Maltipoo e Labradoodle: tutti pazzi per gli incroci più trendy
Tra razze riconosciute dalla FCI in modo definitivo e in modo provvisorio, razze italiane riconosciute dall’Enci e razze per le quali è avviato l’iter per il riconoscimento, sono ben 368 quelle tra cui può scegliere il cinofilo italiano. E non contiamo le razze riconosciute da ogni singolo Paese del mondo perché chissà a che cifra arriveremmo.
Tutta questa varietà, evidentemente, non è sufficiente, la voglia di fare incroci tra razze molto conosciute e diffuse c’è sempre, magari con le speranza che i nuovi incroci vengano, un giorno, riconosciuti.
In fin dei conti tante razze sono nate in questo modo: chi dall’incrocio di due sole razze (es.Bullmastiff), chi ha avuto invece bisogno dell’immissione di sangue di diverse razze (es. Dogo Argentino, Dobermann).
Non fa eccezione l’Eurasier che ha avuto nel grande etologo Konrad Lorenz il principale “sponsor”: Lorenz, infatti, era convinto che se si fosse incrociato il Chow Chow, la sua razza prediletta, con il Wolfspitz, si sarebbe potuto ottenere un cane eccezionale. Lorenz poté contare sul ventennale lavoro di selezione dell’allevatore Julius Wipfel, che operò incroci mirati ricorrendo anche al sangue di Samoiedo, per ottenere il risultato tanto cercato, ma non sempre funziona così.

Il Kromfohländer, una razza nata per caso!
Ci sono, infatti, razze non volute da esperti cinologi ma nate assolutamente per caso ed è quel che è successo al Kromfohländer, cane tedesco da compagnia riconosciuto ufficialmente nel 1955 ma praticamente sconosciuto ai cinofili di casa nostra.

La sua storia comincia nel 1945, quando i soldati americani arrivarono dalla Francia in Germania e un gruppo di loro, giunto nella zona di Siegen (nord Renania-Westfalia) era accompagnato da un cagnolino dalle origini incerte e dal pelo fulvo e ispido, molto simile alGriffon Vendéen o al Griffon Fauve de Bretagne. Il cagnolino attirò le simpatie di una donna del posto, Ilse Scheifenbaum, che lo chiamò Peter e lo prese con sé. Nella casa accanto vivevaFiffi, una cagnetta di oscure origini ma molto simile a un Fox Terrier, di cui Peter si innamorò perdutamente: dal loro amore nacque una cucciolata non solo bella ma anche omogenea, che spinse Ilse a sviluppare una nuova razza.
Appena dieci anni più tardi arrivava il riconoscimento ufficiale ma, nonostante questo, il Kromfohländer non è mai stato molto diffuso nemmeno in madrepatria.
L’imbarazzo della scelta
Il nome degli incroci che vengono effettuati in questi ultimi anni (che vengono anche chiamati razze di design o designer dogs) generalmente ricorda quello delle razze da cui provengono e la loro diffusione sta aumentando, soprattutto negli USA ma anche in Europa.
Il Barbone, nelle diverse taglie, è una delle razze più utilizzate e finora ha dato origine a diversi incroci: Labradoodle se incrociato col Labrador, Goldendoodle con il Golden, Maltipoo con il Maltese, Peekapoo con il Pechinese, Westiepoo con il West Highland, Sheepadoodle con il Bobtail, Schnoodle con lo Schnauzer, Yorkipoo con lo Yorkshire Terrier, Cavapoo con il Cavalier King Charles Spaniel, Cockapoo con il Cocker e, per non farsi mancare nulla, c’è anche il Rottipoo o Rottle, frutto dell’incrocio tra Barbone e Rottweiler!
Anche il Beagle non scherza: è nato così il Beaglier se incrociato con il Cavalier, Jackabee con il Jack Russell, Puggle con il Carlino, Peagle con il Pechinese.
E non è finita qui, perché ci sono anche il Chug (Chihuahua con Carlino), lo Shorkie Tzu (Yorkshire con Shih Tzu), il Chorkie (Chihuahua con Yorkshire), il Pomsky (Volpino di Pomerania con Siberian Husky), il Goberian (Golden con il Siberian Husky), probabilmente ce ne sono e ne verranno altri, la fantasia cinofila in questo caso non ha davvero limiti.

Tra tutti questi incroci, sicuramente nel nostro Paese il Maltipoo e il Labradoodle sono quelli che vanno per la maggiore.
Un po’ Maltese un po’ Barbone
Il Maltipoo è un incrocio tra Maltese e un Barbone toy, la cui storia comincia negli Stati Uniti negli anni ’80 ma ha cominciato a farsi conoscere anche nel nostro Paese, in cui vanta diversinutriti gruppi presenti sui social.

Negli States gli accoppiamenti devono rispettare alcuni requisiti: i genitori (Maltese e Barbone) devono essere in possesso di un pedigree ufficiale rilasciato da associazioni riconosciute, come AKC (American Kennel Club) o UKC (United Kennel Club), inoltre devono essere sottoposti a test genetici e sanitari al fine di escludere patologie ereditarie. Non è consentito l’accoppiamento di un Maltipoo con un Maltese o un Barbone.
Questo incrocio ha avuto il suo momento di celebrità nel 2015, quando la Palm Dog (il premio che il festival di Cannes assegna agli attori a quattrozampe) è andata al Maltipoo Lucky, interprete del film Le Mille e una Notte – Arabian Nights.
Negli States il Maltipoo è riconosciuto come razza da alcune associazioni, ma non dall’American Kennel Club.
Non essendo una razza riconosciuta, ovviamente non esiste uno standard ufficiale cui fare riferimento, ma è comunque possibile delineare le principali caratteristiche: il Maltipoo ha un’altezza di 20-30 centimetri, peso fino a 5 chili, zampe corte, pelo riccio o mosso che può avere tutti i colori riconosciuti del Barbone, possibile la presenza di macchie bianche.
Derivando da due tipici cani da compagnia, il Maltipoo è un perfetto cane d’appartamento, un compagno ideale per tutta la famiglia, bambini compresi, perché è allegro, giocoso, vivace, mai aggressivo, affettuoso e fedele. È abbastanza longevo, intelligente e facile da educare.
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Per motivi legati alla genetica è sconsigliato l’accoppiamento tra due Maltipoo perchépotrebbe aumentare l’incidenza di malattie genetiche.
Labradoodle, non solo Labrador e Barbone!
Per il Labradoodle le notizie sulla sua creazione sono molto precise: siamo nel 1989 quando l’australiano Wally Conron, istruttore di cani guida, operò il primo incrocio tra un Labrador e un Barbone standard allo scopo di ottenere un cane guida che fosse ipoallergenico e non perdesse pelo.
Nel lavoro di selezione si è fatto successivamente ricorso all’immissione di sangue di altre razze, soprattutto il Cocker Spaniel (che ha originato la taglia più piccola) ma anche Cocker Americano, Curly Coated Retriever e Irish water Spaniel e dato che la selezione è stata portata avanti in Australia ha preso il nome di Australian Labradoodle.
L‘Australian Labradoodle è atletico e agile, è un cane docile e intelligente e dai suoi progenitori ha ereditato un carattere affettuoso, amichevole e socievole con le persone e gli animali. Il pelo, riccio o ondulato, può avere tutti i colori del Barbone e può anche essere bicolore o multicolore. La taglia va dai 30-43 per quella più piccola ai 43-53 per quella media ai 53-71 per quella standard.
Negli States è possibile registrare esemplari di Labradoodle, così come quelli di altri designer dogs, presso il Continental Kennel Club, in Europa è possibile fare riferimento all’Australian Labradoodle Association Europe (ALAEU), in Australia esistono sodalizi come ALA (Australian Labradoodle Association) e l’internazionale WALA (Worldwide Australian Labradoodle Association), che ha membri in 31 Paesi diversi.
Anche il Labradoodle in Italia può contare su diversi gruppi di appassionati presenti sui social.
Crossbreeding, ce n’è davvero bisogno?
L’incrocio di esemplari di due razze canine per creare un ibrido, definito crossbreeding, è oggi molto di moda e, pur essendo nato con l’intenzione di migliorare le caratteristiche delle razze di partenza, oggi rischia di sfuggire di mano: già è difficile riuscire a gestire la selezione e il benessere di razze riconosciute, dal momento che sono ancora tanti gli accoppiamenti effettuati tra soggetti sprovvisti pedigree e altrettante le cucciolate casalinghe fatte spesso con tanto entusiasmo e poca attenzione alla cinotecnia, con queste nuove razze di design chi può esercitare un efficace controllo?
E dal momento che gli incroci di sprecano, per quanto finora vengano soprattutto fatti tra cani da compagnia, chi potrebbe proibire accoppiamenti tra razze più impegnative? Si potrebbe arrivare, un giorno, a un incrocio tra un Malinois e un Lupo Cecoslovacco per creare un fantomatico “malinwolf”? Chi potrebbe garantire per quanto riguarda l’aspetto caratteriale delle nuove generazioni non esistendo, ad esempio, un’associazione specializzata che suggerisca specifici test morfo-caratteriali per i riproduttori?
L’intento encomiabile di chi ha operato i primi incroci, del resto, si è perso per strada col tempo: Conron, ad esempio, arrivò a pentirsi del suo lavoro, perché, come succede quanto un cane comincia a “tirare”, molti cominciarono a operare gli incroci senza cognizione di causa, originando cani dal carattere nervoso per essere buoni cani guida e non ipoallergenici.
Per quanto riguarda il Maltipoo, l’obiettivo dei selezionatori americani era quello di creare un cane da compagnia di piccola taglia, ipoallergenico e adatto a vivere in appartamento. Chi li seleziona assicura che sia più resistente e meno soggetto alle malattie genetiche tipiche delle razze dei suoi genitori, ma il problema è che, proprio perché destinati a essere cani di famiglia, spesso si ritiene superfluo controllare che i genitori siano in possesso dei requisiticaratteriali e sanitari necessari (figuriamoci il pedigree!) e magari sono anche ben lontani dal possedere le principali caratteristiche morfologiche di razza. Nulla vieta, insomma, di accoppiare il mio adorato barboncino con il cane del vicino, che sia Maltese, Yorkshire o Shih Tzu poco importa e per il nome via libera alla fantasia.
Tanti, purtroppo, mirano solamente a immettere sul mercato i designer dogs contando sull’effetto moda che fa sempre presa sui futuri proprietari, che peraltro non si fanno certo scoraggiare dai costi, spesso equivalenti a quelli di cani di razza pura.
Ovviamente ci sono anche allevatori di razze di design che operano rigidi controlli sui riproduttori e che sono quindi in grado di produrre cuccioli sani e di buon carattere, ma nel mare di offerte presenti in rete è molto difficile orientarsi, soprattutto se si è cinofili alle prime armi.
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