Il PD interroga il governo sull’ENCI: trasparenza, conflitti di interesse e governance sotto la lente
Il Partito Democratico porta l’ENCI in Parlamento. Con un’interrogazione formale presentata al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, i deputati dem Antonella Forattini (capogruppo in commissione Agricoltura) e Stefano Vaccari (capogruppo in commissione Ecomafie) chiedono al governo di verificare se la governance dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana sia davvero all’altezza delle funzioni pubbliche che esercita.
Le criticità sollevate nell’interrogazione sono numerose e di diversa natura. Si va dalla concentrazione di incarichi nei vertici dell’Ente ai possibili conflitti di interesse, dai commissariamenti protratti oltre ogni ragionevole limite alla riduzione della rappresentanza delle minoranze negli organi elettivi, conseguente alle modifiche regolamentari introdotte nel 2022. A queste si aggiungono questioni legate alla gestione delle risorse economiche, all’accessibilità delle informazioni di bilancio e a problematiche operative concrete: dalla prevenzione delle patologie genetiche di razza alla tutela dei cani impiegati nelle attività di lavoro, fino alla crescente carenza di giudici ed esperti tecnici.
I due parlamentari chiedono quindi al ministro di promuovere approfondimenti ispettivi e amministrativi, di verificare eventuali incompatibilità e di valutare iniziative concrete per rafforzare trasparenza, efficienza e autorevolezza dell’Ente.
Una notizia che non sorprende chi segue il settore
Chi segue il mondo cinofilo da vicino sa che le tensioni interne all’ENCI non sono una novità. Dogsportal.it ha più volte affrontato il tema del ruolo dell’Ente nella normativa italiana sui cani, in particolare nel contesto del DDL 1572 e della cosiddetta “save list” lombarda, dove abbiamo denunciato l’anomalia di affidare a un ente privato di promozione zootecnica la gestione dei test di affidabilità comportamentale (CAE-1), con il conseguente conflitto di interessi: l’ENCI certificherebbe proprio quei soggetti che la legge vorrebbe esonerare dai controlli.
Il fatto che oggi questa discussione arrivi in Parlamento, attraverso un’interrogazione che tocca temi come la rappresentanza democratica interna, la concentrazione di potere e la trasparenza amministrativa, è un segnale che qualcosa nel sistema non funziona come dovrebbe.
Il “patrimonio cinofilo italiano”, come lo definiscono gli stessi firmatari dell’interrogazione, ha un valore storico, zootecnico, sociale ed economico reale.
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