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Volare con il cane fino a 30 kg in cabina con ITA Airways: la guida completa

Questo articolo nasce all’interno della nostra rubrica dedicata ai viaggi insieme ai cani e ha un obiettivo dichiarato: essere una guida precisa e affidabile per chi ci legge. Non è un contenuto sponsorizzato e non è un contenuto commerciale. Non abbiamo accordi con la compagnia aerea di cui parliamo, non riceviamo compensi e non promuoviamo l’acquisto di alcun servizio o prodotto. Ci siamo semplicemente messi a tavolino, abbiamo letto per intero i regolamenti pubblicati sul sito di ITA Airways, li abbiamo confrontati e li abbiamo riorganizzati in un testo leggibile, aggiungendo le verifiche tecniche che riteniamo necessarie e la nostra lettura cinofila. Lo abbiamo fatto perché una novità di questo tipo va raccontata bene, con tutti i dettagli operativi al posto giusto e con le domande scomode al posto giusto.

Dal 3 agosto 2026 ITA Airways apre la cabina ai cani di taglia medio-grande. Il servizio si chiama Large Dog On Board ed è disponibile esclusivamente per cani fino a 30 kg su una selezione di voli nazionali identificati come voli Large Dog. È una novità che allarga in modo significativo le possibilità di viaggio per chi vive insieme a un cane che finora aveva una sola alternativa, la stiva, e che merita di essere letta fino in fondo: le regole sono parecchie, i costi non sono banali e i requisiti tecnici sono più stringenti di quanto sembri a una prima lettura.

Quali sono le regole standard per gli animali in cabina

Prima di entrare nel dettaglio del nuovo servizio conviene ricordare il quadro generale. ITA Airways ammette in cabina animali con peso complessivo fino a 12 kg sui voli nazionali (trasportino e cibo inclusi) e fino a 8 kg su tutti gli altri voli. L’animale deve viaggiare in un trasportino morbido, ben ventilato e chiuso su tutti i lati, collocato sotto il sedile di fronte, e non può uscirne nemmeno parzialmente durante il volo. Il trasportino non deve superare le misure di 55 x 40 x 23 cm, per un totale massimo di 118 cm, e deve essere impermeabile e sufficientemente ampio da consentire all’animale di girarsi e sdraiarsi. L’età minima è di 3 mesi. Va ricordato anche che dal 1° dicembre 2025 il trasporto di animali domestici, sia in cabina che in stiva, è consentito solo per cani e gatti.

Come funziona il servizio Large Dog On Board

Il nuovo servizio si colloca sopra questi limiti e ha una struttura precisa. Su ciascun volo Large Dog possono essere ammessi al massimo due cani: uno di peso superiore a 10 kg e fino a 15 kg, e uno di peso superiore a 15 kg e fino a 30 kg. La disponibilità dipende dal tipo di aeromobile, dalla presenza di altri animali a bordo e dalle condizioni operative del volo, e la conferma è sempre soggetta a verifica preventiva.

La collocazione a bordo cambia in base all’aereo. Sugli Airbus A220 il cane oltre i 15 kg viaggia nella prima fila lato sinistro occupando il posto finestrino, con la persona che lo accompagna seduta lato corridoio; il cane tra i 10 e i 15 kg viaggia invece nell’ultima fila lato sinistro. Sugli Airbus A319 e A320 vale lo stesso schema, con la differenza che per il cane oltre i 15 kg il posto centrale resta libero, mentre per quello tra 10 e 15 kg il posto lato corridoio può essere assegnato a un altro passeggero.

Un punto che va chiarito subito, perché genera equivoci: i cani di grossa taglia non viaggiano sul sedile, ma su un apposito tappetino fornito dalla compagnia, posizionato sul pavimento davanti al posto loro dedicato.

Quanto costa

Per accedere al servizio è necessario acquistare due biglietti, così da garantire al cane lo spazio dedicato in cabina, ai quali si aggiunge una tariffa di trasporto di 95 euro. La struttura è la stessa per tutte le classi tariffarie, dall’Economy Light alla Business Flex: due biglietti al prezzo della tariffa scelta più la quota fissa per il cane. Su una tratta nazionale significa, nella pratica, che il viaggio insieme al cane costa più del doppio di un viaggio da soli.

I requisiti del cane

Per accedere al servizio il cane deve avere almeno 6 mesi di età, essere identificato tramite microchip ISO conforme, avere la vaccinazione antirabbica valida e quelle di base aggiornate, aver effettuato il trattamento antiparassitario, essere ritenuto idoneo sia per stato di salute sia per aspetti comportamentali secondo certificazione veterinaria, essere coperto da assicurazione RC PET obbligatoria ed essere munito di una pettorina Crash Tested conforme agli standard CMVSS 213 e FMVSS 213.

Durante il volo il cane deve indossare museruola, collare, guinzaglio e la pettorina Crash Tested, utilizzata per assicurarlo alla cintura di sicurezza del sedile per tutta la durata del volo, e deve restare nell’area assegnata per l’intero viaggio.

I documenti da presentare

Al momento della richiesta e al check-in servono l’attestazione veterinaria rilasciata non oltre 20 giorni prima del volo sull’idoneità del cane (con valutazione dello stato di salute, del comportamento e del peso), il documento identificativo o passaporto dell’animale, la documentazione vaccinale aggiornata, l’attestazione assicurativa RC PET e il Modulo di Accettazione Animali Domestici firmato. Al check-in viene verificata anche la presenza della pettorina conforme: in assenza della documentazione richiesta o della pettorina, il servizio non viene confermato e l’imbarco viene negato.

Il servizio si richiede e si acquista esclusivamente tramite il Contact Center CIAO: non è possibile comprarlo online, tramite agenzie di viaggio o nei normali flussi di prenotazione self-service, e non è previsto il web check-in. La richiesta va inoltrata con il maggiore anticipo possibile e comunque almeno 4 giorni prima della partenza.

La pettorina Crash Tested: cosa sono davvero CMVSS 213 e FMVSS 213

È il punto tecnicamente più delicato di tutta la procedura, ed è anche quello su cui è più facile sbagliare acquisto.

FMVSS 213 è il Federal Motor Vehicle Safety Standard statunitense che regola i sistemi di ritenuta per bambini in auto, gestito dalla NHTSA; CMVSS 213 è l’equivalente canadese. Non sono standard nati per i cani: sono protocolli di crash test pensati per i seggiolini per bambini, che prevedono prove dinamiche su slitta con decelerazioni molto violente, oltre a test su resistenza a trazione delle cinghie, abrasione, corrosione delle fibbie, comportamento alle alte e basse temperature. Le accelerazioni massime del test FMVSS 213 sono paragonabili a quelle di una berlina o di una monovolume in un impatto frontale contro barriera rigida a circa 25 miglia orarie.

I produttori seri di pettorine da auto hanno scelto di sottoporre i propri prodotti proprio a questi protocolli, usando manichini canini progettati per riprodurre l’anatomia del cane. Sleepypod, per esempio, ha effettuato i crash test della linea Clickit secondo lo standard FMVSS 213, con certificazione indipendente del Center for Pet Safety, l’organizzazione statunitense no profit che ha costruito il primo protocollo di valutazione specifico per i sistemi di ritenuta destinati ai cani. Le schede di certificazione riportano taglia testata, data del test, numero di prova, protocollo utilizzato e peso del manichino, ed è esattamente questo tipo di documentazione che distingue un prodotto certificato da uno che si limita a scrivere “crash tested” sull’etichetta.

Perché non basta il collare o una pettorina normale

La differenza non è di comfort, è di fisica. In una decelerazione improvvisa un cane di 25 kg sviluppa una forza d’urto pari a decine di volte il suo peso. Un collare concentra tutta quella forza sul collo, cioè su trachea, vertebre cervicali e grossi vasi: è il modo più diretto per trasformare un sistema di sicurezza in una causa di lesione grave. Una pettorina da passeggio, anche robusta, distribuisce meglio ma non è progettata per quel carico: cedono le cuciture, si aprono le fibbie in plastica, gli anelli si deformano.

Una pettorina certificata è costruita su principi diversi. Ha un pettorale ampio e imbottito che distribuisce il carico sulle parti più forti del torace e sullo sterno anziché sul collo, fettucce a larghezza maggiorata cucite con rinforzi testati a trazione, ferramenta metallica o polimerica qualificata, spesso elementi ad assorbimento d’energia che allungano il tempo di decelerazione, e un sistema di aggancio a più punti di contatto che limita anche il movimento laterale, non solo quello in avanti. Non è un accessorio con una certificazione sopra: è un dispositivo di sicurezza automobilistica che si indossa.

Quanto costa e cosa controllare prima di comprarla

I modelli certificati secondo i protocolli richiesti da ITA Airways si collocano, sul mercato europeo, orientativamente tra i 100 e i 180 euro a seconda del modello e della taglia (una Clickit Terrain, per fare un esempio, si trova intorno ai 107 euro presso rivenditori europei), contro i 20 o 40 euro di una pettorina da auto generica. La differenza di prezzo è la certificazione, cioè il costo dei test su ogni singola taglia.

Attenzione a un dettaglio che rischia di costare l’imbarco: sul mercato esistono pettorine testate secondo altri standard, per esempio ECE R44 e R129 oppure secondo la norma ISO 27955. Sono prodotti anche validi, ma non corrispondono alla dicitura richiesta dalla compagnia, che parla espressamente di conformità a CMVSS 213 e FMVSS 213. Prima dell’acquisto conviene verificare che la certificazione riguardi la taglia specifica acquistata (non tutte le taglie di uno stesso modello sono sempre testate), che il produttore renda pubblici numero di test e protocollo, e che il peso del cane rientri nel range certificato. Vale la pena comprarla con settimane di anticipo, non per il volo ma per abituare il cane a indossarla.

I cani da assistenza hanno sempre la priorità

È un punto che va sottolineato con chiarezza. In presenza a bordo di un cane da assistenza addestrato per supportare una persona con disabilità fisica, sensoriale o psichiatrica, questo ha priorità rispetto ai cani trasportati con il servizio Large Dog On Board: in presenza di un solo cane da assistenza potrebbe essere consentito un solo cane Large Dog, e in presenza di due cani da assistenza il servizio potrebbe non essere disponibile sul volo richiesto. Ricordiamo inoltre che cani guida e cani da assistenza con addestramento e riconoscimento ufficiale viaggiano in cabina gratuitamente.

Passeggeri allergici e casi di mancata conferma

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Chi presenta una condizione di allergia o particolare sensibilità alla presenza in cabina di un cane può contattare il Contact Center per verificare soluzioni di viaggio alternative, valutate caso per caso in base alla disponibilità dei posti. Il servizio può inoltre non essere disponibile se il volo non è identificato come Large Dog, se la disponibilità è esaurita o se esistono limitazioni operative o di sicurezza, e la compagnia si riserva di non confermarlo quando la documentazione è incompleta o non conforme.

Un dettaglio simpatico chiude la parte informativa: ITA mette a disposizione un Certificato di Battesimo dell’Aria da far firmare al comandante del volo.

Il punto di vista di Dogsportal

La notizia è buona, e va detto senza giri di parole. Ogni alternativa alla stiva è un passo avanti. Il trasporto in stiva resta una pratica che sconsigliamo in modo assoluto salvo casi eccezionali e non altrimenti risolvibili: rumore, vibrazioni, escursioni termiche, isolamento totale, impossibilità di monitorare il cane e di intervenire, ore di attesa in aree di carico. Dare una via d’uscita a chi ha una necessità reale di spostarsi in aereo con un cane di 25 chili è una scelta di civiltà, e il fatto che sia una compagnia di bandiera a farlo su voli nazionali ha anche un valore culturale.

Detto questo, la domanda che ci interessa davvero non è se ITA abbia fatto bene, ma un’altra: quanti cani sono davvero pronti a un volo?

Proviamo a elencare cosa chiediamo concretamente a un cane su un volo Large Dog. Attraversare un aeroporto affollato e rumoroso, passare i controlli di sicurezza con manipolazione da parte di estranei, salire su un mezzo che vibra e cambia pressione, restare fermo su un tappetino di dimensioni ridotte per una o due ore, in uno spazio da cui non può allontanarsi, circondato da persone sconosciute a distanza ravvicinata, assicurato con una pettorina alla cintura del sedile, e per tutto il tempo con la museruola. Non è un viaggio, è una prova di autocontrollo prolungato in un ambiente che il cane non ha modo di comprendere e da cui non ha alcuna possibilità di sottrarsi.

Un cane equilibrato, sociale, abituato agli ambienti urbani, con una buona capacità di rilassamento e una relazione solida con la persona che lo accompagna può gestirla. Un cane reattivo verso gli estranei, un cane insicuro, un cane che non ha mai indossato una museruola, un cane che in situazioni nuove non riesce a scendere dall’allerta, no. E la nostra impressione, guardando alla realtà quotidiana della cinofilia italiana, è che la seconda categoria sia molto più numerosa della prima.

C’è poi il tema della museruola, che merita un capitolo a sé. L’obbligo di indossarla per tutta la durata del volo è comprensibile dal punto di vista della sicurezza a bordo, ma implica due cose che troppo spesso vengono sottovalutate. La prima è che l’unica museruola accettabile in questo contesto è quella a cesto, che consente al cane di aprire la bocca, ansimare e bere: qualsiasi modello che chiuda la bocca è pericoloso, perché il cane termoregola proprio con l’ansimare e in cabina, con lo stress, ne avrà bisogno. La seconda è che l’abitudine alla museruola non si costruisce in una settimana. Serve un lavoro di condizionamento graduale che dura settimane o mesi, e che va fatto molto prima di prenotare.

Un rilievo tecnico, infine, che poniamo come domanda aperta. La pettorina richiesta è certificata secondo protocolli pensati per il fissaggio a un sedile d’auto tramite cintura a tre punti, mentre in cabina il cane viaggia sul pavimento, assicurato alla cintura del sedile accanto. È indubbiamente meglio di un collare, e la scelta di pretendere un dispositivo certificato è seria e apprezzabile, ma la geometria del vincolo non è quella per cui il dispositivo è stato validato. Sarebbe utile che le compagnie, nel tempo, arrivassero a definire un protocollo di ritenuta specifico per l’aviazione, così come esiste per i seggiolini.

Va aggiunta un’osservazione sul filtro d’accesso. Due biglietti più 95 euro, più la pettorina, più l’assicurazione, più le visite veterinarie: la selezione all’ingresso di questo servizio è economica, non comportamentale. La valutazione veterinaria del comportamento è una garanzia importante e va salutata positivamente, ma resta una fotografia in ambulatorio, scattata al massimo venti giorni prima, che difficilmente può prevedere come quello stesso cane reagirà in una cabina pressurizzata. Sarebbe interessante, in prospettiva, che questa valutazione potesse contare anche sull’osservazione di un professionista che veda il cane in contesti reali.

La libertà di scelta resta di chi vive con il cane, e va rispettata. Chiediamo solo che quella scelta sia fatta guardando il cane, non il desiderio di portarlo con sé. Molti viaggi si possono evitare, rimandare o fare in auto e in treno. Se il volo è davvero necessario, allora va preparato.

Come preparare il cane a un volo: i nostri consigli

Il lavoro va iniziato con mesi di anticipo, non con giorni. Il primo passo riguarda gli strumenti: pettorina e museruola vanno introdotte separatamente, con sessioni brevissime, associando l’oggetto a qualcosa di piacevole e togliendolo prima che il cane mostri disagio. L’obiettivo non è che il cane le sopporti, ma che le indossi senza cambiare stato emotivo.

Il secondo passo riguarda la posizione. Su un volo il cane deve saper stare fermo e disteso su una superficie delimitata per un tempo lungo. Si costruisce con un tappetino, lo stesso a casa e fuori, lavorando sul rilassamento su base e allungando gradualmente i tempi, prima in ambiente tranquillo, poi in bar, stazioni, mezzi pubblici.

Il terzo riguarda l’ambiente. Aeroporti, treni, autobus, luoghi affollati e rumorosi vanno frequentati prima, in dosi crescenti e sempre restando sotto la soglia di reattività. Se il cane in stazione non riesce a mangiare un bocconcino, quel cane non è pronto per un aeroporto.

Il quarto riguarda la manipolazione da parte di estranei, che ai controlli di sicurezza è inevitabile: va abituato con calma, con persone diverse, e con la possibilità di allontanarsi se ne sente il bisogno.

Poi ci sono le accortezze del giorno del viaggio. Un pasto leggero almeno quattro ore prima, acqua offerta in piccole quantità, una lunga passeggiata prima di entrare in aeroporto per permettere al cane di svuotarsi e scaricare tensione, arrivo con largo anticipo per evitare la fretta, il tappetino o una coperta con odore familiare, e la disponibilità a rinunciare se al momento dell’imbarco il cane è in uno stato di stress evidente.

Un’ultima raccomandazione: nessun sedativo di iniziativa personale. I farmaci ad azione sedativa possono ridurre la manifestazione esterna del disagio senza ridurre il disagio, e possono interferire con la termoregolazione e con l’equilibrio in condizioni di pressione variabile. Qualsiasi supporto farmacologico o nutraceutico va valutato con il medico veterinario, e provato prima, mai per la prima volta il giorno del volo.

Fonti

ITA Airways, pagine ufficiali “Animali in cabina” e “Large Dog a bordo” NHTSA, Laboratory Test Procedure for FMVSS No. 213 Child Restraint Systems Center for Pet Safety, schede di certificazione dei sistemi di ritenuta per cani Sleepypod, documentazione tecnica sui crash test della linea Clickit

Dogsportal® Cultura Dog Friendly

Questo articolo fa parte della rubrica Dogsportal® Cultura Dog Friendly, dedicata ai progetti, alle città e alle strutture che promuovono una vera cultura dell’accoglienza cinofila.

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Rocco Voto

Fondatore & Editore

Fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore cinofilo e nel mondo del cane, si occupa di divulgazione cinofila promuovendo un approccio basato su etica, competenza e benessere animale.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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