Le leggi sulle razze pericolose “Breed Specific Legislation” un fallimento planetario.
Mentre il Governo italiano e la Regione Lombardia valutano l’introduzione di liste di proscrizione basate sulla morfologia escludendo però i cani con pedigree Enci, i governi occidentali e le principali associazioni veterinarie internazionali hanno già dichiarato inefficace la Breed Specific Legislation.
Ecco i dati ufficiali che dimostrano perché vietare le razze non riduce le aggressioni.
L’Italia sembra essere intrappolata in un loop temporale. In questo preciso momento storico, sull’onda dell’emotività suscitata da tragici fatti di cronaca, la politica nazionale e regionale torna a proporre soluzioni che appaiono semplici ma che, alla prova dei dati, si rivelano fallimentari: le liste di razze pericolose. Tuttavia, prima di legiferare, sarebbe doveroso guardare a chi quella strada l’ha già percorsa, misurata e, nella maggior parte dei casi, abbandonata. Parliamo della Breed Specific Legislation (BSL), ovvero la legislazione che impone restrizioni o divieti basati esclusivamente sulla razza o sull’aspetto fisico del cane.
Per comprendere a fondo cosa rischia l’Italia oggi, vi invitiamo a leggere la nostra analisi tecnica sulla proposta di legge attuale: PLP 4 e DDL 1572: la posizione netta di Dogsportal contro una legge ingiusta e antiscientifica.
Di seguito, presentiamo un dossier basato sulle fonti scientifiche e governative dei principali paesi occidentali che dimostra, numeri alla mano, l’inefficacia della Breed Specific Legislation nel mondo.
STATI UNITI: L’inaffidabilità dell’identificazione visiva
Negli Stati Uniti, il dibattito sulla Breed Specific Legislation è stato affrontato con pragmatismo scientifico dall’AVMA (American Veterinary Medical Association). La posizione dei veterinari americani è netta: “La legislazione basata sulla razza non è la risposta”. Nel loro report, che cita studi dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention), vengono smontati i presupposti statistici delle “black list”:
- Impossibilità di calcolo del rischio: Per calcolare un tasso di morsicatura reale, bisognerebbe conoscere il numero esatto di cani di quella specifica razza presenti sul territorio. Senza un censimento preciso (che includa i non registrati), i dati sulle aggressioni sono statisticamente irrilevanti.
- Il bias dell’identificazione: Studi condotti sui rifugi e sui controlli di polizia hanno dimostrato che l’identificazione visiva della razza è fallace. Cani meticci vengono etichettati erroneamente come “Pitbull” o “molossi” solo per la forma della testa, portando a una sovrastima delle aggressioni attribuite a queste tipologie e a discriminazioni prive di fondamento genetico.
Fonte Ufficiale: Leggi il report AVMA
SPAGNA: Il fallimento del “Real Decreto”
La Spagna offre un caso di studio perfetto per l’Italia, avendo introdotto una Breed Specific Legislation molto simile al DDL 1572 nostrano. Uno studio fondamentale pubblicato sul prestigioso Journal of Veterinary Behavior (Rosado et al.) ha analizzato i dati epidemiologici relativi alle morsicature nei 5 anni successivi all’introduzione della legge sulle razze definite pericolose.
L’obiettivo della legge era ridurre l’incidenza dei morsi gravi. Il risultato? Nullo. I ricercatori hanno rilevato che non c’è stata alcuna riduzione significativa nelle aggressioni canine verso l’uomo. La legge ha imposto museruole, guinzagli corti e assicurazioni per specifiche razze, ma non ha inciso sulla sicurezza pubblica, dimostrando che la pericolosità è legata alla gestione del singolo individuo e non all’appartenenza a una categoria morfologica.
Fonte Scientifica: Vai allo studio sul Journal of Veterinary Behavior
IRLANDA: Più restrizioni, più ospedalizzazioni
L’Irlanda ha adottato uno degli approcci più severi in Europa, mettendo sotto restrizione ben 11 razze canine. Se la teoria alla base della Breed Specific Legislation fosse corretta, l’Irlanda dovrebbe essere il paese più sicuro al mondo per quanto riguarda i cani. I dati dicono l’opposto.
Una ricerca pubblicata sull’Irish Veterinary Journal ha analizzato i ricoveri ospedalieri per morsi di cane. La conclusione è allarmante: nonostante le leggi restrittive, l’incidenza delle ospedalizzazioni è aumentata. Lo studio conclude che la legislazione razza-specifica ha fallito nel proteggere la popolazione, suggerendo che concentrarsi sulle razze distoglie l’attenzione dai veri fattori di rischio (educazione, contesto sociale, supervisione).
Fonte Scientifica: Leggi la ricerca sull’Irish Veterinary Journal
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REGNO UNITO: Il “disastro” del Dangerous Dogs Act
Il Regno Unito rappresenta l’esempio storico più eclatante di applicazione della Breed Specific Legislation. Nel 1991, il Parlamento approvò in fretta e furia il Dangerous Dogs Act (DDA), vietando specifiche tipologie di cani come il Pitbull Terrier e recentemente l’american bully. A distanza di oltre 25 anni, la RSPCA (Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals) ha pubblicato un dossier durissimo, definendo la legge “un disastro” (a dog’s dinner).
I numeri del fallimento britannico sono impietosi:
- Aumento dei morsi: Le aggressioni canine sono aumentate del 76% nel periodo in cui la legge era in vigore.
- Costi esorbitanti: Milioni di sterline di denaro pubblico sono stati spesi per il sequestro e il mantenimento in canile di cani che non avevano mai aggredito nessuno, ma che avevano semplicemente le “misure sbagliate”.
- Benessere animale: Migliaia di cani innocenti sono stati soppressi solo per il loro aspetto fisico.
Fonte Ufficiale: Leggi il dossier RSPCA
PAESI BASSI: Il coraggio di abrogare l’errore
Mentre l’Italia discute di introdurre divieti, l’Olanda ci insegna che si può tornare indietro. Nel 1993, i Paesi Bassi avevano vietato i Pitbull applicando una rigida Breed Specific Legislation. Tuttavia, il governo olandese ha avuto l’onestà intellettuale di monitorare i risultati. Nel 2008, dopo aver constatato tramite commissioni di esperti che il divieto non aveva ridotto il numero di incidenti, la legge è stata abrogata.
L’Olanda ha sostituito la BSL con un approccio moderno basato sulla valutazione del rischio del singolo cane e sull’educazione dei proprietari. Un modello di policy making basato sui dati (evidence-based) e non sulla paura.
Approfondimento: La posizione dell’Olanda e il contesto europeo e lo studio di riferimento
La storia indica la strada, la politica saprà ascoltare o semplicemente copiare bene?
I report internazionali convergono su un punto: la Breed Specific Legislation è un placebo legislativo. Dà all’opinione pubblica l’illusione della sicurezza, mentre il problema reale continua a crescere, alimentato da una cattiva gestione e dalla mancanza di cultura cinofila. L’Italia ha oggi l’opportunità di non ripetere gli errori commessi (e corretti in alcuni casi) dai suoi vicini europei. Ignorare questi dati non sarebbe solo antiscientifico, ma irresponsabile e politicamente inaccettabile, vista la possibilità di documentarsi.
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