Lupo a Camaiore, il racconto che non torna: l’analisi dello zoologo Davide Rufino
La notizia ha fatto il giro di telegiornali, siti e social nel giro di poche ore: un lupo entra in un giardino a Orbicciano, frazione collinare di Camaiore (Lucca), durante una grigliata di famiglia, e il cane di casa, la meticcia Destiny di sette anni, muore nello scontro con il predatore. Era la sera di sabato 18 luglio. Il bambino di due anni presente in giardino è rimasto illeso, la madre è stata portata in ospedale per ferite lievi. Fin qui i fatti. Riportati anche nella nostra rassegna zampa quotidiana tratta dai principali quotidiani.
Ma il modo in cui questi fatti sono stati raccontati, con titoli come “lupo assale bimbo, cane si sacrifica per salvarlo”, ha sollevato più di una perplessità tra chi la fauna selvatica la studia per mestiere.
Tra le voci più nette c’è quella dello zoologo Davide Rufino, che in un post ha smontato punto per punto la narrazione dominante. “Nessun lupo ha mai puntato a un bambino. Nessun cane-eroe si è immolato per salvarlo”, scrive Rufino, secondo cui quella che è stata servita al pubblico non è cronaca ma “sistematica trasformazione dei fatti in racconti dell’orrore”.
La ricostruzione proposta dallo zoologo è molto diversa da quella dei titoli. Un canide, prima di tutto, non ancora identificato con certezza: chi ha stabilito che si trattasse davvero di un lupo appenninico? L’identificazione, osserva Rufino, si basa sulla testimonianza di una famiglia comprensibilmente nel panico, non su un riscontro professionale. “Ad affidarsi ai profani per identificare lupi, poi si scopre che nella maggior parte dei casi trattasi di cani di razze lupoidi”, scrive, invitando a verificare tramite il DNA che sul luogo dell’accaduto non dovrebbe mancare.
Anche ammettendo che si trattasse di un lupo vero, prosegue l’analisi, l’obiettivo dell’animale non era il bambino ma il cane di famiglia. Un comportamento che può accadere, a scopo predatorio o territoriale, e che non c’è bisogno di nascondere. Il contesto poi conta: un giardino a ridosso di boschi e colline, una grigliata che sprigiona odori intensi capaci di attirare fauna opportunista in cerca di cibo, dai cinghiali alle volpi fino ai lupi. Niente di sorprendente per chi conosce il comportamento animale.
Ne discende, secondo Rufino, che Destiny non si è “frapposta deliberatamente” tra lupo e bambino con l’intenzione consapevole di sacrificarsi: era semplicemente l’obiettivo del canide e ha avuto la peggio. Quella del cane-eroe, scrive lo zoologo, è “la solita narrazione distorta e stucchevole rivolta alle pance del popolo”, costruita per alimentare il luogo comune del lupo mostro e provocare reazioni di odio verso la specie. E un dettaglio in particolare gli fa alzare le antenne: la madre del bambino non è stata ferita dal lupo, si è fatta male cadendo nella concitazione. Un’informazione che in molti articoli non viene specificata, lasciando intendere che anche la donna sia stata attaccata.
La preoccupazione di Rufino, al di là del singolo episodio, riguarda le conseguenze: le richieste di “regolamenti” a suon di piombo che puntualmente seguono questi racconti. E infatti le prime prese di posizione in tal senso non si sono fatte attendere, con associazioni del mondo rurale che hanno già invocato interventi di gestione in deroga alla normativa europea.
Il post si chiude comunque con un pensiero per chi quella sera l’ha vissuta: massima vicinanza alla famiglia, dispiace per il cane, per la madre infortunata e per il bambino, che possa presto dimenticare l’accaduto.
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Se il tema delle predazioni ti interessa e vuoi andare oltre la cronaca, su Dogsportal abbiamo affrontato la questione in profondità, senza allarmismi e con il supporto di chi la studia sul campo. Un quadro d’insieme su quando e perché avvengono le predazioni lo trovi in Predazioni di lupi sui cani: cosa sappiamo davvero, nato dalla collaborazione con l’associazione Io non ho paura del lupo. Per il punto di vista tecnico di un faunista sul comportamento del lupo verso i cani, c’è l’intervista Lupi che predano cani, ne parliamo con Adriano Argenio, medico veterinario faunista. E proprio sul nodo dell’identificazione, quello sollevato da Rufino, è utile l’approfondimento sull’ibridazione Ibrido a chi? Lupi, uomini e cani: una storia di identità smarrite.
Il punto di vista di Dogsportal
Su una cosa non ci sono dubbi: una famiglia ha perso il proprio cane in modo traumatico, e a loro va tutta la nostra vicinanza. Ma il dolore di una famiglia non giustifica il modo in cui la vicenda è stata trattata dall’informazione generalista. Prima di parlare di lupo servirebbe un’identificazione seria, prima di parlare di sacrificio eroico servirebbe un minimo di conoscenza del comportamento canino, e prima di invocare il piombo servirebbe ricordare che la convivenza con la fauna selvatica si gestisce con prevenzione e informazione corretta, non con le favole dell’orrore. Il rischio concreto è che a pagare il prezzo di questa narrazione siano i lupi veri, quelli che con questo episodio potrebbero non avere nulla a che fare.
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