudirli perché possano rimpiazzare i loro predecessori sono, infatti, le garanzie per la continuazione della specie stessa.

La morte della matriarca

Di recente, abbiamo riportato la notizia della scomparsa di una matriarca “storica”, la lupa identificata come 907F, in quell’enclave particolare per lo studio della specie che è il famoso Parco di Yellowstone, nel nord degli Stati Uniti

E così il nostro caporedattore, Poldo il segugio, ci ha giustamente chiesto di indagare su quali possibili ripercussioni vi siano per un branco quando muore uno dei due capofamiglia: si scioglierà perché privo di guida?

Vi saranno feroci lotte tra i membri superstiti per conquistare lo “scettro del comando”? Un lupo estraneo verrà a cercare di imporre la sua leadership?

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Ecco, in sintesi, cosa può accadere più facilmente in base a diverse circostanze:

Foto federico di dio Unsplash

Successione interna: 

un lupo adulto già presente nel branco prende il posto del capofamiglia scomparso. Questa successione interna è più probabile quando vi sia una forte coesione famigliare e la presenza di almeno un soggetto di età matura non solo a livello riproduttivo ma anche sociale, e depositario di buona parte delle competenze dei capofamiglia.

Acquisizione dall’esterno: 

se nessun membro interno è idoneo o disponibile a ricoprire il ruolo di capofamiglia, perché servono anche doti caratteriali e di equilibrio non comuni, il superstite della coppia riproduttrice può unirsi a un lupo esterno al branco che possieda le caratteristiche all’altezza del compito. Questo nuovo individuo assume il ruolo di “genitore acquisito” e si inserisce nel branco. Un evento non comune, pare, che è stato però filmato nel magnifico documentario “Il ritorno del lupo” del National Geographic, girato a Yellowstone dopo la reintroduzione dei lupi (avvenuta nel 1995) e incentrato sulle vicende del famoso branco “Druid Peack” della Lamar Valley.

Dispersione del branco:

avviene soprattutto quando i membri superstiti sono troppo giovani per assumere efficacemente il ruolo di capofamiglia e riproduttori. Tuttavia, è un meccanismo naturale che favorisce la diversità genetica e l’espansione territoriale ,e contribuisce alla sopravvivenza della specie. Ed è anche, paradossalmente, uno dei fattori che dovrebbero sconsigliare fortemente gli abbattimenti dei lupi invocati da anni soprattutto per interesse: uccidendo i capofamiglia, di solito i più esposti alle rappresaglie da parte nostra per ovvi motivi, in realtà spesso si induce un incremento del numero dei lupi e una loro più rapida colonizzazione di nuovi territori. 

Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…

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Andrea Comini

Educatore Cinofilo & Giornalista

Educatore e istruttore cinofilo FISC da oltre vent’anni, consulente comportamentale e giornalista professionista. Studioso di etologia del cane e del lupo, si è formato con maestri internazionali ed è docente in corsi per educatori.

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Andrea Comini

Educatore e istruttore cinofilo fisc da oltre vent'anni, consulente sui problemi comportamentali, si è formato con Carlo Marzoli, Inki Sjosten, David Appleby, Roger Abrantes, Joel Dehasse. Studioso di etologia del cane e del lupo, docente in diversi corsi di formazione per educatori. Giornalista professionista.

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