Certe razze, hanno il potenziale per uccidere altri cani. Troppi casi mortali nelle città italiane.

Per comprare uno spremiagrumi leggi 100 recensioni su Google, se devi scegliere un cucciolo chiedi un po’ a tutti, fin che qualcuno non ti dice quello che vuoi sentirti dire: basta l’amore.

Una mia allieva era con noi al campo, ha ricevuto una telefonata di una sua amica ed é scappata via.

Il giorno dopo mi racconta: questa signora passeggiava serenamente sul marciapiede con il suo cane, un Setter o mix Setter, quando dal cielo si é vista atterrare addosso un Pit, o Amstaff, non sono stati precisi riguardo questo, per non dar vita a polemiche sterili diciamo un terrier di tipo Bull.

Il cane si era lanciato dalla finestra del primo piano, Setter dodicenne aggredito, sventrato, morto lì sul marciapiede.Ieri si parlava di questo episodio con altri ragazzi, una di loro interviene: “La settimana scorsa é stato ammazzato il Bulldogue Francese di un mio amico, da un pit”.

Li vogliamo chiamare incidenti?

Chiamiamoceli.

Li vogliamo chiamare casualità?

Chiamiamocele.

Non importa come preferiamo definirle, sta di fatto che tante razze hanno, certamente, il potenziale per uccidere con grande facilità altri cani dei passanti.

Pur sapendo che esiste la possibilità di morire investiti da uno scooter, però, sfido chiunque a definire lo scontro con uno scooter in città più pericoloso di un giretto contromano in autostrada.

Ed io ogni volta penso al numero di razze esistenti al mondo: non abbiamo una scelta limitata, sono tantissime, ed un cane di un certo tipo non é un caso, é una scelta, magari parzialmente inconsapevole, ma lo é.

Le mie riflessioni negli anni sono sempre le stesse, o se variano lo fanno di poco: non ha alcun senso che queste razze siano presenti in maniera così dilagante nelle nostre città, in mano a chiunque (come anche altre, ma al momento la diffusione delle razze di tipo bull secondo me ha senso preoccupi di più, facendo banalmente anche una valutazione dal punto di vista numerico).

É molto difficile, in genere, affrontare questo argomento, perché immediatamente spuntano fuori decine di testimonianze che recitano che “il mio é buono”, decine di foto di Bull svaccati sul divano abbracciati ai bambini.

Il punto é: l’autostrada non é un male, ma ha delle regole, il traffico autostradale non é affidato alla casualità.

Queste considerazioni spesso vengono fraintese, si pensa si voglia additare “il cane cattivo”, non é così.

Non esistono cani cattivi, esistono cani aggressivi però, e questo non é un giudizio, ma un dato di fatto, e la gente dovrebbe imparare che si può amare il proprio cane anche se ha questa caratteristica, e che prima la si accetta prima e più efficacemente la si argina, come lo si può amare tanto se ha il pelo lungo o il pelo corto, ma se ha il pelo lungo quel pelo va seguito di più di un pelo raso.

Esistono cani ben gestiti, anche molto aggressivi e potenzialmente pericolosi, e cani non gestiti o mal gestiti, che forse sarebbero stati meno pericolosi se il proprietario avesse avuto uno strumento che può salvare davvero molte situazioni:

La consapevolezza.

Esistono proprietari non preparati a ciò che si mettono (o gli mette il figlio adolescente) dentro casa, ed esistono cani e situazioni troppo difficili per un neofita, in cui la buona volontà da parte del proprietario non basta; infine esistono gli errori, le casualità, le dimenticanze e le disattenzioni… ed io penso che se si fosse lanciato dal terrazzo il Setter dodicenne non avrebbe ammazzato nessuno, che se fosse sfuggito dal guinzaglio il Bouldogghino Francese non avrebbe ammazzato nessuno.

Faccio questo nella vita: insegno ai proprietari a gestire i loro cani.

Svelerò un segreto (di pulcinella per i più): non é per nulla facile arrivare al proprietario come si deve; non é facile far passare messaggi tecnici, non é facile abbattere i muri del sentito dire, del cane trattato come un bambino cretino, del “con l’amore si sistema tutto”, e vi dirò di più, non é facile trovare persone che vogliano veramente mettersi in gioco, dedicare il tempo necessario.

L’impegno.

L’impegno é una cosa che, certo non sempre, ma tante, troppe volte ci ritroviamo a spiegare noi ad i proprietari.

Per un proprietario medio “impegnarsi tantissimo” si traduce con il far fare il giusto numero di uscite al giorno al proprio cane, portarlo una volta al giorno a fare una corsetta, fare 3 minuti di esercizietti quando se ne ricorda e venire al campo in teoria due volte a settimana, in realtà una perché l’altra ha avuto un imprevisto o non avevamo disponibile l’orario che più gli faceva comodo.

Va tutto bene, se hanno un Golden Retriever, se hanno un Maltese; se hanno uno di questi cani non é grave se non si ottiene il 100% del controllo della situazione, una gestione ottimale, una consapevolezza e conoscenza nettamente superiori a quelle del proprietario medio, se la situazione é questa é tutto ok.

Non va bene se hai un altro tipo di cane, e non ci sono “se”, “ma”, “forse”… non va bene e basta.

Non va bene perché i cani aggrediti sono tanti, perché i cani ammazzati sono tanti, e, ultimo ma non ultimo, perché i cani di tipo Bull gestiti con leggerezza che poi finiscono in canile sono tanti.

Quando ero ragazzina il mio vicino di casa in cortile faceva guidare la macchina al figlio minorenne senza patente, la trovavo una cosa tenera e mai mi sarei sognata di gridare al pericolo… se imbocchi la famosa autostrada la patente ce la devi avere, maggiorenne lo devi essere, e io dico, se vi inondassero di centinaia di testimonianze in cui minorenni senza patente hanno guidato bene in autostrada senza causare incidenti, basterebbero a farvi cambiare idea a riguardo?

Comprereste una macchina a vostro figlio e lo lancereste in autostrada?

Forse sì, mi dico in questo momento, forse qualcuno pensa basti l’amore di papà e mamma per imboccare la A1 serenamente a 12 anni senza andare ad ammazzare ed ammazzarsi, infondo per questo esistono le norme, perché altrimenti probabilmente i dodicenni sulla A1 ce li troveremmo, ma azzardo un’ipotesi: intanto era colpa dell’asfalto, che era dissestato.

É sempre colpa di qualcun altro, é sempre la sfortuna, é sempre il caso.

E invece la colpa la abbiamo tutti, anche noi professionisti, che in tutto questo passiamo giornate a farci le guerre “strozzo vs pettorina”, “recintino vs trasportino” ecc ecc.

Come si discutesse se il cambio della macchina del ragazzino deve essere automatico o manuale, finestrini elettrici o meno.

Lo so, non é facile spiegare ad i proprietari le cose per come stanno, perdi i clienti che non vogliono sentirselo dire, ma il nostro lavoro é questo, non siamo teatranti, siamo addestratori.

Ed a voi, proprietari, non si chiede di non amare i vostri cani, ma dovreste provare, e riuscire, a scoprirli ed amarli per quello che sono, non per quello che vi immaginate siano; conoscerli, comportarvi di conseguenza alle loro caratteristiche ed alle loro esigenze.

Abbiamo dubbi questo si possa chiamare “amore”?

Di certo si può definire “rispetto”, e a me pare già tanta roba.

In foto: Cataclisma, la mia Staffy, che adoro.

Luisa Talarico Addestratore Cinofilo ENCI

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