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Due spari, nessun colpevole: chiusa la vicenda di Argo e Fiamma

Una tragedia che ha scosso la Val Germanasca

Argo e Fiamma, i due cani uccisi a Perrero durante una passeggiata in montagna nel dicembre 2023, sono ormai un simbolo per chi lotta per una maggiore tutela degli animali. La notizia della loro morte, avvenuta per mano di un cacciatore che ha confessato di averli abbattuti con due fucilate, aveva subito fatto il giro del web e dei media. Dogsportal.it è stato uno dei primi a occuparsi del caso, intervistando i proprietari degli animali e seguendo da vicino ogni sviluppo.

Ora, a distanza di oltre un anno dai fatti, la vicenda ha raggiunto una conclusione giudiziaria che lascia l’amaro in bocca. Come riportato in una nota stampa della Lega Anticaccia di Pinerolo, il caso è stato archiviato. Nonostante le prove inconfutabili e l’ammissione di responsabilità del cacciatore, il giudice ha accolto la richiesta del Pubblico ministero, stabilendo che non ci fossero gli elementi sufficienti per procedere con un processo penale.

La nota della Lega Anticaccia

La LAC di Pinerolo ha diffuso un comunicato stampa nel quale esprime profondo sconcerto per questa decisione. Secondo l’organizzazione, si è trattato di un caso di eccezionale trasparenza, corredato da indagini accurate e da prove che sembravano non lasciare spazio a dubbi. Tuttavia, la decisione del giudice si è basata sulla mancanza di certezza dell’elemento soggettivo: non sarebbe dimostrabile, secondo il magistrato, che il cacciatore abbia agito con dolo, ovvero con l’intenzione di uccidere i due cani. In altre parole, il giudice ha ritenuto plausibile che si sia trattato di un errore.

Dubbi e implicazioni

Questa conclusione solleva molti interrogativi. La LAC sottolinea che il cacciatore, autorizzato alla caccia di selezione, dovrebbe possedere una formazione specifica nel riconoscimento degli animali. È difficile credere che non si fosse reso conto di sparare a due cani e non ad altri animali. Inoltre, l’uso di soli due colpi, precisi e mirati, contraddice l’ipotesi di una semplice svista.

L’ordinanza di archiviazione ha anche suscitato polemiche per aver accennato alla mancanza di un cappottino fluorescente sui cani, un equipaggiamento non obbligatorio per legge, come se ciò potesse in qualche modo giustificare l’accaduto. Per molti, questa osservazione sposta la responsabilità dal cacciatore ai proprietari dei cani, nonostante questi ultimi fossero sul loro terreno.

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Una giustizia negata

La Lega Anticaccia, che aveva sostenuto i proprietari dei cani proponendo la costituzione di parte civile e opponendosi all’archiviazione, non nasconde la sua delusione. Senza un processo, dicono, non è stato possibile analizzare a fondo i fatti e accertare le responsabilità. La vicenda di Argo e Fiamma rimane quindi aperta dal punto di vista morale e solleva importanti riflessioni sulla sicurezza in montagna, la gestione della caccia e la tutela degli animali.

Dogsportal.it continuerà a seguire e raccontare storie come questa, invitando i lettori a riflettere e a cercare sempre un dialogo costruttivo su temi tanto delicati.

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