Lupo decapitato in un parco naturale: un nuovo segnale d’allarme ignorato
Mentre il Parlamento abbassa le tutele, sul territorio cresce la violenza
La cronaca restituisce, ancora una volta, un’immagine cupa dei nostri boschi. Come riportato da Il Dolomiti, è stato rinvenuto all’interno di un parco naturale il corpo di un lupo decapitato e mutilato, privato delle zampe e della coda. Un atto di una brutalità estrema, che non può essere letto solo come un episodio isolato ma come sintomo di un clima culturale che negli ultimi mesi si è fatto più teso, più ideologico e meno ancorato ai dati.
Mentre la notizia rimbalzava sui media, alla Camera si votava l’abbassamento della protezione legale del lupo. Un passaggio che ha scatenato un dibattito acceso e che molti esperti considerano lontano dalle reali priorità del territorio. Tra le voci critiche c’è quella di Eleonora Evi, che sui social ha contestato apertamente la scelta della maggioranza, definendola “non basata sulla scienza, ma frutto di paura e propaganda”.
Evi sottolinea come televisione e giornali, negli ultimi mesi, abbiano contribuito ad alimentare una narrazione polarizzata, lontana dalle evidenze scientifiche. Eppure gli strumenti per una convivenza efficace esistono e funzionano: l’associazione DifesAttiva, formata da allevatori, lo dimostra da anni. Recinzioni elettrificate, ricoveri notturni e cani da guardiania riducono quasi a zero il rischio di predazioni. E quando queste avvengono, il nodo reale riguarda ristori rapidi e adeguati, non l’eliminazione del predatore.
Il Parlamento discute di abbattimenti “selettivi”, ma quasi nessuna attenzione viene dedicata al fenomeno più grave e sistematico: il bracconaggio. Bocconi avvelenati, trappole, tagliole, investimenti volontari o mascherati da incidenti. Secondo i dati ricostruiti dall’associazione Io non ho paura del lupo – con cui Dogsportal.it collabora da tempo – in cinque anni oltre 1639 lupi sono stati uccisi dall’uomo. Dal 2019 al 2023 il numero delle vittime è più che raddoppiato, passando da 210 a 449 esemplari l’anno. Più di un lupo al giorno. E sono solo i casi documentati, la punta di un iceberg che nessuna normativa affronta davvero.
Il ritrovamento della carcassa mutilata si inserisce dunque in uno scenario in cui il lupo diventa terreno di scontro politico e mediatico, mentre la realtà dei fatti racconta altro: la specie è un bioregolatore fondamentale, in grado di contenere altre popolazioni selvatiche, come quella dei cinghiali, spesso indicata come una delle emergenze del nostro Paese.
Per noi lettori di Dogsportal.it questo episodio è più di una notizia. È un richiamo alla necessità di un’informazione corretta, basata sulle evidenze, capace di restituire complessità senza cedere alla retorica del nemico. Il lupo non è un simbolo astratto né un bersaglio politico: è parte integrante dei nostri ecosistemi e la sua tutela dovrebbe essere affrontata con rigore scientifico, non con slogan.
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