Cane guida lasciato a terra: a Pescara un tassista infrange la legge e la dignità
Il ruolo fondamentale dei cani guida e i diritti che troppo spesso vengono ignorati
A Pescara, una donna non vedente e il suo compagno ipovedente sono rimasti a piedi davanti alla stazione, dopo che un tassista si è rifiutato di far salire a bordo il loro cane guida. «Niente cani sul mio taxi» è stata la frase che ha interrotto il viaggio prima ancora di iniziare, trasformando quello che doveva essere l’inizio di una vacanza in un momento di umiliazione e difficoltà.
Protagonisti della vicenda sono Katia, originaria del Portogallo e residente in Emilia-Romagna, il suo compagno e Dinka, una femmina di Hovawart di cinque anni e mezzo. Dinka è un cane guida speciale, addestrato dalla stessa Katia durante il lockdown. La coppia, arrivata da Bologna, voleva semplicemente raggiungere il proprio hotel a Montesilvano.
Il rifiuto, denunciato dal Messaggero, ha suscitato immediate reazioni istituzionali: i sindaci di Pescara e Montesilvano hanno incontrato la coppia per porgere le scuse ufficiali, mentre per il tassista si profila una sospensione della licenza fino a un mese e una multa.
Cani guida: non solo diritto, ma necessità vitale
Episodi come questo, purtroppo, non sono rari in Italia. Nonostante la legge sia chiara, la disinformazione e la scarsa empatia continuano a creare barriere inaccettabili. Secondo la normativa italiana (legge n. 37/1974 e successive modifiche), i cani guida hanno libero accesso in tutti i luoghi aperti al pubblico e sui mezzi di trasporto, taxi compresi. Impedirne l’accesso è una violazione di legge, oltre che un atto di discriminazione verso le persone con disabilità visiva.
Il cane guida non è un “animale da compagnia” nel senso comune del termine. È un compagno di lavoro altamente addestrato, che svolge una funzione essenziale: garantire l’autonomia, la sicurezza e la possibilità di vivere la città senza dover dipendere costantemente dall’aiuto di altri.
Rifiutare l’accesso a un cane guida significa, di fatto, negare la libertà di movimento a chi ne ha bisogno per condurre una vita indipendente.
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Tassisti, autisti, ristoratori, gestori di strutture ricettive: tutti devono sapere che i cani guida non possono essere rifiutati e che la loro presenza è un diritto tutelato dalla legge.
L’episodio di Pescara ci ricorda che l’accessibilità non è solo una questione di rampe e ascensori: è anche e soprattutto rispetto, conoscenza e volontà di includere.
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