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Luciano Quaglia vince 92.000 euro al SuperEnalotto e li dona al canile: un gesto che divide i social

Novantaduemila euro vinti al SuperEnalotto. Niente viaggi, niente auto, niente investimenti. Tutto al canile.

Luciano Quaglia, pensionato di origini genovesi che vive a Castagnole Monferrato, in provincia di Asti, ha centrato un “5” il 17 marzo scorso e ha preso una decisione che in molti non si aspettavano: destinare l’intera vincita ai cani abbandonati del suo territorio.

Prima tappa: il supporto al canile locale, per coprire spese quotidiane come cibo, cure veterinarie e manutenzione delle strutture. Seconda tappa, quella che gli sta davvero a cuore: costruire un rifugio di proprietà. Più grande, più moderno, più accogliente. Un posto dove i randagi dell’Astigiano possano avere riparo, cure e una possibilità concreta di trovare una famiglia.

Un progetto cullato da tempo, rimasto fermo per mancanza di risorse. Ora le risorse ci sono.

La storia che divide i social

La notizia ha fatto il giro del web in poche ore. Commenti, condivisioni, reazioni. La maggior parte? Ammirazione genuina.

Ma non tutti.

Perché sui social, come sempre, non manca chi si sente in diritto di giudicare le scelte altrui. E così, tra un cuore e un applauso virtuale, spuntano i commenti benaltristi: “ci sono bambini che muoiono di fame”, “prima gli esseri umani”, “con quei soldi poteva aiutare una famiglia in difficoltà”.

Classico.

Il problema con il benaltrismo

Partiamo da un punto fermo: quei soldi sono di Luciano Quaglia. Non di chi commenta da casa. Non dello Stato. Non di chi ha una teoria su come andrebbero spesi i soldi degli altri.

Il benaltrismo è uno dei meccanismi più comodi che esistano: permette di criticare chi fa qualcosa di buono senza dover fare nulla di concreto. È una critica a costo zero. Nessuno di quelli che scrivono “ma i bambini” sta necessariamente donando il proprio stipendio all’UNICEF. Nessuno che invoca “prima gli esseri umani” ha fondato un’associazione umanitaria.

Luciano ha scelto. E ha scelto in modo coerente con la sua vita, con i suoi valori, con le sue giornate passate tra l’orto e i cani. Non è una scelta contro qualcuno. È una scelta per qualcosa.

Esiste davvero una classifica ufficiale delle sofferenze meritevoli di aiuto? Chi la stabilisce?

Aiutare i cani non è meno nobile

C’è un pregiudizio duro a morire: quello che vede la cura degli animali come un lusso sentimentale, un capriccio da persone che “non hanno visto il mondo”. Come se chi si occupa di randagi non fosse pienamente consapevole che il mondo è pieno di problemi.

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Eppure i canili lavorano ogni giorno con risorse scarsissime. I volontari ci mettono tempo, fatica, soldi propri. I cani abbandonati non hanno scelto di trovarsi in strada: sono lì per responsabilità umana, diretta o indiretta. Occuparsene non è un capriccio. È un atto di riparazione collettiva.

E chi lo fa, lo fa spesso da solo, senza finanziamenti pubblici, senza riconoscimento, senza applausi.

Il punto di Dogsportal

Storie come quella di Luciano Quaglia sono rare. Non perché le persone siano cattive, ma perché rinunciare a una vincita di 92.000 euro per darla in toto a un canile richiede una chiarezza interiore che non è comune. Quaglia sapeva già, prima ancora di incassare, cosa avrebbe fatto.

Questo è il tipo di gesto che vorremmo vedere più spesso. Non perché i cani siano “più importanti” degli esseri umani. Ma perché la coerenza tra valori e azioni è una qualità rara, e va riconosciuta come tale.

Ai commentatori benaltristi, un suggerimento: invece di decidere come spendere i soldi degli altri, fate una donazione con i vostri. Qualunque causa scegliate, sarà comunque più utile di un commento su Facebook.

Un’offerta concreta da Dogsportal

La redazione di Dogsportal ha sede a Torino, ma le nostre radici e la nostra rete si estendono su tutto il territorio del Nord Italia, Piemonte compreso. Siamo geograficamente vicini all’Astigiano, e questa storia ci riguarda da vicino, non solo come testata che si occupa di mondo cinofilo, ma come persone.

Per questo vogliamo dirlo chiaramente: siamo disponibili a supportare mediaticamente il progetto di Luciano Quaglia, dalla raccolta fondi alla comunicazione del nuovo rifugio, fino alla copertura delle fasi di costruzione. A titolo completamente gratuito.

Se Luciano, o chi collabora con lui, volesse mettersi in contatto con noi, può scriverci a media@dogsportal.it Raccontare storie come questa è esattamente il motivo per cui esiste Dogsportal.

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