Il quadro perfetto: storia dell’ incontro con Django

Storia di un’adozione.

La tua vita da lì a poco cambierà, una nuova casa, un nuovo lavoro, una nuova quotidianità.

Sei consapevole che nulla sarà più come prima e questo ti spaventa e non poco… l’ansia, la paura, i mille pensieri che attraversano la tua mente ormai sono diventati tuoi compagni di viaggio che porterai con te in questo nuovo inizio.

Vorrei che qualcuno mi guardasse e mi dicesse che andrà tutto bene, che tutto ciò che è al di là del timore e dell’incertezza presto svanirà e diverrà semplicemente un brutto ricordo.

Risucchiata da questo vortice di dubbi e infinite domande, so però di non essere sola, chi mi è accanto mi stringe la mano, una stretta che mi arriva dritta al cuore e che di colpo sembra  affieovolire quel senso di vuoto da cui sono pervasa.

Una parte di me continua però a sentirsi incompleta, mi vedo lì nel nuovo appartamento, seduta sul nostro divano, il profumo del caffè del nostro adorato bar sotto casa, che la mattina ci sveglia e ci regala il buongiorno, il rumore degli autobus e delle macchine che fin da bambina mi Ha sempre cullato.

Tutto questo mi sembrava un quadro quasi perfetto, ma a cui mancava quel dettaglio che avrebbe fatto la differenza, e solo allora sarebbe stato perfetto.

Mancava qualcosa o meglio qualcuno, quel qualcuno che avevo già incontrato e che inconsciamente sapevo avrebbe finalmente completato il mio quadro rendendolo più unico che raro.

Finalmente quella domanda imprigionata ormai da tempo nella mia testa, uscì fuori:

“ma se prendessimo e portassimo Django a casa con noi?” 

Quel dettaglio che ha reso tutto perfetto ha un nome, Django, il mini lupetto che in punta di piedi è entrato nella nostra vita rubandoci il cuore e riempendolo di gioia, quella gioia che ad oggi è la nostra linfa vitale.

Tutto all’improvviso sembrava diventare più semplice, i mille dubbi, le infinite domande, i pensieri che facevano a cazzotti tra loro, di colpo erano svaniti, lasciando spazio alla speranza che tutto sarebbe andato alla grande.

Ma non fu tutto così semplice, anzi… la montagna da scalare non era alta, ma altissima!

Sapevamo sin dall’inizio che sarebbe stato un ostacolo continuo da superare ma questo non ci ha di certo spaventato; un cane di quasi quattro anni prelevato da un lager del sud Italia e vissuto in canile fino a quel momento, sarebbe mai stato in grado di guardarci dritto negli occhi e pensare per la prima volta nella sua vita: “posso davvero fidarmi?”.

FIDUCIA, una parola che indubbiamente non rientrava nel vocabolario di Django.

La pazienza ci è stata amica, ci ha accompagnato e assistito per tutto il nostro tortuoso ma straordinario percorso, dal più piccolo passo a quello più grande e significativo.

Le prime carezze, lo sfiorarsi con lo sguardo, quegli occhi così spaventati ma con dentro un mondo. I martedì e le domeniche, la pioggia, il vento, la grandine, eravamo sempre lì con lui, a scoprirci l’un l’altro sempre di più, fino a quando arrivò il giorno tanto atteso.

Il cuore batteva all’impazzata, il sonno ormai lo avevo dimenticato da settimane, un pensiero fisso impresso nella mente non mi lasciava mai sola. Django finalmente sarebbe arrivato da noi e avremmo iniziato la nostra vita insieme, l’eccitazione provata in quei giorni è tutt’ora inenarrabile, mi sentivo come una bambina euforica che attende con ansia l’arrivo di babbo natale, che passa l’intera nottata nel fare il countdown della mattina seguente.

Ho passato interi giorni ad immaginarmi come sarebbe stato l’arrivo di quel meraviglioso angelo, che varca la porta della nostra piccola ma accogliente casa,  e si guarda intorno domandandosi cosa ci faccia in quel luogo a lui estraneo, e ancora inconsapevole del fatto che il box sarà ormai solo un brutto e lontano ricordo.

Non sto più nella pelle.

Ci siamo.

Quegli occhi fanno finalmente parte di queste mura, quegli occhi che sono ancora intimoriti, dubbiosi ma che ben presto mostreranno un’altra luce, la stessa che oggi illumina la nostra vita.

Sarei bugiarda nel dire che le difficoltà non abbiano fatto parte del nostro percorso iniziale, ma lo sarei altrettanto nel non affermare che Django abbia superato di gran lunga le aspettative di tutti quanti noi; guardandolo nei suoi meravigliosi occhi giorno dopo giorno, ho capito che finalmente quella parola che fino a poco tempo fa ignorava, stava pian piano entrando nella sua vita ed è proprio nei suoi occhi che riuscivo a leggerla.

La fiducia che con fatica siamo riusciti a conquistarci è ad oggi il regalo più bello che potessi ricevere, la scelta di adottare un cane adulto mi ha letteralmente cambiato la vita, una vita in cui la presenza di un cane è sempre stata una costante, e l’amore infinito che nutro nei loro confronti  ha fatto si che trasformassi la mia passione in un vero e proprio lavoro.

Entrando per la prima volta in un canile ho capito che avrei fatto parte di un mondo che non avrei più lasciato, un mondo non propriamente facile da affrontare che però sa regalarti gioie che spesso ti danno la forza di scalare intere montagne.

A  volte non è affatto facile, pensi di non farcela, ti trovi di fronte a situazioni a dir poco insostenibili, ma è proprio in quel momento che trasformi tutte le debolezze in forza di volontà e lo fai per loro, per quegli occhi che senza chiedere niente ti entrano dentro e rimangono indelebili come cicatrici, ed è come se il loro dolore improvvisamente diventasse il tuo.

La mia storia è semplicemente un piccolo pezzettino di un puzzle che vorrei un giorno venisse completato, incastrare tutti i pezzi non sarà facile ma è quello che mi sono prefissata di poter fare.

Django è quel dettaglio di un quadro che lo rende perfetto, è quel pezzo del puzzle che lo completa, è quello spiraglio di luce che ti illumina quando ti senti sprofondare nel buio.

Sogno un mondo in cui tutti prima o poi possano completare il loro puzzle e dipingere il loro quadro perfetto.

Articolo di Giulia BEVILACQUA, lettrice di Dogsportal.it

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