Razze canine

Il Pit Bull è una razza e vi spiego il perché. Oltre i preconcetti.

“I Pitbull sono cani dalle mille sfaccettature, difficili da descrivere e da conoscere a fondo. In Italia non sono riconosciuti come razza e gli allevatori sono obbligati ad avvisare gli acquirenti. Di per sé, questo elemento non riduce il valore della meraviglia di questi cani e, in fin dei conti, possiamo comunque rivolgerci ad un canile.”

(Cit. di un articolo apparso sul web)

Frasi deliranti.

E iniziò così il mio pomeriggio da incubo, l’ennesimo. Sì, l’ennesimo, perché amare e vivere con dei Pitbull è un bellissimo incubo. La vita di chi ama questa razza ben si rappresenta con un detto: Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole, la gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa.

Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame.

In Italia, il proprietario di un Pitbull ogni mattina dovrà correre altrimenti verrà sicuramente insultato, denigrato, offeso da qualcuno.

Apri i social e c’è sempre qualcosa o qualcuno che parla di questa razza, ma mai mi sarei immaginata di vedere buttare nel pozzo così tanta storia. Ebbene sì, perché il Pitbull ha una grande storia, nasce alla fine del XIX secolo.

Eppure un giornalista/educatoredei nostri tempi decide che questa razza non esiste.

Io sento il bisogno di far uscire i cani, simil Pitbull, dai canili. Ma chi ha lavorato per dare dignità a questa razza, perché si deve sentir denigrare e considerare un truffatore?

Iniziamo con la STORIA di questo cane. Le origini dello Staffordshire Bull Terrier.

Nasce come cane da combattimento, per questo gli è stato difficile ottenere il riconoscimento come razza da inserire nel registro delle razze del K.C.

Nel 1930, il nome “Staffordshire Bull Terrier” apparve per la prima volta tra i cani del tipo terrier.

Nel 1932 e nel 1933 furono fatti tentativi dal giudice e allevatore di cani Joseph Dunn per ottenere il riconoscimento del registro di razza K.C.

All’inizio del 1935, il primo show si tenne sul campo da bocce del Conservative Club a Cradley Heath e nel maggio di quell’anno, il K.C. approvò il nome “Staffordshire Bull Terrier” (il primo nome richiesto, “Original Bull Terrier”, fu respinto dal Kennel Club dato che esisteva già il Bull Terrier).

Nel giugno del 1935, lo Staffordshire Bull Terrier Club si formò durante un incontro presso il pub Old Cross Guns a Cradley Heath.

Lo stesso giorno furono approvati gli standard di razza.

Altri allevatori fondamentali coinvolti nell’acquisizione del riconoscimento della razza furono Joe Mallen e l’attore Tom Walls.

I primi premi come campioni riconosciuti in Inghilterra furono assegnati nel 1939 alla cagna Lady Eve e al cane Gentleman Jim.

Oltre al riconoscimento da parte del KC nel 1935, lo ebbe anche dal club dello Staffordshire Bull Terrier che si formò nel 1945. Lo Stafford fu in seguito riconosciuto nei registri delle razze di vari altri club, come l’AKC, che è il più grande registro di razza pura del mondo, l’ Australian National Kennel Council (ANKC), Canadian Kennel Club (CKC), Irish Kennel Club (IKC), New Zealand Kennel Club (NZKC) e United Kennel Club (UKC) negli Stati Uniti (USA).

Nel 1974, l’AKC ha riconosciuto ufficialmente lo Staffordshire Bull Terrier Club.

American Pit Bull Terrier.

L’ American Pit Bull Terrier (APBT) è una razza di cane riconosciuta dallo United Kennel Club nel 1898 e dall’American Dog Breeders Association nel 1901, ma non dalla American Kennel Club (AKC).

Nonostante l’uso colloquiale del termine “pitbull”, questo nome serve per comprendere un’intera categoria di cani e, nell’uso legale del termine per includere diverse razze nella legislazione, alcuni allevatori professionisti conservatori dell’American Pit Bull Terrier, nonché alcuni esperti e sostenitori, affermano che storicamente l’American Pit Bull Terrier (Apbt) è l’unico vero “pitbull” e l’unica razza che dovrebbe essere denominata come tale.

Fino alla metà del XIX secolo, i vecchi Terrier inglesi ormai estinti e i vecchi Bulldog inglesi, erano incrociati per selezionare un cane che unisse la tenacità, combattività e l’agilità del terrier con la forza e l’atletismo del bulldog.

Questi cani, di nome Bull e Terrier, furono allevati nelle Isole britanniche e arrivarono negli Stati Uniti a metà del XVIII secolo, dove divennero i diretti antenati dell’American Pit Bull Terrier.

Nel Regno Unito, i Bull-and-terrier sono stati utilizzati in sport sanguinari come: bull baiting, bear baiting, badger baiting e rating.

Questi sport sanguinari furono ufficialmente eliminati nel 1835 quando la Gran Bretagna introdusse leggi sul benessere degli animali.

Poiché i combattimenti tra cani erano più economici da organizzare e molto più facili da nascondere alla legge rispetto agli altri, i sostenitori degli sport sanguinari hanno continuato a dedicarsi a far combattere i cani.

Negli USA nel tempo arrivarono dall’ Irlanda, Inghilterra e in poca percentuale dalla Scozia, dei cani chiamati in ogni zona diversa,: yankee terrier, pit bull dog, american pit dog, american bull terrier, questo ultimo nome causò parecchi conflitti con il K.C. inglese, quindi nel 10 febbraio 1898 la razza fu riconosciuta dallo United Kennel Club chiamato come American Pit Bull Terrier.
In seguito proprio quest’ultimo, data la pressione dei membri , decisero di staccare Apbt dal mondo dei combattimenti dei cani, e selezionare un tipo di A.p.b.t. solo per show di bellezza.


La United Kennel Club (UKC) volle registrare il ”Pit Bull Terrier”, poiché l’American Kennel Club non voleva avere nulla a che fare con loro. In origine, venne aggiunta la parola “american” al nome e lasciarono cadere “Pit”.


Questo non piacque a tutti i membri, quindi in seguito la parola “Pit” fu aggiunta di nuovo al di origine.


Nel 1909 nacque la American Dog Breeder Association , che continuo a registrare A.p.b.t. come cane da combattimento/lavoro.
Nel 1976, la Corte Suprema approvò l’ Animal Welfare Act . Questo atto rivoluzionario ha reso ufficialmente illegale il combattimento di cani in tutti i 50 stati.

Nel frattempo il mondo cinematografico di innamorò e lancio forse il più famoso Pit Bull, Petey, un’adorabile canaglia con l’occhietto , di Little Rascals.

Il pitbull divenne il cane favorito tra politici, studiosi e celebrità, Helen Keller, Theodore Roosevelt, Thomas Edison, Mark Twain, Fred Astaire e Humphrey Bogart, solo per citarne alcuni, avevano tutti pitbull come compagni di vita.

L’ultimo passo nella lunga evoluzione dei nomi avvenne all’inizio degli anni ’70 a seguito del riconoscimento dello Staffordshire Bull Terrier da parte dell’AKC. Reagendo alla inconcepibile somiglianza dei nomi, AKC ha offerto il nome “American Staffordshire Terrier”

Lo Staffordshire Bull Terrier venne finalmente riconosciuto da AKC nel 1975.

In aggiunta a questo quadro complesso di nomi, è il fatto che molti allevatori di American Pit Bull Terrier hanno preferito non registrare i loro cani con l’American Kennel Club. Questa decisione è stata presa per una serie di ragioni tra cui la sfiducia verso il mondo delle mostre mentre questo avrebbe potuto essere un veicolo utile per il progresso della razza.


La conseguenza fu che si ebbero molti cani registrati come American Pit Bull Terrier presso lo United Kennel Club ed in altre organizzazioni. A loro volta, molti allevatori hanno registrato i loro cani con l’American Kennel Club accettando il nome di American Staffordshire Terrier e anche con lo United Kennel Club come American Pit Bull Terrier , una situazione che continua ad essere una pratica comune oggi.

Mike Morabito
Storico e collezionista di razza ,Giudice di razza
Educatore cinofilo, scrittore

In Italia seppur non riconosciuto dall’ ente preposta dalle politiche agricole cioè , l’ENCI (per chi non lo sapesse è un ente privato) per la legge italiana l’American Pit Bull terrier è una RAZZA a tutti gli effetti .

Enrico Tassi
Breeder e judge Apbt / adba
Allevatore E.T Kennel

È quanto avvenuto nel 2006 con l’ordinanza del Ministro Livia Turco sulla “Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani”, che relega 17 razze canine nella lista dei “cattivi”, rovinando la reputazione di alcune di queste in modo quasi irrimediabile un esempio i Pitbull, in questo caso in negativo riconosciuto come razza

https://www.dogsportal.it/maltrattamento-e-abuso-di-razza-importante-parlarne

 

Parliamo di pedigree apbt in Italia?

In Italia, la razza è registrata dall’ACCP ( Associazione Culturale Cani da Presa) fin dal 1996, quando cioè cominciò a diffondersi nel nostro paese. Dal 2012 ACCP è anche Club Ufficiale UKC. 

Dal 2004 gli allevatori iscritti all’ACCP depositano il DNA dei propri riproduttori e a oggi le diagnosi di parentela sono diverse migliaia,

Che l’APBT sia una razza, con caratteristiche morfologiche e caratteriali ben definite, è un dato di fatto e oggi, né l’ignoranza e i pregiudizi, né gli interessi economici di qualcuno, possono più far credere il contrario.”

Roberta Albanesi Presidente ACCP Direttore responsabile della rivista Cani da presa Magazine

Autrice di due volumi sull’American Pit Bull Terrier, “Un pit bull per amico” e “APBT, ritratti di una razza”.

PARLIAMO DI ILLEGALITA’ SULL’ AMERICAN PIT BULL TERRIER

Dal punto di vista giuridico, infatti, la vendita di un cane definito di “razza”, può avvenire solo se questo è iscritto ai Libri Genealogici, ovvero il libro di registrazione tenuto da un associazione nazionale di allevatori dotata di personalità giuridica o da un Ente di diritto pubblico in cui sono iscritti gli animali riproduttori di una determinata razza, la loro discendenza genealogica, le prestazioni riproduttive (controllo genetico) e produttive (titoli).

Ciò in virtù del  Decreto Legislativo n. 529, del 30 dicembre 1992 che ha recepito la direttiva europea 91/174/CEE relativa alle condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione degli animali di razza.

Considerando che in Italia l’iscrizione a questi registri, dei soggetti definiti di “razza” secondo la normativa, avviene in modo “fiduciario e con autocertificazione” da parte dell’allevatore, con la denuncia di monta e di cucciolata, appare effimero che su questa base si possa fondare la definizione stessa di razza al pari di quanto esprimono i presidi scientifici e le acquisizioni della medicina veterinaria forense, nella definizione di razza stessa; e ciò appare ancora più evidente se si considera che in Italia per questi soggetti non è prevista la proliferazione del DNA parentale a fronte dell’emissione del “pedigree”, ovvero di quel certificato di iscrizione ai pubblici registri (Libri genealogici), a garanzia dell’appartenenza alla razza, come avviene invece per altre specie in cui viene applicata la stessa normativa. 

Pertanto è acquisito che la percentuale di erronee registrazioni e di possibili inattendibilità delle genealogie, possa essere in conflitto con la normativa stessa, come avviene in altri paesi europei ed extraeuropei, che hanno posto in essere un accurata vigilanza di tali registrazioni, sia per essere aderenti alla normativa, sia per il controllo delle patologie ereditarie (“hereditary clear” – HC).

 Si rende evidente che tale norma è una norma vecchia e superata dalle moderne acquisizioni scientifiche e della medicina veterinaria forense e non garante dell’appartenenza ad una specifica razza, nonché dello stato di salute di essa (HC)

Dr. Francesco Micoli  Direttore Sanitario ReproVet Genetics Italia

  • Medico Veterinario DVM
  • Residency Universita’ degli Studi di Milano European College Of Small Animal Reproduction
  • SIRVAC (Società Italiana di Riproduzione Veterinaria Aniamali da Compagnia)
  • Presidente GCM delegazione ENCI Milano

PARLIAMO ALLEVAMENTO DELL’AMERICAN PIT BULL TERRIER

Esistono in Italia allevatori che hanno dato a questa razza un’immagine Made in Italy, rimanendo nello standard ufficiale, molti cani vengono esportati ed apprezzati anche all’estero .

Angelo Scagliotti, è stato uno dei primissimi allevatori di American Pit Bull Terrier in Italia.

Abitava nella “cascina dei lupi” in frazione Rodallo tra i suoi adorati cani, e svariati animali da cortile, pienamente immerso nella natura di cui seguiva i ritmi.

Allevatore ed addestratore di pitbull, giudice di concorsi internazionali, la sua linea di Pit Bull è riconosciuta a livello internazionale, uno dei pochi in Italia.

Leonardo Angelini: Evolution Blood Line 1988

Se vogliamo parlare di UKC ,ebbe uno dei cani più famosi, Master & Commander, questo Pit bull aveva una genetica superiore, che trasmesse in modo divino , lo hanno dimostrano gli oltre 130 cuccioli prodotti in 2 anni.

Allevatore di razza pit bull,da oltre 25 anni, giudice di gara italiano ed internazionale

Massimiliano Gusai : Allevamento gusai’s kennel 1999

Allevatore ed addestratore di pitbull, giudice di concorsi , educatore e addestratore cinofilo , laureato in  scienze della formazione  cinotecnica con 110 e lode

Debora Cataldo Troisi : allevamento Jaedy’s American devils kennel

Con Infernal Gordon e Winny Xena  Campioni  ACCP contribuirono a dare una svolta al Pit Bull italiano. 

E  ci sono tanti altri allevatori amatoriali e non come Abramo Calini Iron dog ,Giovanni Baratto, Ramon Pisciotta, Marianna Biggi, Tana del Diablo Luigi Iodice, 

Luigi Bezzi, Angelo Scalia, Angelo Cirillo,Gianni Pinto, 

Giovanni Polci, Gruev Gruyo Hooligan’s kernel , Joh Nitro Klan Kennel,

Grazia Marmo, allevamento riconosciuto Endas sett. cinofilia Coni lavora con i Pit bull nel sociale ,scuole ,ospedali e case di cura e tanti altri che si impegnano a portare avanti questa razza con rispetto e professionalità.

E poi ci sono io che mi sono  informata per mesi e ho voluto un PIT BULL che avesse tutte le caratteristiche di razza, chiare e pulite , l’ho scelta tra tanti dopo aver percorso più di 200km , una madre superba Adrenaline , un padre conosciuto in tutta Italia, Master & Commander un allevamento tra i migliori in Italia ,Evolution Blood Line ,un allevatore che conosce questa razza come il suo corpo.

Naturalmente con un pedigree ACCP e registrata UKC , sei generazioni  registrate di razza Pit bull.

Red Evolution Sky per gli amici Luna o piccola Lulli, non c’è nessuno che non sia rimasto colpito dalla bellezza , dolcezza e gameness che viene continuamente stimolata da nuove attività da fare insieme. 

Sono diventata istruttore cinofilo, grazie a lei , tecnico Mantrailing grazie a lei , educatore cerca e cavatura ludico sportiva grazie a lei,  si, perché ho una signora Pit bull che cava il tartufo, insieme abbiamo costruito un centro benessere animale e gli altri cani, tanti Pit bull , passano le vacanze da noi. 

Ed i miei genitori di 70 anni gestiscono tre Pit Bull

Dobbiamo rispettare tante famiglie con bambini che tutelano, rispettano , amano ,vivono questa razza e tanti professionisti che si avvicinano agli allevatori seri e ricercano linee di sangue meno spinte , il Pit bull è il cane con più brevetti nelle categorie professionali più disparate dalla Pet Therapy , alla ricerca persone al salvataggio in acqua e non ultimo un Pit bull recentemente ha  trovato un neonato nella spazzatura abbandonato da una donna . 

La difficoltà di questa RAZZA sta nell’ego delle persone per 10 minuti di gloria, ne parlano in bene o male ma ne parlano, questa RAZZA ha bisogno di silenzio, volete aiutarla vietate le migliaia di cucciolate casalinghe ,fatelo per loro e per tutti i cani ,così i canili non trasborderanno di abbandoni e maltrattamenti.

Se volete farvi un pò di cultura vi consiglio libri di Stratton, Wayne D., Brown e Colby’s Book of the American Pit Bull Terrier. 

Leggete la rivista The Bulldogs Hill , la nuova rivista dedicata agli amanti dei Terrier di tipo bull , lo sport e il working. 

rivista storica, ACCP – cani da presa: la rivista specializzata in cani da presa. Oltre ovviamente a Dogsportal.it per cui ho scritto.

Articolo inviato in Redazione da Stefania Brunettini. Lettrice del blog e professionista cinofila.


Stefania Brunettini

Appassionata di Pit Bull

Istruttore cinofilo olistico

Tecnico Mantrailing 

Educatore cerca e cavatura ludico sportiva 


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