Fuori dai Denti

Il mito del cane libero: quando la libertà diventa indifferenza e morte.

La tragica storia di Alex e il dilemma tra libertà e responsabilità verso i cani senza famiglia


“Viva i cani liberi!”, una sorta di slogan che riassume un modo molto romantico di guardare al cane di nessuno e di tutti, quel cane che, secondo tale visione, vive felice perché può essere se stesso, senza legami stretti con un essere umano in particolare ma ugualmente inserito nella società.

Tipicamente è un cane del Sud, dove sappiamo che il fenomeno dei cani liberi, nel senso che non hanno una famiglia ma si arrangiano tra il benvoluto e il tollerato della zona che frequentano, raggiunge cifre notevoli.

Ed è un bel modo di guardare la cosa con occhio positivo…

Poi, però, leggi che a Bono, paese di 3.000 abitanti vicino a Sassari, viveva Alex, cane libero ma anche anziano, sordo e cieco… e cominci a domandarti come diavolo riuscisse a cavarsela, stanti le menomazioni e, almeno io, ti domandi soprattutto come sia stato possibile che nessuno, su 3.000 presunti esseri umani, se lo sia portato a casa: non gli avreste sottratto la tanto romantica libertà ma garantito una vecchiaia sicura e degna.

E invece no, Alex vagava, sordo e cieco, per il paese.

Fino a quando, il 31 agosto, un gruppo di giovani subumani ha deciso di massacrarlo di botte, così per gioco, fino a lasciarlo agonizzante per terra.

Tutto questo durante la festa del paese, con tante persone che, pare, hanno assistito alla scena senza fare nulla (subumani anche loro, se è vero).

E così Alex, cane anziano, libero, sordo e cieco, è morto dopo tre giorni di atroci sofferenze.

Quanti Alex ci sono stati in tutti questi anni?

Tantissimi, lo sappiamo.

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E allora, forse, “viva i cani liberi!” è uno slogan adatto a un Paese che ancora non siamo e non so se riusciremo a diventare mai.

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Andrea Comini

Educatore Cinofilo & Giornalista

Educatore e istruttore cinofilo FISC da oltre vent’anni, consulente comportamentale e giornalista professionista. Studioso di etologia del cane e del lupo, si è formato con maestri internazionali ed è docente in corsi per educatori.

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Andrea Comini

Educatore e istruttore cinofilo fisc da oltre vent'anni, consulente sui problemi comportamentali, si è formato con Carlo Marzoli, Inki Sjosten, David Appleby, Roger Abrantes, Joel Dehasse. Studioso di etologia del cane e del lupo, docente in diversi corsi di formazione per educatori. Giornalista professionista.

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