Fuori dai Denti

Save list più nuovo regolamento animali di Milano: i cani tra l’incudine e il martello

In Lombardia è in corso una gara. Regione e Comune di Milano competono per vedere chi riesce a complicare di più la vita a cani e relativi umani, senza apparenti benefici per nessuno, anzi.

Da un lato, la Regione con la sua save list e la nota proposta di legge nazionale; dall’altro, Milano con la bozza del nuovo regolamento sugli animali. Due provvedimenti diversi, di origine politica opposta, stesso spirito: trasformare la cinofilia diffusa in un percorso a ostacoli fine a se stesso. Al centro non pare esserci il benessere animale ma la smania di controllare. E in mezzo, tra l’incudine e il martello, ci sono tantissime famiglie multispecie.

Qui su Dogsportal, della save list abbiamo discusso con due utilissime dirette e sappiamo che si tratta tra le altre cose, di un monumento all’incoerenza: se il cane ha pedigree Enci, non importa la razza, niente obblighi; se non ce l’ha e appartiene a una lista parecchio arbitraria e in alcuni casi surreale (sto ancora cercando di scovare un Rafeiro do Alentejo, con o senza pedigree…) , deve dimostrare di non essere un pericolo pubblico superando il test CAE-1 con tutti i suoi limiti.

Ma il business potrebbe essere piuttosto lucroso, visto che il test sarebbe gestito… indovinate da chi? Bravi, dall’Enci.

Detto in altre parole: compra in un allevamento Enci e sei esente da qualsivoglia obbligo, in tutti gli altri casi devi dimostrare che non sei un problema. Etologicamente parlando, è una “cagata pazzesca” (cit.). Socialmente, è un ostacolo alle adozioni dai canili. Applausi alla giunta regionale di centrodestra che ha varato ‘sta roba e vuole farla diventare legge nazionale…

E poteva Milano, amministrata dal centrosinistra, esimersi dal dare il suo contributo alla qualità di vita di cani e relativi bipedi ivi residenti? Ovviamente no. Quindi pare che il Comune abbia deciso di rilanciare. 

Sembra che la nuova bozza di regolamento sugli animali del Comune di Milano introdurrà diverse novità rilevanti. Il patentino speciale diventerebbe obbligatorio non solo per i proprietari, ma anche per i detentori di cani appartenenti a razze considerate pericolose, quindi per esempio il dog sitter o il famigliare dell’intestatario del cane, a logica. E in caso di nuova acquisizione, il patentino speciale dovrà essere conseguito prima di prendere l’animale (quindi, prima di adottare un bull dal canile, per esempio, servirà il patentino). Bene? Non proprio.

Tale patentino esiste già ma è richiesto solo a chi possiede animali segnalati dall’ATS dopo episodi di aggressione. Una misura mirata, per quanto poco incisiva, legata a fatti. La bozza comunale punterebbe invece a renderlo preventivo per alcune razze (altra save list? Che poi in entrambi i casi sarebbe una black list, o no?), a prescindere dal comportamento del singolo soggetto. Ma il punto è che se il patentino in questione è quello attualmente in essere, in termini di gestione e prevenzione è utile come una bicicletta a un pesce (cit.)

In discussione anche il divieto per i collari a strozzo (che peraltro la legge regionale di cui sopra invece imporrebbe alla razze “pericolose”…) e per i collari elettrici. Ma l’uso dei collari a scossa elettrica è già vietato, anche se la sentenza della Cassazione è una comica, perché il divieto vale se “provoca sofferenza”. Eh già, uno mette il Teletak al cane perché gli dona…

Ma non è tutto. Milano sembra voglia cancellare il sequestro automatico dei cani senza microchip trovati assieme a chi chiede l’elemosina.

Giusto eliminare azioni indiscriminate che hanno separato animali da persone già in grave disagio che li consideravano “famiglia”. Ma non si può ignorare l’altra faccia della medaglia: cani tenuti sedati per ore e usati come strumenti di questua dal racket, spietato, che in molti casi la gestisce. E qui la confisca non è abuso, è tutela. 

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Passare dal “sempre” al “mai” significa rinunciare a distinguere e questa è una gravissima resa alla delinquenza che sfrutta gli animali (offrendo tra l’altro un argomento assai valido all’opposizione in consiglio comunale… vai a capire Sala e co.)

Se tutto ciò non bastasse a far pensare che la giunta milanese sia in preda a un tragico corto circuito mentale, sappiate che la nuova bozza di regolamento pare lascerà in pace i circhi con tigri, leoni eccetera (un orrore vietato in diversi Paesi civili, non in Italia però). E i fuochi artificiali e i botti, che ogni anno causano fuga e spesso morte di centinaia di cani e gatti? Non si vietano, si “disincentivano” (come?), se no chi li sente i commercianti?

Intanto i canili lombardi continuano a riempirsi, in particolare di cani di tipo bull e molossoidi vari, che fanno una gran fatica a trovare adozioni, se mai le troveranno. E la politica locale che fa? Pensa a intimorire, disincentivare e vessare i cinofili, in particolare proprio quelli che hanno o vorrebbero adottare cani di questo genere.

Diffondere cultura cinofila a partire dalla scuola dell’obbligo, fare formazione diffusa, teorica, pratica e accessibile a tutti, ascoltare gli esperti veri e disinteressati. Questo dovrebbe fare un’amministrazione pubblica, se dei suoi cittadini a due e a quattro zampe gli importasse davvero.

Ma si sa, pubblicare scenografiche“grida” di manzoniana memoria non costa nulla e poi è tradizione, da queste parti.

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Andrea Comini

Educatore Cinofilo & Giornalista

Educatore e istruttore cinofilo FISC da oltre vent’anni, consulente comportamentale e giornalista professionista. Studioso di etologia del cane e del lupo, si è formato con maestri internazionali ed è docente in corsi per educatori.

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Andrea Comini

Educatore e istruttore cinofilo fisc da oltre vent'anni, consulente sui problemi comportamentali, si è formato con Carlo Marzoli, Inki Sjosten, David Appleby, Roger Abrantes, Joel Dehasse. Studioso di etologia del cane e del lupo, docente in diversi corsi di formazione per educatori. Giornalista professionista.

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