UAM e Fondazione Ferrero: come Mirtillo ha migliorato il benessere degli anziani in dodici settimane
Il progetto pilota presentato alla Healthy Aging Week mostra l’impatto della relazione uomo–animale sulla qualità della vita nella terza età.
Un percorso che unisce scienza, relazione ed emozioni
C’è un momento, durante la Healthy Aging Week 2025 organizzata dalla Fondazione Ferrero, in cui la sala si ferma. Sul palco, Marco Melosi e Andrea Ungar, moderatori della sessione scientifica, introducono una giornata interamente dedicata alla relazione uomo–animale nella terza età: un tema che unisce gerontologia, etologia, psicologia e medicina veterinaria. UAM e Fondazione Ferrero sono al centro di questa discussione importante.
È in questo contesto che viene presentato il progetto pilota pensato da VETeris che ha coinvolto UAM – Umanimalmente, un percorso strutturato di dodici settimane rivolto a un gruppo di persone anziane della Fondazione Ferrero di Alba.
Questo progetto non solo migliora la qualità della vita degli anziani, ma evidenzia anche la sinergia tra UAM e Fondazione Ferrero nel promuovere il benessere degli anziani attraverso la pet therapy.
Leggi anche: Migliorare la qualità di vita degli anziani con la pet therapy: il progetto di UAM con la Fondazione Ferrero
Sette donne, età media 78 anni, tutte non affette da decadimento cognitivo, accompagnate da un cane di piccola taglia — Mirtillo — e da un’équipe multidisciplinare.
Un progetto rigoroso che per noi lettori di Dogsportal.it rappresenta uno dei più interessanti esempi italiani di come la relazione con il cane, quando guidata da professionisti qualificati, possa incidere sulla qualità della vita nella terza età.
Il valore della relazione uomo–animale: voci e competenze nella giornata del 10 novembre

La presentazione del progetto, avvenuta il 10 novembre, è stata aperta da Chiara Mussi con l’intervento “Perché VETeris”, che ha illustrato la visione e le ragioni alla base dell’intero percorso: portare benessere agli anziani attraverso programmi interdisciplinari validati scientificamente.
Subito dopo, Alessandro Morandi e Deborah Catalano hanno approfondito il ruolo dell’animale da compagnia nel quotidiano delle persone anziane.
Nei materiali ufficiali, Catalano ha ricordato che:
«Gli animali rappresentano una risorsa impagabile di presenza e amore incondizionato; non giudicano, non notano gli errori, ci trattengono nel qui ed ora».
Parole che hanno trovato eco nella presentazione successiva di Maria Chiara Catalani, dedicata a chiarire cosa siano realmente gli IAA, quali standard seguano, e quale ruolo assumano nella geriatria moderna.
Un passaggio rafforzato dall’intervento di Laura Contalbrigo, focalizzato sulla sicurezza degli anziani e degli animali nei percorsi assistiti.
L’intervento alla Fondazione Ferrero: obiettivi, valutazioni e metodologia
Uno studio pilota osservazionale
Sono salite sul palco anche Ilaria Ambrosino, ricercatrice dell’Università di Firenze, e la psicologa Miriam Borra, responsabile del progetto UAM.

La loro relazione ha illustrato un progetto costruito secondo criteri scientifici precisi:
uno studio pilota osservazionale, prospettico e longitudinale, con valutazioni pre e post intervento su:
- solitudine (Scala di De Jong)
- ansia e depressione (HADS)
- qualità della vita (SF-36)
- apatia (AES)
- autonomia funzionale (BADL, IADL, Barthel Index)
«Gli IAA sono stati progettati per migliorare la qualità della vita degli anziani non affetti da decadimento cognitivo, agendo sul senso di solitudine, sulla sintomatologia ansiosa e depressiva e favorendo le interazioni sociali.»
La struttura dei dodici incontri
Il percorso è stato articolato in sedute tematiche dedicate a:
- vista e udito nei cani
- gusto e preparazione di crocchette
- giochi olfattivi
- cura di sé e dell’animale
- comunicazione non verbale
- gioco e fiducia
- emozioni e ricordi
- festa conclusiva
Ogni incontro prevedeva tre momenti:
- rievocazione del precedente
- attività centrale
- confronto finale
Mirtillo: un cane facilitatore, non un “protagonista”
Mirtillo, il Maltese coinvolto nel progetto, è stato descritto dall’équipe come:
«un facilitatore e un mediatore della relazione, capace di attivare ricordi anche lontani ed emozioni positive».
La sua presenza ha facilitato:
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- socializzazione
- dialogo spontaneo
- ricordi autobiografici
- maggiore iniziativa nelle attività
- momenti di leggerezza e cura condivisa
Gli incontri hanno mostrato quanto un cane possa diventare ponte tra passato e presente, e quanto la sua presenza possa aiutare gli anziani a esprimere emozioni che spesso restano silenziose.
Risultati preliminari: cosa è cambiato davvero
Secondo i dati presentati da Ambrosino e Borra:
- non si sono verificati eventi avversi
- si è osservato un interesse crescente settimana dopo settimana
- il gruppo ha sviluppato collaborazione, serenità e ascolto reciproco
- le attività hanno favorito memoria emotiva e momenti di scambio autentico
- molte partecipanti hanno espresso il desiderio di continuare il progetto
Clinicamente, è stata rilevata:
- riduzione dell’ansia (HADS)
- riduzione dei sintomi depressivi
- miglioramento della qualità della vita percepita (SF-36)
- riduzione della solitudine
- maggiore attivazione nel dialogo
Questi risultati, come ricordato da Ambrosino, sono coerenti con una precedente esperienza fiorentina che aveva mostrato esiti simili nei percorsi di IAA in geriatria.
La sessione aperta alla cittadinanza: testimonianze e prospettive
La parte finale della giornata, moderata da Ilaria Ambrosino e Daria Santarelli, ha raccolto le voci di chi ha vissuto il progetto.
Maria Chiara Catalani ha aperto con un intervento su come valorizzare la vita con cani e gatti nella quotidianità degli anziani.
Poi sono arrivate le testimonianze:
una in particolare, quella di una signora di 92 anni, che verrà inserita nel nostro articolo come video, ha raccontato con semplicità e autenticità quanto il percorso avesse rappresentato per lei un appuntamento atteso e significativo.
A seguire, UAM e VETeris hanno mostrato filmati delle attività, compresi i momenti in cui Mirtillo sedeva tra il pubblico insieme all’équipe: un’immagine che ha sintetizzato il cuore dell’intero progetto.
Un modello replicabile, basato su rigore e relazione
Il progetto UAM–Fondazione Ferrero ha dimostrato che gli Interventi Assistiti con gli Animali:
- sono sicuri
- sono ben tollerati
- possono ridurre ansia e solitudine
- migliorano la qualità della vita percepita
- favoriscono relazioni spontanee
- sono clinicamente utili se condotti da professionisti
E soprattutto: funzionano perché mettono al centro la relazione.
Dogsportal.it e UAM: una collaborazione che continua nel 2026
Come redazione, raccontiamo da sempre l’impatto culturale e sociale dei cani nella nostra vita.
Il lavoro di UAM – Umanimalmente si inserisce perfettamente in questa visione, offrendo un approccio professionale, etologico e clinico agli Interventi Assistiti con Animali.
Per questo, nel corso del 2026, presenteremo insieme a UAM una serie di webinar e appuntamenti formativi all’interno di Dogsportal Academy, dedicati agli IAA e al loro ruolo nei diversi contesti sociali.
Perché quando relazione, scienza e cura si incontrano, qualcosa nella vita delle persone cambia davvero.
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