Cani brachicefali, bellezza o sofferenza? Una testimonianza per scegliere con consapevolezza
La storia di Emi e dei suoi bulldog francesi.
Abbiamo chiesto ai lettori di Dogsportal.it di raccontarci le loro esperienze con i cani brachicefali, e le risposte ricevute ci offrono uno spaccato reale e prezioso della vita accanto a queste razze tanto amate quanto delicate.
Tra le testimonianze, quella di Emi Bocelli, educatrice cinofila e proprietaria di tre bulldog francesi, emerge per la sua sincerità e per i dettagli che possono aiutare chiunque stia pensando di accogliere un cane brachicefalo nella propria famiglia.
Emi ci racconta il suo percorso iniziato quasi otto anni fa, con l’arrivo di Ettore, un bulldog francese con una conformazione fisica meno estrema rispetto agli standard odierni. Ettore, pur essendo stato un cane generalmente sano, ha subito messo in luce le differenze con Arya e Maui, i due esemplari che sono arrivati successivamente nella sua casa.
Le difficoltà legate alla conformazione brachicefala
Arya e Maui, selezionati secondo standard estetici più moderni, hanno purtroppo manifestato fin da subito problemi respiratori, una condizione comune nei cani brachicefali a causa del sindrome ostruttiva delle vie aeree brachicefale (BAOS).





Entrambi hanno dovuto affrontare interventi chirurgici per migliorare la qualità della loro respirazione, un aspetto cruciale per garantire loro una vita dignitosa.
Emi sottolinea come questa razza richieda attenzioni quotidiane, dalla prevenzione di traumi fisici, come salti o movimenti bruschi, fino a un’alimentazione controllata per evitare problemi gastrointestinali. Inoltre, la predisposizione ad altre patologie, come ernie e allergie, rappresenta un problema costante sia in termini di impegno che di costi.
Il problema dello standard estetico e delle mode
La testimonianza di Emi mette in evidenza un problema ormai noto: la selezione basata sull’estetica estrema, che predilige cani dal muso estremamente corto e dal corpo compatto, ha portato a un aumento significativo delle patologie ereditarie.
Ettore, con una conformazione più vicina agli esemplari di 100 anni fa, è la dimostrazione di come un cane meno “modaiolo” possa essere decisamente più sano.
Emi sottolinea l’importanza di affidarsi a allevatori seri, che lavorano per migliorare la salute delle razze piuttosto che per inseguire standard estetici discutibili.
Un pedigree non è sufficiente se non è accompagnato da una selezione responsabile.
Costi e responsabilità
Possedere un cane brachicefalo non è solo un impegno emotivo, ma anche economico.
Gli interventi chirurgici, le cure veterinarie specialistiche e la gestione quotidiana rappresentano una spesa considerevole, che deve essere presa in considerazione da chiunque stia pensando di accogliere un cane di questa razza.
Come evidenzia Emi, un intervento per un’ernia può costare anche 2500 euro, una cifra che non tutti possono permettersi. Questo rende essenziale una riflessione approfondita prima di scegliere un cane brachicefalo come compagno di vita.
La storia di Emi Bocelli e dei suoi bulldog francesi offre uno sguardo realistico e consapevole sulla vita con i cani brachicefali.
È un invito a riflettere, a informarsi e a scegliere con responsabilità, sia per il benessere dei cani che per quello delle persone che li accolgono. Noi di Dogsportal.it vi invitiamo a condividere le vostre esperienze e a leggere altri articoli sul nostro sito per approfondire questo e altri argomenti legati al mondo cinofilo.
Ma lanciamo un’ulteriore domanda aperta per tutti voi. E’ giusto portare avanti una selezione di razze che rischiano di fare una vita con tutti questi problemi?
Letture consigliate:
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