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Bambina di 3 anni aggredita dal rottweiler di famiglia.

Una bambina di 3 anni è stata ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Regina Margherita di Torino dopo essere stata aggredita da uno dei quattro rottweiler di proprietà della sua famiglia. L’episodio è avvenuto martedì 10 marzo 2026, intorno alle 17, nel cortile privato di un’abitazione in frazione Castellar, nel comune di Boves, in provincia di Cuneo.

Secondo una prima ricostruzione, la piccola stava giocando all’aperto quando uno degli animali l’ha morsa alla testa, causandole più ferite al volto. Allertato il 118, l’équipe medica ha richiesto l’intervento dell’elisoccorso, che ha trasferito la bambina al pronto soccorso pediatrico del capoluogo piemontese. Al momento del trasporto il codice assegnato era giallo — grave, ma non in pericolo di vita. Medicata con diversi punti di sutura al volto in sala operatoria, è stata ricoverata nel reparto di Chirurgia. Con lei ci sono i genitori.

Una precisazione necessaria

Vale la pena segnalarlo subito: alcuni organi di stampa hanno inizialmente definito i cani coinvolti come “pitbull”.

Si tratta di un errore. I cani appartengono alla razza rottweiler. Non è un dettaglio secondario, perché l’identificazione corretta della razza è rilevante sia sul piano informativo che su quello della discussione pubblica che ne seguirà visto l’ider del DDL “salva pedigree”

Abbiamo già affrontato il tema in modo approfondito: cosa dice davvero la scienza sul rottweiler e il rischio di aggressione.

Il contesto che conta

L’aggressione è avvenuta nel cortile di casa, da parte di un cane di proprietà della stessa famiglia della vittima. Non un randagio, non un cane sfuggito al controllo di estranei: un animale che viveva nello stesso spazio della bambina.

È esattamente il profilo più ricorrente nelle aggressioni gravi ai bambini piccoli. Ne abbiamo scritto analizzando lo studio epidemiologico sulle aggressioni fatali in Italia 2009–2025, pubblicato su Animals (MDPI): i bambini sotto i 4 anni vengono aggrediti quasi esclusivamente da cani del nucleo familiare, per lo più in giardino o nel cortile di casa, spesso in assenza di supervisione adeguata o in situazioni di distrazione dell’adulto presente.

Il problema non è la razza. Il problema è la gestione: quattro cani di taglia grande in un contesto domestico con una bambina di tre anni richiedono protocolli di sicurezza precisi, una supervisione costante e una consapevolezza del rischio che non può essere data per scontata. Su questo abbiamo pubblicato materiali specifici: come proteggere i bambini nella convivenza con i cani e un webinar dedicato al rapporto tra bambini e cani, tra etologia e psicologia.

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Il sindaco di Boves, Matteo Ravera, ha espresso vicinanza alla famiglia e ha precisato che l’episodio non è avvenuto nell’area del lago di Rivoira — come alcune ricostruzioni iniziali avevano indicato — ma nel cortile privato dell’abitazione in frazione Castellar.

Dogsportal segue l’evoluzione delle condizioni della bambina e augura una pronta guarigione a lei e alla sua famiglia.

Il punto di vista di Dogsportal

Ogni volta che un bambino viene aggredito da un cane di casa, il dibattito pubblico si concentra sulla razza. È comprensibile, ma è fuorviante. La domanda giusta non è “che razza era?” ma “chi era presente, come erano gestiti i cani, cosa stava succedendo in quel cortile in quei minuti.”

Quattro rottweiler adulti e una bambina di tre anni nello stesso spazio aperto non sono una combinazione neutra. Non perché il rottweiler sia un cane intrinsecamente pericoloso — non lo è più di altre razze a parità di gestione — ma perché qualsiasi cane di taglia grande, in determinate condizioni, può rappresentare un rischio reale per un bambino piccolo che non ha ancora gli strumenti per leggere i segnali animali e non può proteggersi autonomamente.

La responsabilità è sempre e solo umana. E la prevenzione inizia molto prima dell’incidente.

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