Il confine tra informazione e incoscienza: si chiama Cane.

Il potenziale dei social sugli animali, ha imbarbarito e rovinato l’informazione di massa.

Forse sono anziano, forse sono uno vecchio stile, forse sono superato.

Ma nonostante io abbia fondato un blog che parla soprattutto di cani, nonostante io creda fortemente nel potenziale degli strumenti digitali e dei social media come mezzi di informazione smart e accessibili…mi illudo ancora che i grandi giornali, quelli fondati in alcuni casi da più di un secolo, siano ancora la fonte per eccellenza.

Io ve lo giuro, ci rimango male, quando – in particolare nelle edizioni digitali – leggo gli articoli dedicati ai cani, soprattutto per le notizie di cronaca che vedono coinvolti animali e persone.

Ci sono cose che non dovrebbero essere accettate, ci sono netiquette, sensibilità, requisiti, modi di scrivere che dovremmo attenderci e aspettarci dai giganti della Comunicazione e invece…

Invece accade sempre meno sull’argomento ” Cane”

Per quale motivo, non si riesce a fare di meglio?

In questi giorni siamo tutti vittime di una bulimia di informazioni sul terribile caso di Grugliasco e della donna trovata morta in casa.

Non dirò una parola di più su questo, perchè non intendo finire nella lista di coloro che forse hanno scritto e parlato a sproposito.

Ma non è solo di oggi il problema, pensiamo a quanto sia stato scritto sui cani e il coronavirus, pensiamo a quanta confusione si faccia sulle razze dei cani, pensiamo a quanto si tenda ad umanizzare le storie di cani smarriti o malati o di mille altri casi, per unico grande scopo…

il traffico web dei siti di informazione.

Perchè il cane tira sul web e viene strumentalizzato e usato…nel bene e nel male.

Perchè se è vero che un giornalista deve pensare ad informare, quindi a dare una notizia senza preoccuparsi troppo delle conseguenze, in virtù della libertà di stampa…eppur vero che l’informazione però DEVE ESSERCI.

Ma sempre più spesso, quando parliamo di cani, l’informazione non c’è o meglio è poco accorta…poco puntuale, troppo di pancia.

  • Manca l’approfondimento.
  • Manca la conoscenza.
  • Manca l’assenza di pregiudizio.
  • Manca la competenza cinofila.

    …e poi cosa ancora più grave: gli articoli premium, ovvero quegli articoli, dove voi cliccate, incuriositi da un titolone che spesso colpisce dritto allo stomaco e poi dopo il primo paragrafo…non potete più leggere, salvo acquistare un abbonamento…spesso sono focalizzati su questi argomenti.

Mi rendo conto che i giornali come molti altri settori stanno vivendo un periodo di enorme cambiamento, grazie o a causa della rivoluzione digitale.

Se compravamo la nostra copia in edicola perchè non fare altrettanto nel digitale?

Sono assolutamente d’accordo e sono il primo a voler pagare, ma per la qualità e per l’informazione.

Perchè scrivere dei TITOLONI acchiappa like, sull’ennesima vicenda di cronaca che riguarda gli animali e poi nel 90% dei casi in molte testate bloccare il contenuto e renderlo premium, non è fare informazione…

…ma significa fare facebook marketing utilizzando l’articolo come call to action per trovare abbonati.

Perdonatemi ma pur occupandomi di questo nella vita, soprattutto quando si tratta di cronaca lo trovo di pessimo gusto.

Perchè nel momento in cui viene condiviso un titolo nella pagina facebook di una grande testata, spesso parliamo di milioni di followers…che non conoscono questi aspetti tecnici….ma leggono un titolo che sempre più spesso viene smentito in parte nel testo e lo condividono.

Si crea così l’infodemia… per la quale ad oggi non esiste vaccino.

Nei commenti succede l’impossibile…e i grandi gruppi editoriali non si prendono mai la briga di moderare….costa?

Certo!

Costa tempo, competenza, stipendi….ma se non volete che accada… evitate di pubblicare “call to action” e limitatevi all’INFORMAZIONE.

Perchè ne abbiamo davvero tanto bisogno.
Ci mancate.

Rocco Voto

Nel 2016 ho fondato Dogsportal.it insieme al Caporedattore Poldo, il mio super segugio, unendo la mia passione per la Cinofilia e il Digitale e cambiando in parte la mia vita. C’è un aspetto importante che accomuna Cinofilia e Digitale. Non si può adottare un metodo unico. Ogni caso deve essere analizzato, osservato, confrontato, studiato per trovare soluzioni mirate e adeguate. Mica semplice quando parliamo di Cani e Persone CONTATTI 📩 roccovotomail@gmail.com 📩 marketing@dogsportal.it (per collaborazioni editoriali con Dogsportal.it) 📲 +39 333 7756747 https://www.linkedin.com/in/roccovoto/

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