Cani da cacciaLevrieri

Il levriero e il comportamento predatorio

Comprendere il comportamento predatorio del levriero

In questo articolo, esporrò il mio punto di vista su un aspetto molto discusso che riguarda il principale attributo che si dà al levriero: il comportamento predatorio. Come abbiamo già ampiamente raccontato, il levriero è un cane da caccia a vista, e, spesso, la gestione del suo comportamento predatorio nella vita familiare, quasi sempre in contesti lontani dal suo habitat naturale, può essere un problema.

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La selezione funzionale e la genetica del levriero

Innanzitutto, è fondamentale comprendere che se un cane è stato selezionato dall’uomo per un compito specifico, ha sviluppato determinate caratteristiche legate a quel ruolo. Non possiamo, a mio parere, nel 2025, aspettarci che queste caratteristiche si adattino automaticamente al nostro stile di vita o ai nostri ideali. Dobbiamo tener conto che il levriero è tra i cani meno manipolati a livello genetico e comportamentale, avendo storicamente svolto funzioni di cacciatore, guardiano e, in alcuni casi, pastore. Si può quindi comprendere che oltre che cacciatore il levriero aveva anche altri ruoli all’interno di un sistema. Questo è un aspetto fondamentale per capire che il levriero non è soltanto un cacciatore a vista, ma può essere molto altro.

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Il concetto di motivazione nel cane

A tal proposito, suggerisco una lettura molto esplicativa sul funzionamento delle motivazioni nel cane, che la Dott.ssa Elena Garoni espone in modo chiaro e di facile comprensione nel suo libro “Piacere di Conoscerti” (Tea edizioni, 2019). La motivazione viene quindi descritta come “cosa il cane si aspetta dal mondo e cosa cerca nel mondo. Lo stretto connubio tra bisogno e desiderio”. Prosegue poi dicendo che “tutte le motivazioni sono lecite, sebbene ve ne siano alcune più comode per il nostro modo di vivere e altre decisamente più ingombranti.” Possiamo quindi dire che “vivere con un levriero che vuole uccidere ad ogni uscita il gatto del vicino”, possa rientrare in un aspetto alquanto scomodo.

Il ruolo storico del levriero nei villaggi

Mi sembra un’ottima occasione per tornare a comprendere il levriero attraverso la sua storia e qui ci tengo a precisare che per capire a fondo il nostro cane, che sia levriero oppure no, è cruciale conoscere la sua storia, proprio come funziona per comprendere le logiche del mondo.

Tradizionalmente, il levriero era impiegato per procurare cibo in autonomia. L’uomo nell’iter di caccia del levriero ha sempre avuto un ruolo relativo, rivestendo il ruolo di “colui che propone quel tipo di attività”. Questa interazione ha sempre posto l’uomo in un ruolo di guida e il cane in un ruolo di collaboratore. L’autonomia del levriero era in ogni caso indiscussa ma nello stesso tempo il cane poteva godere di una posizione di rilievo all’interno del villaggio, ottenendo cibo e rispetto da parte degli umani.

Equilibrio e comportamento nei contesti comunitari

Pensando alla vita nei villaggi orientali, ci chiediamo: un levriero avrebbe mai mostrato comportamenti problematici per la vita comunitaria? Per la mia esperienza e i miei studi, nei villaggi i cani sono spesso molto equilibrati e rispettosi sia nei confronti dei propri simili che nei confronti delle persone.

All’interno dei villaggi, come accennato precedentemente, il levriero svolgeva sì il ruolo di cacciatore, ma aveva anche il ruolo di guardiano e di pastore in alcuni casi.

Soddisfare le motivazioni per evitare squilibri

Questo mi porta ad una prima conclusione che il levriero se può soddisfare in modo equilibrato le sue aspettative principali nei confronti della vita, non avrà come unico desiderio quello di cacciare.

Sicuramente il volume di espressione di questi desideri è variabile e cacciare per il levriero potrebbe essere un desiderio più forte rispetto a quello di mantenere e/o riportare ordine come farebbe un cane da pastore. Non sottovalutiamo però l’armonia che c’è e che ci dovrebbe essere tra i suoi interessi. Per permettere al nostro cane di essere più soddisfatto dovremmo, noi mediatori, comprendere che il nostro musone deve poter svolgere questi compiti durante la sua quotidianità.

Non solo predazione: il levriero come individuo complesso

Credo che queste riflessioni ci possano aiutare a capire in modo un po’ più ampio il nostro smilzo. Il levriero ha bisogno di poter soddisfare ben più motivazioni che inseguire un animale in movimento, ha bisogno di cercare con l’aiuto dell’olfatto, ha bisogno di controllare che tutti i membri della famiglia siano al sicuro, ha bisogno di mettere ordine. Queste caratteristiche e necessità spesso non vengono assolutamente prese in considerazione dagli umani che scelgono di passare la loro vita con un levriero.

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Il ruolo del proprietario come mediatore

Partendo dal presupposto che per tutti i cani dovrebbe essere così, credo che soffermarci sul loro bisogno di esprimere un certo tipo di comportamento potrebbe aiutarci a trovare un equilibrio tra il nostro pensiero, e forse i nostri limiti, e quello che renderebbe soddisfatto il nostro cane con l’obiettivo comune di vivere tutti più serenamente.

Credo che quindi, non sia tanto il permettere al nostro cane di cacciare l’unico punto su cui soffermarci. Forse il punto dovrebbe proprio essere: come posso io agevolare e proporre questo tipo di attività senza che questo diventi un problema per noi e per la società? Permetto al mio cane di soddisfare nello stesso tempo tutti gli altri suoi desideri? Conosco realmente quali sono i suoi bisogni e le sue aspirazioni in quanto levriero e in quanto individuo?

Attività alternative e contesti educativi

Io non amo la caccia competitiva, ma credo che per un cane possa essere molto soddisfacente avere una cornice adeguata per poter mettere in atto una sequenza di caccia completa senza necessariamente arrivare ad uccidere un altro animale. Contesti ludico sportivi o ludico educativi potrebbero essere dei contenitori adeguati, per esempio. Nel caso del levriero, quello che lo soddisfa maggiormente non è la cattura della preda, ma l’inseguimento. Per poter permettergli almeno di provare a prendere una preda è nostra la responsabilità di lavorare sulla relazione e sulla sua libertà di espressione in più contesti. Un levriero compreso e soddisfatto difficilmente considererà la caccia la sua unica ed esclusiva ragione di vita.

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Conclusione: conosciamo davvero il nostro levriero?

Concludo quindi invitando a riflettere su quanto realmente conosciamo il nostro levriero. È fondamentale chiederci se il suo comportamento, sia esso un forte impulso a predare o un totale disinteresse per la caccia, possa nascondere un’insoddisfazione o un’alterazione su altri piani. Potrebbe essere il risultato di un comportamento compulsivo, di un disequilibrio o di un blocco nell’espressione dei suoi desideri? Forse se la caccia è l’unica finalità primaria del nostro cane, può essere che questo atteggiamento sia un sintomo di uno squilibrio emotivo e motivazionale e che il cane in questione non sia sereno come pensiamo.

Una figura qualificata e specializzata, soprattutto nella comprensione del levriero, potrebbe essere di supporto per individuare e interpretare alcuni aspetti comportamentali sottovalutati o semplicemente aiutarvi nella gestione e nella soddisfazione del vostro compagno di vita spilungone.

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Camilla Bianchi

Camilla Bianchi Educatrice Cinofila con approccio Cognitivo Zooantropologico, specializzata in Levrieri, Responsabile Attività in IAA (Pet Therapy) e Operatore Outdoor Education.

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