Reati contro gli animali: approvata la legge, più tutele ma resta molto da fare
Il ddl Brambilla diventa legge: pene più dure e riconoscimento giuridico per gli animali
Con il voto favorevole del Senato il 29 maggio 2025, il disegno di legge presentato dalla parlamentare Michela Vittoria Brambilla (NM) è diventato ufficialmente legge. Una riforma attesa da anni che inasprisce le pene per chi maltratta, abbandona o sfrutta gli animali, introducendo per la prima volta nel nostro ordinamento il concetto di animale come soggetto giuridico e non più solo come oggetto di protezione in funzione del sentimento umano.
Per i lettori di Dogsportal.it, che seguono da tempo l’evoluzione della normativa sul benessere animale, si tratta di un passo in avanti, seppur tardivo rispetto alle crescenti sensibilità sociali e agli standard di altri Paesi europei.
Un nuovo principio giuridico: l’animale come soggetto
Il cambiamento più rilevante non riguarda tanto le pene — comunque aumentate — quanto la prospettiva giuridica: gli animali vengono ora riconosciuti come soggetti da tutelare direttamente, a prescindere dalla percezione umana. Un cambiamento concettuale che potrebbe aprire in futuro a ulteriori sviluppi in termini di diritti e protezioni.
Resta però il fatto che questa evoluzione arriva con anni di ritardo rispetto a quanto già in vigore in altre nazioni, dove gli animali sono considerati esseri senzienti anche nella Costituzione e nelle prassi giuridiche consolidate.
Le principali novità della legge
Ecco le modifiche più significative introdotte dalla nuova normativa:
- Combattimenti tra animali: reclusione da 2 a 4 anni per chi li organizza, multa fino a 30.000 euro per i partecipanti.
- Uccisione di un animale: da 6 mesi a 4 anni di carcere, multa fino a 60.000 euro.
- Maltrattamenti: fino a 2 anni di reclusione, senza possibilità di sanzioni alternative.
- Abbandono: sanzioni più severe, con possibilità di reclusione nei casi più gravi.
- Divieto di abbattimento degli animali coinvolti in procedimenti: restano sotto custodia fino alla fine del processo.
- Traffico di cuccioli: pene da 4 a 18 mesi e multe tra 6.000 e 30.000 euro.
- Specie protette: reclusione da 3 mesi a 1 anno e ammenda fino a 8.000 euro.
Nuovi divieti: niente più cani alla catena e stop alle pellicce
Tra le disposizioni introdotte, si segnala anche:
- Il divieto assoluto di tenere i cani legati alla catena, pratica ancora presente in alcune aree del Paese.
- Il divieto di commercializzare pellicce di gatti domestici, misura che colma una lacuna normativa esistente.
- Maggiore attenzione verso gli animali esotici e la loro detenzione illegale.
Una legge necessaria, ma non risolutiva
Per quanto rappresenti un punto di svolta nel modo in cui il legislatore italiano guarda agli animali, questa legge non è risolutiva. Restano molti aspetti critici irrisolti: dalla gestione degli animali nei canili al controllo effettivo del traffico illegale, passando per la formazione delle forze dell’ordine e il monitoraggio delle pene effettivamente comminate.
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